Premetto che non conosco la soluzione proposta dalla giunta comunale rispetto alla nuova viabilità.
Ho letto semplicemente alcuni articoli di giornale. Ma non ho capito come dovrebbe funzionare la modifica della viabilità attorno alle piazze.
Nel frattempo ho letto della decisione di rendere onerosi i parcheggi nel centro cittadino.. Ricordo che quando tale decisione fu presa a Mestre, io ne fui molto contrariato. Poi, dopo varie multe per divieto di sosta, capii che la scelta, era invece giusta. Ed era quella che mi costringeva a pensare a soluzioni alternative. Per me Mestre significa No macchina o parcheggio scambiatore e movimento su mezzo pubblico dentro Mestre. Poi sulla scelta del tram sono contrario, ma per altre questioni…
Sta di fatto che ridurre la capacità di sosta all’interno di un centro storico costringe la gente a cercare altre scelte. Ricordo che nel corso degli anni 80 la discussione sul traffico girava attorno alla “viabilità”. Sia che si trattasse di città come Roma o Parigi o Milano o Napoli l’idea dominante era quella di alleggerire e fluidificare il traffico grazie alla realizzazione di infrastrutture stradali ad anello concentriche rispetto al centro cittadino. Eravamo in piena orgia automobilistica e sicuramente il problema centrale era far “girare” le automobili… Erano anni dove se andavi a Parigi ti sciroppavi un trequartidora di fila per entrare nel “giro” della viabilità cittadina, ma una volta dentro tra viali, strade in trincea, sottopassaggi ed altro, correvi con una sorprendente rapidità. A Roma soffrivi molto, ma molto di più. A Napoli non c’era storia.
Ma noi eravano tragicamente indietro e molte delle infrastrutture realizzate in grandi città europee noi le abbiamo realizzate (e in gran parte dovremmo ancora realizzarle) solo molto più tardi… Ma parlo di grandi città.
La storia della piccole città, però si è mossa con una dimensione del tutto simile…tangenziali, spesso abortite, traffico che è diventato caotico in modo sempre meno sopportabile e allungamento dei tempi di percorrenza.
Anche di recente si è potuto constatare come, nonostante le nuove viabilità, i tempi di percorrenza verso Mestre (nuova viabilità connessa con ospedale dell’Angelo) o verso Padova (passante autostradale di Mirano o di Spinea) aumentino nelle ore di punta. Arriveremo tra qualche tempo a capire che “incentivare” la viabilità si traduce inevitabilimente nel suo contrario.
In europa molte città hanno preso la strada contraria: ossia disincentivare in ogni modo l’uso della macchina.
C’è poi da dire che forse la civiltà dell’automobile sta entrando in crisi… Certo, se non fosse per i mercati orientali, che hanno ancora una grande potenzialità, (anche se resta sintomatico di una follia collettiva l’ingorgo di qualche tempo fa che subì Pechino e che durò alcune giornate….) oggi non ci sarebbe storia. LA civiltà dell’automobile è finita. E’ tendenzialmente finita, ma da noi è già oggi decisamente in crisi.
Se vogliamo possiamo metterci anche il tema “petrolio”. Ma ci saranno altri sistemi di propulsione. Sì, ma quando? e tutto l’attuale parco macchine dove lo mettiamo? in quale discarica? e intanto la “vivibilità” delle nostre città come è?
Cioè possiamo discutere se sia giusto o meno mettere i parcheggi a pagamento o se sia giusto o meno che una strada diventi senso unico o meno. ma quello di cui dobbiamo discutere prima di tutto è se vogliamo che le nostre città ritornino ad essere dei centri per le persone o dei punti di passaggio per le auto.
Deve però essere chiara una cosa: attualmente le nostre città sono sacrificate all’automobile. E’ lei che la fa da padrona e quando pensiamo in prospettiva a quello che sarà il nostro mondo tra 10 o 15 anni non possiamo pensare che l’automobile sarà ancora al centro della nostra vita…
Questo a Noale come a Belino o Milano o Parigi o Pianiga.
Certo, oggi la macchina è indispensabile. Ma dove sta scritto che per andare a portare i bambini a scuola devo muovere la macchina? o se devo andare a prendere le sigarette devo necessariamente andarci in macchina (cavolo, ma io non fumo!)
Se penso ad una città, se penso a Noale in prospettiva, vedo una città senza traffico e senza macchine, Vedo un centro cittadino dove la bicicletta la fa da padrona e le macchine dei residenti entrano in città grazie ad un pass (o una telelettura della targa) e si muovono a 10 km all’ora e solo per andare a parcheggiare dentro il loro garage o posto macchina condominale… la città è dei cittadini e non degli automobilisti.
Ma, dirà qualcuno, un automobilista è un cittadino! E qua sta l’inghippo: un cittadino è uno che vive in città, saluta i propri simili, ci scambia due parole, ci beve un ombra assieme, passeggia e trova piacevole stare in una dimensione umana. Un automobilista è sostanzialmente un incazzato che ha inevitabilmente fretta, che mal sopporta gli altri automobilisti e che porca miseria! non trova mai un posto dove parcheggiare….
Allora ripensare la città è ripensare una strategia di vita e di vivibilità.
Non possiamo pensare solo a quella che è la situazione attuale. Noi siamo “cresciuti” con mamma fiat che doveva vendere auto…oggi mamma fiat promette di vendere auto, ma intanto sta mettendo le basi per chiudere… perchè quello che a noi appare oggi impossibile è molto chiaro a chi lavora nel settore: la civiltà dell’auto è finita!
Il destino futuro del centro storico di Noale è senza automobili. Lo si voglia o no.
Dopo di che sarà necessario capire cosa vuole fare il Sindaco di Noale….
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