Ho sentito spesso parlare di “rivitalizzazione del centro” di Noale.
Il tema era stato affrontato anche dalla precedente amministrazione con il caratteristico decisionismo che aveva contraddistinto la giunta Zalunardo. Chiudere le piazze sì, chiudere le piazze no, chiudere le piazze forse… ma quale piazza: la uno la due o la tre? ma abbiamo piazze? però di “rivitalizzazione” si parlava comunque. Ancora adesso il proverbiale decisionismo di Rinnovare Noale lo si ritrova nella discussione riportata nella delibera consiliare del 20 gennaio 2011..
Ma la giunta Zalunardo operava in una situazione di traffico ancora peggiore rispetto all’attuale. L’apertura della nuova viabilità della 515 ha sicuramente migliorato la situazione viaria del contro di Noale… molto meno traffico pesante, e anche meno vetture lungo via Tempesta.
E allora, ci si può chiedere, che cosa ha spinto la Giunta a cimentarsi nella modifica della viabilità, quando, in qualche modo, poteva vantare una situazione “migliore”?
Il fatto è che nonostante la nuova 515 il traffico continua ad essere un problema. Ma soprattutto è un problema convivere con il traffico. Arriviamo così all’assurdo che mentre la pubblicità ci mostra grandi auto che si muovono nell’ambiente selvaggio dove avere un fuoristrada è assolutamente indispensabile, o dove le strade sono sgombre e si disegnano sul territorio come arabeschi perfettamente inseriti nel paesaggio, nella realtà, invece, le strade sono sempre intasate e circolare è sempre più difficile.
Nella realtà le scelte delle amministrazioni cittadine vanno inevitabilmente nella direzione di regolare il traffico dove regolare il traffico significa, nei fatti, mettere ostacoli alla circolazione delle auto. Nascono così i dissuasori di velocità, le strettoie, le rotonde, i divieti, i limiti di velocità.. Perchè il problema centrale si sposta dalla “circolazione” alla “sicurezza” e dalla sicurezza alla rivitalizzazione dei centri cittadini e tutto questo prende il nome, piuttosto ridicolo e intimamente falso di “fluidificazione” del traffico.
Le auto ci stanno di fatto soffocando, sia in termini di emissioni che in termini di spazio.
Oramai i nodi di uno sviluppo dissennato del traffico, le scelte di agevolare la viabilità su gomma e di interventi troppo limitati nel trasporto pubblico, vengono al pettine in modo evidente.
E tutto questo succede anche a Noale. Solo che il problema è grande e grave e ad affrontarlo ci si accosta con un certo pressapochismo, cioè sperando che aprendo qua, chiudendo là, facendo un senso unico o una nuova rotonda, il problema, come per miracolo, si risolva.
Ma di traffico continueremo a parlare per i prossimi decenni senza, ovviamente, risolvere nulla.
C’è un punto che stride in modo assolutamente evidente e che sta là, nel bel mezzo del discorso, come un convitato di pietra. Il problema sta là davanti a tutti, ma nessuno sembra voler vederlo e prenderlo per le corna.
Esiste una palese contraddizione tra viabilità e vivibilità. La dove c’è viabilità si assottiglia lo spazio di “vivibilità”.
E’ una contraddizione che non si può attribuire semplicemente ad una giunta comunale o ad un altra… è una contraddizione che sta quasi alla base della nostra attuale società.
Su questo piano non c’è dubbio che la politica possa fare relativamente poco: cioè continuerà a prospettare soluzioni, le più diverse e le meno probabili ma non avrà mai il coraggio di fare ciò che va fatto.