rivitalizzare il centro

12 novembre 2011

Ho sentito spesso parlare di “rivitalizzazione del centro” di Noale.

Il tema era stato affrontato anche dalla precedente amministrazione con il caratteristico decisionismo che aveva contraddistinto la giunta Zalunardo. Chiudere le piazze sì, chiudere le piazze no, chiudere le piazze forse… ma quale piazza: la uno la due o la tre? ma abbiamo piazze? però di “rivitalizzazione” si parlava comunque. Ancora adesso il proverbiale decisionismo di Rinnovare Noale lo si ritrova nella discussione riportata nella delibera consiliare del 20 gennaio 2011..

Ma la giunta Zalunardo operava in una situazione di traffico ancora peggiore rispetto all’attuale. L’apertura della nuova viabilità della 515 ha sicuramente migliorato la situazione viaria del contro di Noale… molto meno traffico pesante, e anche meno vetture lungo via Tempesta.

E allora, ci si può chiedere, che cosa ha spinto la Giunta a cimentarsi nella modifica della viabilità, quando, in qualche modo, poteva vantare una situazione “migliore”?

Il fatto è che nonostante la nuova 515 il traffico continua ad essere un problema. Ma soprattutto è un problema convivere con il traffico. Arriviamo così all’assurdo che mentre la pubblicità ci mostra grandi auto che si muovono nell’ambiente selvaggio dove avere un fuoristrada è assolutamente indispensabile, o dove le strade sono sgombre e si disegnano sul territorio come arabeschi perfettamente inseriti nel paesaggio, nella realtà, invece, le strade sono sempre intasate e circolare è sempre più difficile.

Nella realtà le scelte delle amministrazioni cittadine vanno inevitabilmente nella direzione di regolare il traffico dove regolare il traffico significa, nei fatti, mettere ostacoli alla circolazione delle auto. Nascono così i dissuasori di velocità, le strettoie, le rotonde, i divieti, i limiti di velocità.. Perchè il problema centrale si sposta dalla “circolazione” alla “sicurezza” e dalla sicurezza alla rivitalizzazione dei centri cittadini e tutto questo prende il nome, piuttosto ridicolo e intimamente falso di “fluidificazione” del traffico.

Le auto ci stanno di fatto soffocando, sia in termini di emissioni che in termini di spazio.

Oramai i nodi di uno sviluppo dissennato del traffico, le scelte di agevolare la viabilità su gomma e di interventi troppo limitati nel trasporto pubblico, vengono al pettine in modo evidente.

E tutto questo succede anche a Noale. Solo che il problema è grande e grave e ad affrontarlo ci si accosta con un certo pressapochismo, cioè sperando che aprendo qua, chiudendo là, facendo un senso unico o una nuova rotonda, il problema, come per miracolo, si risolva.

Ma di traffico continueremo a parlare per i prossimi decenni senza, ovviamente, risolvere nulla.

C’è un punto che stride in modo assolutamente evidente e che sta là, nel bel mezzo del discorso, come un convitato di pietra. Il problema sta là davanti a tutti, ma nessuno sembra voler vederlo e prenderlo per le corna.

Esiste una palese contraddizione tra viabilità e vivibilità. La dove c’è viabilità si assottiglia lo spazio di “vivibilità”.

E’ una contraddizione che non si può attribuire semplicemente ad una giunta comunale o ad un altra… è una contraddizione che sta quasi alla base della nostra attuale società.

Su questo piano non c’è dubbio che la politica possa fare relativamente poco: cioè continuerà a prospettare soluzioni, le più diverse e le meno probabili ma non avrà mai il coraggio di fare ciò che va fatto.

 

traffico

3 settembre 2011

Parlando a ruota libera ognuno di noi può tranquillamente risolvere i problemi del traffico.

Come in un gioco di logica, ognuno presume di intravedere la soluzione là, evidente e bella e semplice da affrontare… un collegamento stradale qua, una doppia corsia là, una rotonda dall’altra parte e il gioco sembra risolto…ma tragicamente il gioco si ingarbuglia e come in un vero rompicapo, una volta realizzato la tua facile soluzione ti accorgi che “il collo di bottiglia” si è spostato da un altra parte… e che la situazione non è migliorata… forse anche peggiorata.

Sto parlando, evidentemente, di una situazione viaria fortemente condizionata dai limiti del nostro territorio. Piccoli centri storici intoccabili, strade che spesso sono la trasformazione nel tempo di antiche stradine “vicinali”  che seguivano i margini delle diverse proprietà e il cui scopo era quello di consentire l’accesso ai fondi, assenza totale di una qualche “pianificazione” del territorio che è stata regolata solo a partire dagli ultimi quarant’anni con vistose eccezioni e deroghe..

Insomma un territorio che male si combina con le esigenze della viabilità…

Ma se prendiamo in considerazione una città che rappresenta il cuore della modernità come potrebbe essere Los Angeles il quadro cambia di poco. Sembra impossibile, ma anche là, nella città diffusa attraversata da un sistema viario tanto complesso e maestoso da sembrare perfino bello, il problema del traffico non è stato risolto.

E parlo di Los Angeles per non parlare di quelle città cinesi nate o rifatte completamente a nuovo… grandi palazzi, grattacieli, strade incredibili a più piani, cavalcavie, svincoli e ponti… strade che già oggi soffrono e siamo solo all’inizio di una storia già vista quella di “un’automobile per tutti…” . Ve lo immaginate cosa vuol dire una macchina per ogni famiglia in Cina? qualcosa come 500 milioni di vetture che circolano… in concentrazioni urbane di milioni di abitanti annassati in geometrie “verticali”… grandi grattacieli………… concentrazioni enormi in relativamente poco terreno…

Tempo fa (agosto 2010) si è parlato di un grande ingorgo a Pechino… un ingorgo di traffico che è durato giorni e giorni…oltre 100 chilometri di coda, ben nove giorni per riuscire a risolvere la situazione…e tutto questo in una Cina dove l’auto non è ancora un bene alla portata di tutti…ma dove dare a tutte le famiglie un auto è un obiettivo del governo..Auguri!

Ora i nostri problemi di viabilità noalese sembrano un tantino meno pesanti e più risolvibili..

Ma proviamo a guardare il problema con un ottica un po’ meno approssimativa… la corsia di una strada deve essere larga 3 metri (in realtà dovrebbe essere più larga e dovrebbe esistere anche un area marginale di almeno un metro….ma noi siamo minimalisti) un auto è lunga almeno tre metri e mezzo…. anche viaggiando a 20 km all’ ora dobbiamo lasicare un po’di spazio avanti e un po’ di spazio dietro la nostra vettura… oppure sono cocci a catena…

dunque un auto che viaggia a 20 km all’ ora occupa, minimo minimo, una ventina di metri quadri… (3 metri di corsia x 7 metri di ingombro)

Dentro la nostra macchina in movimento ci sta una sola persona… è assurdo ma è così.  se solo cento persone si decidono di andare a comprare il giornale in centro alle otto di mattina abbiamo una occupazione di territorio di  2000 metri quadri… in centro davanti all’edicola…… non ci stanno.  Ma cento persone che vanno a comprare un giornale contemporaneamente non esistono…. certo! però dobbiamo metterci quelli che fanno a prendere un caffè, quelli che vanno a comprare le sigarette, quelli che accompagnano il figlio a scuola, quelli che transitano per andare al lavoro, quelli che transitano per il solo gusto di passare un quarto d’ora in macchina a non far nulla…

C’è poi un altro aspetto… io ho detto 20 all’ora. Mi pare un buon risultato … venti all’ora vuol dire tra andata e ritorno percorrere 2 chilometri in sei minuti…cioè se io abito per esempio a un chilometro di distanza dalla scuola elementare potrei pensare di impiegarci 3 minuti ad andare e 3 minuti a tornare…sei minuti. Due chilometri! stupendo… ma quando mai? andare a una media di 20 all’ora dentro il centro cittadino di Noale, di giorno, è impossibile.  Neanche a dieci chilometri all’ora….sei minuti ad andare, sei minuti a tornare e percorrere in tutto due chilometri… questo potrebbe essere già un motivo di soddisfazione. ovviamente parlo di un percorso con stop, semafori, mini ingorghi, ecc… viaggiare a 10 all’ora è un buon risultato!

Dieci all’ora dentro il centro cittadino sarebbe un buon risultato…chi accompagna i figli a scuola sa benissimo che non può partire solo cinque minuti prima del suono della campanella perchè se deve attraversare via Tempesta deve mettere in conto tempi maggiori… a conti fatti, forse, farebbe prima ad andare a piedi..

strategie stradali

2 settembre 2011

Dunque aspra critica alla viabilità messa in opera dalla giunta del sindaco Celeghin.

Chiudere le piazze solleva la grande rivolta di tutti contro tutto… quindi, lasciamo le cose come stanno!

Discussione con amici e figli…. è giusto chiudere le strade? è giusto impedire la circolazione all’interno dei centri storici? o ci lanciamo in improponibili soluzioni quali “parcheggi”, ci vogliono parcheggi!, o che altro… bisogna fare strade! strade dovunque perchè io ho diritto di passare!….

Faccio una prima considerazione che è una premessa necessaria: la Giunta Celeghin ha mostrato quantomeno la volontà di affrontare un problema, quello della circolazione stradale e lo ha fatto con un certo qual coraggio che ai precedenti amministratori mancava del tutto. E questo è un fatto assolutamente positivo di cui Celeghin può e deve andare orgoglioso.

Certamente si poteva fare meglio, ma intanto si è fatto qualcosa e si è messo all’ordine del giorno un tema assolutamente fondamentale per la nostra cittadina. Non è solo di viabilità che si parla, ma anche di “qualità” della vita… e non  è tema da poco.

A parte questo dovuto e necessario riconoscimento dell’attività del sindaco, è necessario capire dove vogliamo e dobbiamo andare.

Già nel precedente post mi chiedevo: quale strategia? Cioè dove vogliamo andare? che città vogliamo costruire, cosa noi riteniamo fondamentale  per non  agire in modo disennato, contradditorio o per farci prigionieri degli eventi e delle paturnie delle circostanze.

Proprio grazie alle discussioni in “famiglia”, mi sono reso conto che dobbiamo partire la lontano. Cioè se non capiamo alcuni presupposti di base della vita cittadina e della vita civile, rischiamo di fare una discussioen sterile.

Quando avevo cinque anni mio padre comprò “orgogliosamente” la nostra prima UTO, una seicento fiat..

All’epoca non esisteva ancora nessuna autostrada. Si circolava per vie spesso  non asfaltate e attraversare  città come Mestre, costruite con la disperata follia di non prevedere nemmeno un piano urbanistico, era ancora una cosa tranquilla.

Cioè esisteva, tanto per dirla tutta,  forse una macchina ogni mille abitanti… o forse una ogni 10000 mila o chissà…Erano gli anni 50, l’inizio di quel boom economico che oggi è finito. All’epoca,  di trovarsi in fila succedeva solo davanti ad un passaggio a livello dove il casellante si era scordato di alzare le sbarre. (succedeva anche con una certa qual frequenza che il casellante, che doveva chiudere a mano le sbarre, si dimenticasse di abbassarle con effetti talvolta disastrosi…). Prima di allora le macchine erano assenti.. non eistevano proprio eppure i nostri antenati dettero vita a città bellissime, a opere d’arte irraggiungibili per bellezza ed ingegno e vissero grandi momenti di cultura e civiltà.

Poi la civiltà dell’automobile è esplosa con il boom economico, con l’auto a portata di tutti, con le strade, le autostrade, le infrastrutture varie, il mito dell’auto sempre più grossa, sempre più potente e il problema della circolazione sempre più esplosivo….

si è creata quella “civiltà dell’auto” figlia della “civiltà del petrolio” che ci sembra il massimo del trionfo civile e mentale e che dimentica che la vita civile è nata molto prima dell’auto e che forse l’auto ha contribuito a far decadere in  modo pesante ed insostenibile…

La civiltà dell’auto fa sì che l’auto sia oggi indispensabile. Mediamente ogni famiglia ha oggi due automobili…che vuol dire, per una città come Noale che le auto noalesi sono circa 10 mila…ma facciamo anche 7.000. Calcolo fatto con l’accetta: se siamo in quindicimila cittadini facendo una media di tre persone per famiglia ci stanno ben 5000 famiglie… troppe? facciamo 4000 famiglie? facciamo 3500? bene ci mettiamo due auto a famiglia ed abbiamo le nostre brave 7000 vetturette… mica poche.

Continuando a fare il conto della serva e tanto per “dimensionare” il problema, dovremmo pensare a dare un parcheggio a tutto questo parco macchine… facciamo in modo grossolano che un posto macchina sia 2 metri per 5… 10 metri quadri…x 7000 vetture…. fanno 70.000 metri quadri solo per parcheggire ‘ sto bendidio… SETTE ETTARI di parcheggio!!!!… certo, gran parte di questo sta in area privata…finchè lasci la macchina nel garage di casa  il problema è abbastanza tranquillo… se ognuno si tiene le sue auto a casa sua, ammesso che abbia spazio, va tutto bene…

il casino succede quando uno pretende di usare la macchina sulla pubblica piazza… non voglio nemmeno pensare cosa succederebbe se solo la metà della popolazione noalese decidesse di andare contemporaneamente a fare le spese da Lando… Fare più parcheggi?  ma non scherziamo! Eppure questa è stata per anni la soluzione “urbanistica” proposta in tutto il mondo come vincente…. poi già quarant’anni fa qualcuno in qualche lontano posto del mondo ha fatto due conti e si è accorto che la cosa non poteva funzionare… ma dalle nostre parti nessuno ha provato a pensare cosa potrebbe succedere.  E così ci stiamo sbattendo contro  a questo problemino…

E pariamo solo di parcheggi…parliamo anche di strade, di sottopassi, rotonde, ponti, bretelle, circonvallazioni e altre amentità?

ma sì, parliamone, ma nel prossimo post…

viabilità: quale strategia?

6 maggio 2011

Premetto che non conosco la soluzione proposta dalla giunta comunale rispetto alla nuova viabilità.

Ho letto semplicemente alcuni articoli di giornale. Ma non ho capito come dovrebbe funzionare la modifica della viabilità attorno alle piazze.

Nel frattempo ho letto della decisione di rendere onerosi i parcheggi nel centro cittadino.. Ricordo che quando tale decisione fu presa a Mestre, io ne fui molto contrariato. Poi, dopo varie multe per divieto di sosta, capii che la scelta, era invece giusta. Ed era quella che mi costringeva a pensare a soluzioni alternative.  Per me Mestre significa  No macchina o parcheggio scambiatore e movimento su mezzo pubblico dentro Mestre. Poi sulla scelta del tram sono  contrario, ma per altre questioni…

Sta di fatto che ridurre la capacità di sosta all’interno di un centro storico costringe la gente a cercare altre scelte. Ricordo che nel corso degli anni 80 la discussione sul traffico girava attorno alla “viabilità”. Sia che si trattasse di città come Roma o Parigi o Milano o Napoli l’idea dominante era quella di alleggerire e fluidificare il traffico grazie alla realizzazione di infrastrutture stradali ad anello concentriche rispetto al centro cittadino. Eravamo in piena orgia automobilistica e sicuramente il problema centrale era far “girare” le automobili… Erano anni dove se andavi a Parigi ti sciroppavi un trequartidora di fila per entrare nel “giro” della viabilità cittadina, ma una volta dentro tra viali, strade in trincea, sottopassaggi ed altro, correvi con una sorprendente rapidità. A Roma soffrivi molto, ma molto di più. A Napoli non c’era storia.

Ma noi eravano tragicamente indietro e molte delle infrastrutture realizzate in grandi città europee noi le abbiamo realizzate (e in gran parte dovremmo ancora realizzarle) solo molto più tardi… Ma parlo di grandi città.

La storia della piccole città, però si è mossa con una dimensione del tutto simile…tangenziali, spesso abortite, traffico che è diventato caotico in modo sempre meno sopportabile e allungamento dei tempi di percorrenza.

Anche di recente si è potuto constatare come, nonostante le nuove viabilità, i tempi di percorrenza verso Mestre (nuova viabilità connessa con ospedale dell’Angelo) o verso Padova (passante autostradale di Mirano o di Spinea) aumentino  nelle ore di punta. Arriveremo tra qualche tempo a capire che “incentivare” la viabilità si traduce inevitabilimente nel suo contrario.

In europa molte città hanno preso la strada contraria: ossia disincentivare in ogni modo l’uso della macchina.

C’è poi da dire che forse la civiltà dell’automobile sta entrando in crisi… Certo, se non fosse per i mercati orientali, che hanno ancora una grande potenzialità, (anche se resta sintomatico di una follia collettiva l’ingorgo di qualche tempo fa che subì Pechino e che durò alcune giornate….)  oggi non ci sarebbe storia. LA civiltà dell’automobile è finita. E’ tendenzialmente finita, ma da noi è già oggi decisamente in crisi.

Se vogliamo possiamo metterci anche il tema “petrolio”. Ma ci saranno altri sistemi di propulsione. Sì, ma quando? e tutto l’attuale parco macchine dove lo mettiamo? in quale discarica? e intanto la “vivibilità” delle nostre città come è?

Cioè possiamo discutere se sia giusto o meno mettere i parcheggi a pagamento o se sia giusto o meno che una strada diventi senso unico o meno. ma quello di cui dobbiamo discutere prima di tutto è se vogliamo che le nostre città ritornino ad essere dei centri per le persone o dei punti di passaggio per le auto.

Deve però essere chiara una cosa: attualmente le nostre città sono sacrificate all’automobile. E’ lei che la fa da padrona e quando pensiamo in prospettiva a quello che sarà il nostro mondo tra 10 o 15 anni non possiamo pensare che l’automobile sarà ancora al centro della nostra vita…

Questo a Noale come a Belino o Milano o Parigi o Pianiga.

Certo, oggi la macchina è indispensabile. Ma dove sta scritto che per andare a portare i bambini a scuola devo muovere la macchina? o se devo andare a prendere le sigarette devo necessariamente andarci in macchina (cavolo, ma io non fumo!)

Se penso ad una città, se penso a Noale in prospettiva, vedo una città senza traffico e senza macchine, Vedo un centro cittadino dove la bicicletta la fa da padrona e le macchine dei residenti entrano in città grazie ad un pass (o una telelettura della targa) e si muovono a 10 km all’ora  e solo per andare a parcheggiare dentro il loro garage o posto macchina condominale… la città è dei cittadini e non degli  automobilisti.

Ma, dirà qualcuno, un automobilista è un cittadino! E qua sta l’inghippo: un cittadino è uno che vive in città, saluta i propri simili, ci scambia due parole, ci beve un ombra assieme, passeggia e trova piacevole stare in una dimensione umana. Un automobilista è sostanzialmente un incazzato che ha inevitabilmente fretta, che mal sopporta gli altri automobilisti e che porca miseria! non trova mai un posto dove parcheggiare….

Allora ripensare la città è ripensare una strategia di vita e di vivibilità.

Non possiamo pensare solo a quella che è la situazione attuale. Noi siamo “cresciuti” con mamma fiat che doveva vendere auto…oggi mamma fiat promette di vendere auto, ma intanto sta mettendo le basi per chiudere… perchè quello che a noi appare oggi impossibile è molto chiaro a chi lavora nel settore: la civiltà dell’auto è finita!

Il destino futuro del centro storico di Noale è  senza automobili.  Lo si voglia o no.

Dopo di che sarà necessario capire cosa vuole fare il Sindaco di Noale….

Desolato: mi candido a sindaco!!!!

22 aprile 2011

A commento di un mio post dal titolo “perchè?” un  anonimo amico  scrive :

“CHE DESOLAZIONE !! OGNI VOLTA CHE APRI BOCCA E’ PER SPARARE RAPIDE SENTENZE. SU OGNI TEMA HAI UNA PRONTA RISPOSTA, HAI UNA VERITA’ QUASI ASSOLUTA CHE FA DI TE UN GRANDE UOMO, PIENO DI CARISMA E SOPRATTUTTO PIENO DI CONCRETEZZA.
TROPPO FACILE VEDERE SEMPRE IL LATO NEGATIVO DELLE COSE. NEMMENO TI SFORZI DI DARE UNA LETTURA DIVERSA.
METTITI IN DISCUSSIONE, METTITI IN PRIMA LINEA E COMINCIA AD AMMINISTRARE CONCRETAMENTE LA “COSA PUBBLICA” E FORSE SOLO ALLORA POTRAI RENDERTI CONTO DI QUANTO DIFFICILE SIA.
BASTA DALLE TUE ELUCUBRAZIONI RIEMPITE DI FALSA MODESTIA.
PROPONGO MARCO MANTOVAN COME “SINDACO SUBITO”. NON POSSIAMO PROPRIO FARNE A MENO. TU SOLI POTRESTI FAR MEGLIO DI TUTTI GLI ALTRI, VECCHI E NUOVI. VAI MARCO, SEI UNA MENTE ECCELSA !!! FATTI AVANTI !!!! SEI TUTTI NOI.”

Non ho idea di chi possa essere questo mio lettore, ma deve essere sicuramente uno persona educata. Notate infatti l’incipit del suo commento…. “ogni volta che apri bocca è per sparare rapide sentenze”.. in realtà deve avere a stento trattenuto la penna perchè, se l’avesse lasciata andare alla sua emozione non c’è dubbio che avrebbe scritto: “ogni volta che apri bocca è per sparare cazzate” . E io apprezzo molto la misura del mio interlocutore.

Va bene, non vorrei dilungarmi sul commento delle frasi di “Desolato”.  Preferirei soffermarmi su quello che  mi ha suscitato essere preso in considerazione da una persona tanto acuta e che mi dice a bruciapelo: Mettiti in discussione, mettiti in prima linea e comincia ad amministrare concretamente la cosa pubblica…”

Ecco fatto. Non è che uno si svegli la mattina e decida di presentarsi in Comune dicendo di aver deciso di amministrare la cosa pubblica, perchè se lo facessi sicuramente il dottor Celeghin, attuale Sindaco della nostra città mi farebbe allontanre in malo modo. Il gioco è un po’ più complesso di cosi.

Ma Desolato questo lo sa bene. Sa che per amministrare una città bisogna essere eletti, avere degli alleati, avere un programma e conquistare la fiducia dei proprio concittadini.

Devo necessariamente fare un ulteriore passaggio rispetto a quello che dice Desolato. La democrazia implica il fatto che non necessariamente tutti siano d’accordo.  Io, per esempio, sono molto spesso in disaccordo (non a caso sono ripieno di carisma) con il pensiero della maggioranza. Cioè esprimo un mio punto di vista minoritario. Dunque la premessa per fare il sindaco è abbastanza “compromessa” dal mio punto di vista. Se la maggioranza dei cittadini noalesi, per esempio, preferisce vivere in un territorio offeso e consumato dalle nostre attività commerciali, produttive abitative e quant’altro non resta che prenderne atto ed opporsi “da minoranza”. Mi sono chiesto se per essere eletto sindaco sia giusto assecondare tutti i “desideri” dei cittadini, oppure esprimere con forza un proprio punto di vista. Concretamente presumo che per riuscire ad essere eletto sia più conveniente dare ragione a tutti: non posso dire al costruttore edile che il mio programma prevede l’abbattimento di qualsiasi nuova edificazione se non a fronte di una demolizione di  pari volume perchè mi farei subito un nemico.

Non posso nemmeno dire che sono contrario alla realizzazione del sottopassaggio di via mestrina. Per due precisi motivi: uno di carattere personale perchè ci abito proprio di fronte (ecco l’interesse privato) e due perchè considerando l’andamento del traffico dopo l’apertura della tangenziale, il volume automobilistico su questo tratto di strada è notevolmente calato. Secondo me se si chiude il passaggio a livello e il traffico si incanala per via di Spagnolo e per la nuova tangenziale, non dovrebbe esserci un grosso problema. Si risparmierebbero solo tanti soldi e si eviterebbe un ulteriore ed inutile sperpero di territorio e di denaro pubblico.

Ma parlare anche di questo crea qualche tensione.

Meglio dire a tutti che si farà di tutto assecondando l’ordine sparso di questo territorio, impegnandosi ad una contrattazione caso per caso sulle nuove edificazioni e sui nuovi interventi “produttivi” e navigando a vista.

Questo se vuoi essere eletto sindaco.

Ma detta tra noi, caro Desolato, sicuramente io  questo modo di amministrare non lo condivido. A me piacerebbe confrontarmi su come si vorrebbe fosse la nostra piccola città. Certo, vorrei scrivere il libro dei sogni e dare obiettivi e programmi, idee e prospettive. E per assurdo vorrei anche dimostrare che alcune cose sono comunque possibili anche in periodi di crisi.

Cioè mi candido a diventare sindaco con un programma che non prevede “compromessi” con nessuno. Prevede, invece, la collaborazione con chi vuole proporre e discutere idee. e vuole provare a realizzarle. Che poi questo resti solo un libro dei sogni non dipenderà solo da me, ma anche da chi vorrà e se lo vorrà confrontarsi con una utopia pratica e pragmatica.

come primo punto di discussione, e come inizio del mio programma di governo metterò la realizzazione del piano energetico di Noale. Obiettivo: energia elettrica solo da fonti rinnovabili per tutto il territorio noale entro 5 anni.

Al secondo punto ci metto la drastica riduzione dei rifiuti attraverso un programma esasperato di RIUSO (che non vuol dire necessariamente riciclo)

al terzo posto ci metto il decremento forzato della circolazione stradale all’interno dell’area del centro abitato.

Al quarto punto ci metto il  decremento del edificato . Non solo, dico, consumo zero del territorio, ma penso che vada assolutamente  ridotto l’edificato costringendo la demolizione di vecchi capannoni inutilizzati. Se si vuole utilizzare il volume tecnico per nuove edificazioni di capannoni il volume si riduce e non si amplia e soprattutto non sarà possibile utilizzare volumi ad uso commerciale per trasformarli ad uso abitativo…

al quinto posto ci metto la socialità del territorio

Al sesto posto ci metto la cultura.

Poi, man mano che ragiono, aggiungerò altri punto al mio programma di sindaco… ma non più di dieci.

e poco alla volta e da ora fino alle elezioni scriverà il mio programma di sindaco confrontandolo con chi vorrà confrontarsi, ma sapendo che il mio programma non ama i compromessi, le furbizie e le astuzie della politica. Nei prossimi post tratterò i punti dei mio programma.

Ciao, caro Desolato e grazie per avermi dato l’opportunità di candidarmi a Sindaco!

ah, dimenticavo, il  gruppo potrebbe chiamarsi “SOGNARE NOALE”…. ma aspetto suggerimenti.

perché?

26 marzo 2011

mi è arrivato a casa un volantino di “uniti per rinnovare”, la lista civica che ha governato Noale precedentemente a quella attuale e che oggi sta all’opposizione… o almeno così dovrebbe essere.

Questo “volantino” mi ha veramente sorpreso. E’ concepito così: la casa di riposo? noi abbiamo fatto questo, questo e questo… e cosa fa Celeghin? fa esattamente quello che avevamo previsto di fare noi….

In venti mesi di governo della città Celeghin  ha fatto la sistemazione di via Polanzani, l’asfaltatura delle Strade, l’illuminazione dei passaggi pedonali, la pista ciclabile di moniego “tutte opere già progettate e finanziate dalla precedente amministrazione Zalunardo!!!!”

e dunque? Verrebbe da chiedersi se Celeghin avrebbe dovuto fare a meno di fare tutto questo solo perchè è stato finanziato dalla precedente amministrazione o anche verrebbe da chiedersi perchè la precedente amministrazione non l’ha fatti lei tutti questi interventi che erano già finanziati…. Si può anche pensare che “uniti per rinnovare” sia stata una fucina di idee che però il grande realizzatore di queste idee sia stato il dott. Celeghin.

Ma sulle ali di questo pensiero c’è anche da segnalare la cosa molto spiacevole che alla fine le cose da fare o le cose fatte stranamente coincidono: alla fine non esiste nessuna caratterizzazione seria della politica e della gestione della cosa pubblica… Tutto viene fatto secondo il criterio della continuità.  In questo modo , però, Uniti per rinnovare” si colpisce duramente sui piedi perchè rende esplicito non le differenze e le difficoltà dell’attuale giunto, quanto piuttosto sembra voler sottolineare che lei avrebbe fatto le stesse cose… anzi che le cose fatte da Celeghin sono suo patrimonio. Frutto diretto delle sue scelte politiche che non ha realizzato, ma che avrebbe sicuramente realizzato se avesse vinto le elezioni…. Un messaggio che implicitamente riconosce a Celeghin una capacità operativa e attuativa che forse la precedete giunta non aveva…

Brutta comunicazione e strano modo di fare opposizione.

Di molte questioni non ho conoscenza, ma al di là della paternità delle cose da fare o fatte, mi sembra che la questione fondamentale rimanga il perchè delle cose… Via Polanzani. Perchè? Casa di Riposo. Perchè?

La scelta non è quella di spiegare, motivare, rendere esplicito quello che solo pochi conoscono e capiscono. E’ una scelta politica sicuramente in sintonia con i tempi e i temi della politica attuale, ma fa acqua da tutte le parti, sia chiaro! Poi ci si scandalizza che cresca la disaffezione alla politica e che tra un po’ la maggioranza degli elettori non vada a votate!

LA casa di riposo. Qualcuno sa spegarmi con parole facili e comprensibili che scelta è stata fatta? pechè per quel poco che io capisco la scelta fatta è assolutamente disastrosa per il Comune, ossia per la comunità che ha  definitivamente messo in liquidazione una sua istituzione, che da pubblica passa a privata senza che esista un qualche beneficio per il pubblico… E’ così o mi sbaglio?  E questa scelta è stata fatta senza che ci sia un ragionamento di prospettiva o una analisi seria… o se c’è è solo nella testa di qualche illuminato.

Così via Polanzani. Si è speso abbastanza per un intervento che forse andava un attimo più pensato non tanto e solo in sè, ma in relazione ai tempi di crisi… possibile che si investa gran parte della disponibilità di bilancio su un intervento che non sembrava così impellente e che resta ancora parzialmente incompiuto? forse andava un attimo ripensato in funzione dei tempi di crisi….

Sempre dal volantino di uniti per rinnovare traggo un presagio di sventura: la variante della 515 sarà disastrosa per Noale… che cosa significa? Perchè? di cosa stiamo parlando?

Ma anche il PAT…. possibile che ci siamo dimenticati di che cavolo di paese sarà Noale con una popolazione ipotetica di 20.000 persone così come individuato dal PAT senza, per altro che ci sia un indicazione ed una ricognizione effettiva dell’attuale situazione abitativa e senza che si sia proceduto alla verifica degli standard urbanistici? ancora case e case e case e capannoni capannoni capannoni in un territorio che è saturo di tutto tranne che di servizi pubblici?

Sarebbe ora che le analisi e le proposte diventino rispettose del cittadino e che l’informazione sia vera informazione e non spot pubblicitari buoni solo per rendere la politica una cosa assurda e da evitare come la peste…

 

Causin esce dal PD

20 marzo 2011

Causin esce dal Partito Democratico e lascia il suo posto di consigliere regionale.

Ecco finalmente un politico conseguente e coerente: essendo stato eletto con i voti di chi votava partito democratico e non condividendo più la linea politica, esce definitivamente dal partito democratico e si dimette perchè si rende conto di non rappresentare più una larga fetta di elettorato che lo ha eletto o comunque ha contribuito a farlo eleggere consigliere regionale.

Plaudo alla grande consequenzialità dell’uomo!

Un momento… mi dicono che Causin lascia il partito democratico ma resta consigliere regionale….

Che strano….

ancora sul PAT

13 novembre 2010

Dice la deliberazione della Giunta di Noale n. 136 del 21 ottobre 2010 che regione e provincia hanno fatto le loro osservazioni alla relazione preliminare del PAT e che, con solerzia, si è provveduto a modificare la relazione stessa. Queste modifiche, però io  non le ho viste… e non sono cose insignificanti anche perchè, e copio dalla delibera si tratta di”

  • l’identificazione dell’area SIC/ZPS di Noale;
  • la precisazione degli obiettivi in relazione al sistema insediativo

(tali modifiche sono evidenziate nel testo e riportate alle pagine 6, 7,8 e 28);”

Ah, ecco… le precisazione degli obiettivi in relazione al sistema insediativo…

Nella pubblica presentazione del documento dello studio preliminare al PAT il tema dei futuri insediamenti è stato più volte sfiorato e più volte scansato abilmente dal Sindaco che sul punto è stato veramente abile nel riuscire a non dire nulla.

Questo si chiama anche tema del “consumo” del territorio… e in un territorio particolarmente sensibile e piuttosto a rischio non mi pare di cogliere la dovuta attenzione da parte dei nostri politici (non che la precedente giunta brillasse sul tema…) e poi saremo tutti pronti a lamentarci sulle prossime piogge.. come se strade, case, parcheggi, fossi tombati. manutenzioni carenti o assenti.. fossero dei fatti ininfluenti …

 

I soliti allarmismi!!!

13 novembre 2010

Recentemente la stampa riportava i dati dell’inquinamento di Noale dicendo e ripetendo quello che era già noto e stranoto a tutti:l’aria di Noale è peggiore di quella del Terraglio.. siamo quasi a Pechino e di questo dovremmo essere contenti perchè ribadisce la natura internazionale della nostra cittadina sempre al vertice della modernità.

In realtà, però, quanto detto dalla stampa è falso.

A smentire le notizie sull’inquinamento di Noale ci pensa la relazione preliminare al PAT che dice a pagina 10-1

“Sulla base dei dati rilevati al 2005 il comune di Noale ricade nella zona C per tutti gli inquinanti presi in esame. Nella zona C risultano gli altri inquinanti sopra citati, per i quali i livelli sono inferiori al valore limite e tali da non comportare il rischio del superamento dello stesso.”

Dunque la stampa è allarmistica….

 

Il PAT di Noale

1 novembre 2010

Il Sindaco Michele Celeghin presenta il PAT di Noale.

In realtà quello che presenta Celeghin sono i documenti preliminari alla formazione del Pat e sono quegli stessi documenti che erano stati redatti ai tempi dalla precedente Giunta retta da un raggruppamento che oggi sta all’opposizione.

Qualcuno potrebbe pensare che Celeghin si stia facendo “bello” con il lavoro fatto da altri.

Personalmente penso che il Sindaco abbia fatto bene a presentare pubblicamente questi documenti e male ha fatto la precedente Giunta a non prendere nessuna utile iniziativa a proposito. LA comunicazione è un obbligo di legge e la formazione di una “urbanistica partecipata”, ossia condivisa, è il presupposto di una attività amministrativa per la gestione del territorio.

nel contempo speravo che lo studio di professionisti incaricato di predisporre i documenti per la redazione del PAT avesse, in qualche modo. proceduto a “migliorare” lo studio preliminare.

su problema ho già scritto alcuni post quanto c’era la vecchia giunta. Ora richiamo la tematica con la nuova giunta e faccio questo non petchè sono qualunquista, quanto piuttosto perchè i problemi sono sempre gli stessi e i possibili errori e le soluzioni proposte, sono quasi sempre gli stessi, fatti nel segno di una continuità che sembra avere l’unico intento di lasciare tutto così com’è o, al massimo di continuare nel peggioramento della situazione.

li richiamo:

http://marconoale.wordpress.com/2009/04/16/il-piano-di-assetto-del-territorio-nota-1/

http://marconoale.wordpress.com/2009/04/17/pat-nota-2-il-documento-preliminare/

http://marconoale.wordpress.com/2009/04/19/pat-nota-3-relazione-ambientale/

Nel corso della riunione tenuta in sala San Giorgio venerdì scorso, qualcuno ha posto, secondo me giustamente, il tema del “consumo” del territorio.

Cioè è giusto sempre e comunque dibattere di espansione, di nuove viabilità e di nuove edificazioni, oppure è il caso di mettere uno stop a questo disastro di uso del territorio?

Su questo punto la risposta del Sindaco è stata anche chiara. Ci sono state, in passato, lottizzazioni che non hanno gravato sulle opere di urbanizzazione, e questo non dovrà ripetersi, ma anche sviluppo, ma anche nuove opere ma anache progresso…. Insomma si continua così…

Per me è stato molto indicativo quando il professionista incaricato di predisporre il Pat ha candidamente ammesso che nno era stata fatta alcuna valutazione sulla “capacità” edificatoria del comune di Noale,. Cioè, esistono degli standard, dei rapporti che devono essere rispettati sia che si tratti di dimensionale le opere di urbanizzazione che il verde pubblico, le strade i parcheggi, la potenziale crescita della popolazione, le scuole, le aree di espansione produttiva, i i cimiteri e tutto quello che, in qualche modo, rappresenta la vivibilità di un territorio…

Candidamente, appunto il professionista che ha redatto lo studio del Pat ammette che non ha calcolato questi dati… come ammettere che lo studio preliminare non prende in considerazione il dato principale dal quale partire… è un buon inizio… Però, il professionista ammette che c’è poco spazio di manovra..certo, c’è poco spazio di manovra ma intanto, prima che qualcuno se ne accorga passa l’ennesimo aumento di ampliamento.

Raccolgo una “voce”….(in questo paese di eroi, navigatori e santi…. le cose vengono mormorate…sussurrate…è tutto molto ovattato… si lavora di chiacciera!) Qualcuno, appunto mi diche che dalla parte di via mestrina qualcuno ha fatto richiesta di ampliamento di attività produttive… si tratta della CAB e di Cosmo Ambiente… loro potranno ancora aumentare le loro attività…e qualcuno dice che Cosmo ambiente voglia utilizzare la nuova struttura  che nadrà a costruire in Via Mestrina per fare un impianto a biomasse…. Biomasse? biomasse di che? e poi, come insegna Report di Milena Gabanelli, non è che l’impianto a biomasse finisca con diventare un inceneritore?

ma questo la “vocina” non lo dice perchè, nel nostro amato territorio un impianto a biomasse non ha proprio senso di esistere… e alla fine per farlo funzionale si può andare a ricercare “biomasse” in giro per il mondo, con una impronta ecologica moto alta e dispendiosa o si finisce, quatti quatti con bruciare Cdr,  che altro non sono che immondizie… Ma diciamolo chiaro… queste sono solo voci appena sussurrate…

Al di là di tutto resta l’ennesimo indiscriminato eterno continuo consumo del territorio…alla faccia di qualsiasi programmazione e di qualsiasi futuro pat che nasce senza che ci siano dentro i dati essenziali.

ma se a voi piace così….

9 ottobre… oggi le comiche!

13 ottobre 2010

Il nove ottobre è stato aperto il primo lotto della Variante alle 515. Quella bretella che finalmente risolve il grande problema di traffico  che angosciava il centro di Noale.

Ne trae spunto uno splendido saggio di ecumenica propaganda lanciato da “La civica dei noalesi” e firmato dal Capogruppo consiliare del raggruppamento.

Il volantino, dopo un erudito lancio di eventi che hanno caratterizzato nella storia passata la data fatidica del 9 ottobre..(dalla morte del Che, al disastro del Vajont) si spertica in un autoelogio della classe politica noalese. Ecco sì, abbiamo una classe politica, di destra e di sinistra, di centro, di alto e di basso, che è straordinaria!

Grazie a tutti, quindi! splendidi campioni dell’autocompiacimento!

un altro obiettivo raggiunto!

Solo leggendo questo volantino, involontariamente comico, si apprende che per fare tre chilometri di bretella ci sono voluti ben cinque anni di lavoro e l’operato di almeno tre giunte comunali…E magari, per colmo della trasparenza si venisse pure a sapere quanto si è effettivamente speso, perchè il risultato è sotto gli occhi di tutti, ma quanto questo ci è costato è rigorosamente celato dalle procedure ” trasparenti” di Veneto Strade spa, la società pubblica della Regione che gestisce i lavori.

Ma lasciamo perdere il trionfalismo, per piacere!

E’ vero che si è ridotto il traffico nel centro di Noale e questo è un bene, ma è anche vero che si è creato un altro grande ostacolo alla viabilità… basta spostarsi dove via mestrina termina nell’incrocio con la strada Scorzè Salzano per accorgersi di quale grande strozzatura si è andati a creare in una strada ex statale e che oggi scorre, nel tratto tra la grande rotonda di via Mestrina fino al suddetto incrocio in una sorta di strettoia intasata e pericolosa..

Se poi uno ha voglia di suicidarsi basta che inforchi una bicicletta e percorra questo tratto di ex statale…

Ma, si dirà, questo è solo il primo lotto…. quando il 9 ottobre del 2327 sarà innaugurato anche il secondo lotto le cose cambieranno!

magari,a usare il profilo basso, si evitava il ridicolo!

casa di riposo: il comune “vince” la causa….

26 agosto 2010

Appare l’annuncio che il Comune di Noale ha aggiudicato la gara per l’affidamento del “servizio”  della Casa di Riposo.

Dunque, mi chiede, un amico, vuol dire che il Comune di Noale ha vinto il ricorso avanti al Consiglio di Stato?…

Può essere, ma potrebbe anche essere successo un qualcosa d’altro, ossia che la cosa si è appianata per altre vie…

Sarebbe? mi chiede il mio  interlocutore.

Sarebbe che che la cooperativa Codess, che aveva vinto il ricorso al TAR del Veneto, ha deciso di “ritirarsi”?

Come, mi incalza il mio interlocutore… prima spendono i soldi per fare un ricorso, lo vincono in primo grado e quando tutto sempra dare ragione a loro si ritirano? ma che senso ha tutto questo!

Anima candida! Forse esistono altri mezzi per “accordarsi”… forse nella disponibilità dell’amministrazione ci sono altro possibilità di accorso che non ci è dato sapere perchè avvengono nel chiuso di una stanza e che comunque quasi sempre comportano la cessione di diritti che non erano “disponibili” e che comunque non dovrebbero esserlo…

Cioè?

Non lo so, Posso solo”ipotizzare che della Codess sentiremo parlarne ancora perchè un qualcosa in questo Comune deve pur averlo ottenuto… potrebbe essere anche solo una promessa… o la possibilità di “gestire ” un servizio o quella di essersi accordata con la società che ha “vinto” la gara o che altro… poi la storia ci “racconterà come sono andati i fatti.

I fatti, per ora, sono molto chiari sul destino “pubblico” della Casa di riposo: tempo tre anni sparirà ogni traccia di “servizio pubblico” e la casa di riposo di Santa Maria dei Battuti (il nome pare sia l’unico segno di continuità con il passato)  sarà una struttura del tutto privata senza che la Cosa pubblica possa interferire con essa….

è questo un male? non lo so. E’ però, sicuramente, una cosa diversa da quella enunciata e votata dal Consiglio Comunale

casa di riposo: qualche dubbio?

3 agosto 2010

I dubbi, ovviamente, sono i miei.

Cioè, mi chiedo: se l’amministrazione comunale voleva “uscire” dal problema “casa di riposo”, perchè non lo diceva chiaro e tondo?

del tipo: la casa di riposo ci costa tot, sistemare l’attuale casa si riposo costa tot,,, non abbiamo denaro in cassa e quindi il sistema più indolore sarebbe quello di dare in concessione all’esterno la gestione della attuale casa di riposo e finirla là, senza altri pasticetti… E’ un servizio a termine: tra due anni, tre anni, il servizio chiude e basta!

io parlo da ignorante, perchè non mi sono mai interessato della casa di riposo di Noale, ma appena ho letto il bando di gara mi è sorto un dubbio, cioè … ma che cosa vuol dire un bando del genere?

se non me ne intendo di case di riposo confesso che una certa dimestichezza con i bandi di gara, purtroppo, c’è l’ho e quando l’oggetto non è chiaro mi sorge subito un dubbio: difficoltà di espressione o linguaggio esoterico? (avevo scritto “iniziatico” al posto di esoterico, ma in tempo di logge e loggette è meglio essere chiari, qui da noi non c’è alcuna loggia o alcuna lobby, c’è solo una classe politica che è iniziata ai misteri dell’alto sapere filosofico e in quanto tale parla un linguaggio non sempre comprensibile a tutti).

Perchè il concetto è difficile da capire: nel momento in cui si decide di chiudere di fatto la gestione pubblica della casa di riposo, dando l’opportunità ad un soggetto privato di agire come se fosse pubblico, ma svolgendo esclusivamente una attività di natura prettamente commerciale, ossia di esclusiva rilevanza economica, così come sarà il futuro albergo o clinica per anziani, è necessario anche ribadire a chiare lettere che quel soggetto privato agisce in virtù di una concessione.

Una concessione a fare che cosa? una concessione di che cosa?

per me resta un mistero.  Solo perchè il comune impone il nome della futura struttura si tratta di un pubblico servizio?

quando tra quaranta anni la concessione (concessione di che?) finisce, cosa succede? la casa di riposo chiude? a questo punto il comune subentra nel suo originario ruolo e che fa, un altra gara?

Se un privato intende aprire nel comune di Noale una casa di riposo e lo fa in qualità di semplice “privato” che iter e che tempi ha per agire? e se lo stesso privato invece che come semplice privato agisce in qualità di concessionario di servizio pubblico, non è che questo  ha un qualche vantaggio?

Continuo a non darmi una spiegazione logica, ma io non mi sono mai interessato delle vicende della casa di riposo e credo che continuerò a non occuparmene, perchè la questione non mi riguarda…. quando sarà il momento mi ricorderò che, in quanto cittadino noalese avrò diritto ad uno sconto del 5% e se me lo potrò permettere allora ne approfitterò!

Statemi in salute!

sull’argomento qui trattato  potete vedere i precedenti post:

casa di riposo e project financing 2:  http://marconoale.wordpress.com/2010/08/02/la-casa-di-riposo-e-il-project-financing-2/

la casa di riposo e il project financing: http://marconoale.wordpress.com/2010/07/16/la-casa-di-riposo-e-il-project-financing/

l’appalto per la casa di riposo: amen http://marconoale.wordpress.com/2010/06/11/lappalto-per-la-casa-di-riposo-amen/

marco

la casa di riposo e il project financing – 2

2 agosto 2010

Dunque, riassumendo: di solito si parla di project financing riferendosi alla costruzione di un immobile.

Ma poi si scopre che non si tratta solo della costruzione di un edificio, ma anche della gestione di un servizio pubblico.

Nel caso, invece, della casa di riposo di Noale è da subito chiaro che si tratta della “concessione” di un sevizio. Perfetto! Almeno questa volta, non avrò niente da ridire! Certo!

Ma  andiamo con ordine.

A novembre 2009 il Consiglio comunale approva all’unanimità una delibera dove, dopo aver preso in esame le criticità della gestione della casa di riposo (costi, scarse risorse per interventi sull’immobile, carenze normative e di criteri gestionali ecc) si afferma:

Alla luce di ciò, si ritiene che la soluzione più appropriata per la soluzione delle problematiche che affliggono da tempo il servizio comunale di casa di riposo sia quella di percorrere la strada maestra indicata dal legislatore, e cioè l’affidamento a terzi della titolarità del servizio attraverso la sua concessione.

Attraverso tale istituto si conserverà al servizio la caratteristica di pubblico servizio comunale, si conserverà al Comune un importante ruolo di controllo e di garanzia assistito da poteri pubblicistici, si eviterà di onerare le finanze comunali con inutili spese ed anzi, si recupererà al comune la disponibilità dell’attuale edificio, che anche se in condizioni inadatte ad ospitare una casa di riposo, ha un notevole valore economico e potrà essere utilizzato in modo alternativo.”

Perchè  l’amministrazione comunale è veramente convinta :

questa Amministrazione, a fronte della teorica possibilità di dismettere in toto il pubblico servizio (realizzando quindi la sua privatizzazione), non intende privare il Comune ed i suoi Cittadini di questo importante servizio sociale pubblico e si è quindi proposta di ricercare una nuova modalità di gestione che sia da un lato compatibile con le norme che attualmente regolano il settore e con le loro modifiche in corso (ma ormai già definitivamente delineate dal Parlamento), e dall’altro, sia in grado di conservare al servizio quelle caratteristiche di pubblico servizio che tradizionalmente lo caratterizzano e che questa Amministrazione intende fortemente conservare. Anzi, il Comune di Noale intende ulteriormente valorizzare il proprio ruolo arricchendo l’offerta di servizi alle famiglie con un nuovo servizio di Centro Aperto per Anziani.

Giustamente, quindi, la gestione della casa di riposo di santa maria dei battuti si configura come una “concessione” di servizio pubblico. con un suo contratto di servizio, uu suo inizio e una sua fine, e, perfino, un canone che il concessionario (privato) deve pagare ad un concedente (pubblico).

Ora, dichiarati gli intenti, passiamo alla fase operativa.

La Giunta comunale, con propria deliberazione n.171 del dicembre 2009  stabilisce le linee guida per la gestione deell’appalto.

il punto nodale è il seguente:

“- l’affidamento è previsto secondo una combinazione di criteri che tengano conto dei seguenti elementi qualitativi, ed economici:

- localizzazione della nuova struttura;

- caratteristiche della nuova struttura;

- caratteristiche della porzione di nuova struttura destinata a CA (Centro Anziani), con opzione da cedere in proprietà al Comune di Noale;

- progetto di gestione della struttura attuale;

- progetto di gestione della nuova struttura;

- Tempistica, Piano Economico e Finanziario, condizioni economiche.”

non c’è storia. Tutto viene a cadere dentro questo problema: la nuova struttura.

Ma non era una concessione di servizio pubblico?

Ecco che il punto centrale si svela come un arcano gioco di scatole cinesi… Il problema è che invece che la gestione della casa di riposo, qui si sta realizzando una sorta di project financing dove l’oggetto è la realizzazione della nuova struttura della casa di riposto… che sarà affidata in “gestione” per un tot di anni al provato per diventare, poi, proprietà pubblica…

Macchè, sbagliato di nuovo!!!!!

la struttura oggetto della convenzione di concessione resterà di proprietà privata!

(e quando formalmente  tra 40 anni scadrà la “concessione”, che cosa succederà?)

il Comune potrà avere

“-….  un diritto di opzione a favore del Comune per l’acquisto di un immobile o porzione funzionalmente autonoma da adibire anche a Centro Anziani (CA) di importo non superiore all’eredità Daminato di € 840.000, e con una superficie non inferiore ad almeno 300 “

Diritto di opzione solo su parte del nuovo immobile da adibire a Centro Anziani e già si stabilisce l’ambito del “valore” di tale opzione che se qualcuno ha interesse a lucrare ne ha ampia facoltà.

Ma almeno il comune inciderà sulla gestione della nuova casa di riposo. Oh no?

No. Il comune fissa solo le tariffe di passaggio da qui al momento dell’ingresso nella nuova struttura… che dovrebbe essere il 2012… poi anche gli attuali ospiti entreranno nella nuova tariffazione che sarà determinata

  • per la nuova RSA una retta giornaliera che verrà proposta dai concorrenti.. Limitatamente agli utenti già ospiti dell’attuale struttura in dismissione al momento dell’avvio della nuova: una retta giornaliera pro-capite articolata con adeguata scontistica per un periodo massimo di tre anni, al fine di ricondurre ad eguaglianza, nell’arco di un triennio, le condizioni economiche valevoli per tutti gli ospiti in considerazione della nuova e qualificata erogazione dei servizi (IVA compresa nel caso sia dovuta), fatti salvi gli adeguamenti delle tariffe più avanti previsti;

In definitiva il contratto che si mette in essere e che è oggetto del bando è semplicemente quello relativo alla gestione temporanea da qui al 2010 della casa di riposo attuale. Gestione  che prevede, di fatto, la totale uscita dalla casa di riposo di ogni forma di servizio pubblico lasciando semplicemente in piedi una sorta di “commissione” composta da Sindaco e da due consiglieri che avranno esclusivamente compiti di …

previsione di una Commissione di Garanzia – per l’esercizio di funzioni di vigilanza e controllo sul rispetto della concessione.

Ma se le tariffe saranno fissate esclusivamente da privato, se la proprietà del bene resterà del privato, se la gestione del servizio risponde esclusivamente al privato, se l’unico “vantaggio” che resterà ai cittadini del comune sarà quello di avere diritto ad uno sconto del 5% sulle tariffe imposte da “concessionario”, qualcuno, con grazia, mi sa spiegare che cosa il comune “concede” come servizio pubblico?

Al di là delle parole, la sostanza dei fatti e che al posto di un servizio pubblico, si da l’autorizzazione alla creazione di una nuova struttura ad uso casa di riposo che non dovrà avere alcuna caratteristica di “pubblico servizio” (potrebbe essere anche una casa di riposo per milionari) e dove tra 2 o 3 anni in Comune non potrà metterci becco essendo del tutto privo di poteri di controllo gesrtionale e dove il comune non potrà obiettare alcunchè: se questo era lo scopo, perchè non dirlo chiaramente?

E l’opposizione concorda con questo totale svuotamento di un servizio pubblico ceduto in virtù di chissà che?




la casa di riposo e il project financing

16 luglio 2010

A prescindere da come si concluderà la vicenda giudiziaria, la scelta di fare la casa di riposo in “project financing”  mi desta una qualche perplessità.

Che cosa è il project financing ovvero sia la “finanza di progetto”?

beh, a dirla tutta è il solito pasticcio italiano dentro cui ci stà un idea anche giusta, ma con una realizzazione che porta inevitabilmente da tutt’altra parte. All’orizzonte della storia italiana ci stanno pochi esempi virtuosi di questa sorta di ingegneria fianaziaria che dovrebbe essere un motore importante dell’economia, ma che si traduce, a conti fatti, in un grande bluff… anche quanto non sembra… come nel caso dell’ospedale dell’angelo, primo grande esempio di project financing fatto nel settore della sanità…

Quali sono gli elementi di questo project financing all’italiana?

intanto, il primo luogo, ci sta l’idea di un servizio pubblico.  Attenzione, un sevizio pubblico non è necessariamente un opera pubblica. sono due cose diverse.

Molte  amministrazioni tendono a confondere i termini. E’ anche vero che spesso un “servizio pubblico” comporta la realizzazione di un “opera pubblica” e troppe volte si finisce per guardare al dito che indica la luna piuttosto che alla luna stessa.

Così anche il testo della legge crea un po’ di  confusione perchè all’art.153 del D. Lgs 163/2006 (cosiddetto Codice degli appalti) si parla di realizzazione di opere pubblica  a mezzo di finanza di progetto…Non entro in questioni tecniche, ma è come dire: signori, se qualche comune vuole costruire una scuola media o un asilo o una casa di riposo e non ha i soldi, può comunque farlo con un project financing ossia facendo una gara dove oltre che la realizzazione dell’opera si mette in gara anche il modo per finanziare l’opera… semplice no?

Sì, però alla fine qualcuno l’opera la deve comunque pagare… Dettagli!, dettagli insignificanti….

PEr esempio l’ospedale di Mestre è stato realizzato con il project financing. L’ospedale di Mestre, mi pare, ha costato 160 milioni di euro. Di questi una parte del denaro èera pubblica… un altra parte viene dalle banche che hanno finanziato una società costituita apposta da una serie di imprese…

Ma alla fine qualcuno i soldi alle banche li deve restituire… come avviene Questo? nel modo più semplice…. la società che ha costruito l’ospedale e che ha finanziato parte dell’opera ha anche “acquisiti” la gestione di una serie di servizi…. dalla gestione della mensa a quella delle camere per dozzinanti, dalla gestione degli spazi interni a quella dei parcheggi, e via dicendo al punto che, se si dovesse guardare alla luna anzichè al dito che la indica, si scoprirebbe che l’appalto complessivo dell’ospedale di mestre “vale” molto, ma molto di più di quello che vale la semplice realizzazione dell’opera… Quanto vale? non lo sappiamo, perchè, sempre delle serie sulla trasparenza, alcune cose, fatalmente sono opache e risultano refrattarie alla trasparenza…

Nel project financing della cosa di riposo di Noale, il gioco è ancora diverso… ma ancora una volta, mi spiace notarlo, le cose non sono poi tanto chiare…

Nel project financing della casa di riposo di Noale il dito non  punta nemmeno alla luna ma indistintamente ad un punto lontano, ad una nebulosa indefinita.

Ovviamente, la continuazione della storia al prossimo post….

L’appalto per la Casa di Riposo: amen!

11 giugno 2010

tempo fa il Comune di Noale ha fatto un bando dove invita le imprese a partecipare alla gara per l’affidamento in concessione del servizio della Casa di Riposo di Noale.

Cioè, dice il Comune, siccome io non faccio l’imprenditore di mestiere, è meglio che questa attività che comporta costi di gestione, organizzazione, personale, efficienza e quant’altro, invece che gestirla direttamente è meglio che la dia a qualcuno che fa questo di mestiere: magari un imprenditore che amministra per me e secondo i miei obiettivi questa struttura.

Questo modo di affrontare il tema dei servizi sociali, cercando di assegnare l’attività di “gestione” del servizio pubblico ad un soggetto ” privato” passa sotto il nome di esternalizzazione… e noi siamo pieno di esternalizzazioni, alcune buone (molto poche), alcune cattive (la stragrande maggioranza…)

La differenza tra una “esternalizzazione” buona e una cattiva sta sostanzialmente nella definizione  esatta di che cosa debba fare l’impresa che assume l’incarico e nelle attività di “controllo” che il comune riesce a mettere in atto. Cioè quando un ente affida ad una impresa la realizzazione di una qualsiasi attività deve essere molto chiaro che cosa si aspetta l’Ente pubblico, che cosa deve fare il gestore privato, quali risorse saranno spese, quali compensi spetteranno al privato, quali controlli potrà esercitare l’ente pubblico, quali saranno le eventuali sanzioni per le inottemperanze del privato… quali saranno i servizi “minimi” che spetteranno al privato e via dicendo… ossia ci dovrà essere un “contratto di servizio” molto preciso e molto attento nel determinare oneri ed onori…

Perchè c’è un problema molto banale dietro alla concessione di un servizio pubblico ad un soggetto privato ed è che la “logica” del privato tende inevitabilmente a fare ogni giorno i conti con i risultati economici del servizio, mentre il controllo dell’ ente pubblico sui “risultati” del servizio pubblico tende a diminuire con il passare del tempo…

Succede, quindi, che anche i casi migliori di “esternalizzazione” di servizi pubblici vadano, con tempo, peggiorando. I casi peggiori, invece, non vanno quasi mai migliorando…Cioè io non conosco esempi positivi in tal senso…ma questo è un limite mio!

Insomma, il comune di Noale dice: gestire la casa di riposo per me è un onere eccessivo…. lo affido ad un privato! Scelgo il migliore o quello che mi fa la migliore offerta tenendo conto non solo della parte economica, ma anche della qualità del servizio che egli mi offre (offerta economicamente più vantaggiosa)

E siamo così arrivati alla redazione del bando di gara dove si parla di “concessione di servizio”

Leggendo tra le righe, però si scorge una qualche incongruenza….cioè non solo chi vince la gara deve gestire la casa di riposo, ma deve anche costruirla o quantomeno deve proporre una soluzione che preveda anche la realizzazione della nuova casa di riposo e del centro anziani…

Mica è la stessa cosa… sarebbe come se il Governo facesse una gara per l’affidamento del servizio di gestione del collegamento tra Reggio e Messina dove uno si aspetta che riguardi magari semplicemente la vendita dei biglietti del traghetto per accorgersi che in realtà l’appalto riguarda la costruzione del ponte sullo stretto….

Insomma, questa sgangherata gara si fa e vince una ditta… ma qualcuno dei concorrenti impugna il bando davanti al Tribunale Amministrativo perchè, sostanzialmente, la gara non è una gara per l’affidamento di un servizio, ma è una sorta di gara mista, dove non solo c’è il servizio, ma c’è anche la realizzazione delle strutture che devono contenere il servizio…

Il TAR dà ragione al ricorrente e dice che gli atti di gara sono illegittimi e quindi li annulla.

A questo punto cosa farebbe un “buon padre di famiglia”? leggerebbe la sentenza del Tar e cercherebbe di capire se esiste, per caso, anche un qualche errore da parte sua.. Perchè, alla fine, è abbastanza evidente, che il bando così come è costruito, non sta in piedi…  perchè il futuro edificio svolge un ruolo fondamentale.

Dunque un buon padre di famiglia, invece che incaponirsi nell’errore, valuta che comunque sia, quel bando e il relativo schema di contratto di servizio (che mi pare non ci sia e che invece è un atto del tutto necessario per capire come si svolgerà il servizio) è meglio correggerlo perchè è sbagliato comunque. Cioè non tutela il Comune anche nell’ipotesi che il Consiglio di Stato dia ragione alla ditta ricorrrente che persegue interessi altri, diversi, da quelli comunali.

In buona sostanza quel bando, sia o meno giudicato legittimo, è comunque mal impostato non solo perchè non parla delle opere da realizzare, ma anche perchè non mette nessun vincolo effettivo alla verifica del servizio.

Stando a quel bando non si tratta dell’affidamentro di un servizio pubblico, ma semplicemente di una sorta di autorizzazione a costruire una casa di riposo “privata” dove si dissolverà il concetto di “servizio pubblico” e nel giro di poco potrebbe tranquillamente trasformarsi in una casa di riposo per ricchi nababbi  oppure (perchè no?) in una casa di tolleranza per la terza età, oppure in qualsiasi altra cosa..perchè il Comune non ha alcun “potere” di determinare quello che sarà il futuro della struttura, se non un generico obbligo di prendere visione in anticipo di quelle che saranno le tariffe che il privato intenderà applicare …

così la vedono i politici…….

28 maggio 2010

“Oh, Mantovan, è facile criticare standotene seduto  davanti al computer…! Prova te a fare politica!”

Questo è il senso che da destra, sinistra sopra e sotto, mi viene fatta come critica.

Tu fai un sito (tra l’altro che legge solo un mio amico di Bari) e ti diverti a criticare i politici che amministrano la nostra città. Facile…

Troppo facile criticare? No, non è facile nemmeno criticare… forse è facile brontolare, ma criticare significa anche sostenere le proprie tesi e cercare di dimostrarle e cercare di far sì che le critiche reggano a loro volta le critiche di chi ti critica….

invece, gratta gratta, questo fastidio per la critica nasconde un atteggiamento ben diverso.

Mi rifaccio nientepopodimenoche a quanto sostiene Silvio Berlusconi alla conferenza dell’OCSE  del 26 maggio 2010 che, a parte la citazione imbarazzante di un presunto Benito Mussolini, se ne esce con una frase di tal fatta :”In una vera democrazia sono al servizio di tutti, tutti mi possono criticare e magari anche insultare. Chi è in questa posizione non ha veramente potere”…. perchè il vero potere, per Silvio Berlusconi è quello di far tacere chi osa criticarlo. Quindi il problema è questa benedetta democrazia dove ognuno è libero di diffondere il verbo della propria ignoranza, ma guai a criticare il conduttore…

patto di stabilità 2

23 maggio 2010

che il patto di stabilità sia una schifezza lo si capisce a prima vista.

Si dice ai comuni: se voi infrangete il patto di stabilità allora sappiate che avrete queste sanzioni… e via, niente assunzioni, riduzione dei compensi di amministratori e consilieri, riduzione del 5% dei trasferimenti correnti dallo Stato, divieto di accendere nuovi mutui… Cose che il Sindaco Noale spiega molto bene nella sua lettera.

Ora, il gioco dei ruoli è sempre lo stesso. Poniamo che io sia il governo del paese e io decida, per esempio, di fare una grande operazione di immagine, che ne so… per esempio trasformare la Maddalena il un grande polo turistico approfittando del G8, oppure investire nella costruzione di un grande ponte sullo stretto di Messina, oppure semplicemente rifinanziare il deficit pazzesco del comune di Messina, o fare il Mose, o che altro… ma anche semplicemente accettare che altri, tipo la regione sicilia, nomini in un colpo solo 700 dirigenti (settecento) alle Belle arti… Poi quando qualcuno mi fa notare che ho fatto crescere il debito pubblico di un ulteriore tot per cento, allora mi incazzo come una iena e dico ai comuni: vi taglio i trasferimenti!  PEr questo motivo, per il profondo senso di ingiustizia che mi anima, nessuno ha mai pensato di farmi presidente del consiglio… per fortuna di tutti.

Il nostro magnifico governo non usa lo stesso rigore con se stesso come fa per gli enti locali. E’ un problema di miopia. C’è da dire che tutti o quasi i sindaci, siano essi di destra, di sinistra, di sopra e di sotto sono contro queste regole del patto di stabilità e si rivolgono al Governo per chiedere la revisione del patto stesso. C’è il problema che nei fatti il governo non solo non sembra intenzionato a modificare il patto, ma non perde occasione per sottrarre progressivamente risorse agli enti locali. Questo al di là della retorica è un dato di fatto puro e semplice…. per esempio non esiste più in Italia la figura del difensore civico… se l’è portato via un piccolo comma dell’ultima finanziaria… perchè quei fondi (quelli per il difensore civico) devono essere destinati ad altro… e la manovra che il ministro Tremonti si appresta a mettere in opera prevede un ulteriore riduzione dei trasferimenti agli enti locali… insomma, se c’è qualcuno su cui stringere, questo sono gli enti locali, i quali, poveri grami, altro non possono fare che ridurre i servizi, ridurre le opere, ridurre ridurre ridurre…

Questo fenomeno della “riduzione” della disponibilità di spesa dovrebbe indurre ad un maggior rigore nell’utilizzo delle poche disponibilità: per esempio se una persona ha solo 10 euro in tasca e deve mangiare, andare al cinema, comprarsi il giornale e andare dal barbiere… fa uno sorta di programma che richiede una piccola analisi delle necessità e delle priorità… E decide secondo questo criterio… Non è che prende e dice intanto vado dal barbiere e poi vediamo cosa fare… oppure fa proprio così… perchè pensa: se vado dal barbiere leggo il giornale gratis e quindi prendo due piccioni con una fava…  Bravo!

Stando così le cose uno si chiede: ma cosa l’ ha indotto a rompere il patto di stabilità? cioè perchè appena insediato il nuovo Consiglio comunale ha dato vita ad una delibera , la numero 27 del 27 maggio 2009 che ha provveduto a variazioni di bilancio poi ha generato un nuovo piano triennale del opere (delibera Giunta n. 104 del 9/7) 2009 e perchè poco dopo il Consiglio comunale ha approvato (delibera 39 del 21/7/2009) una variazione di bilancio peggiorando progressivamente lo sforamento del patto di stabilità? Allora si poteva ancora porre rimedio e ponderare ( e magari anche spiegare ai cittadini perchè le scelte che si stavano mettendo in essere) con oculatezza le priorità… Ma invece l’Amministrazione comunale non ha avuto dubbi e perplessità… si proceda andando subito dal barbiere dove potremmo leggere il giornale… per la cena qualcuno provvederà!

Ora ci piangiamo addosso! eppure tutti speravamo, sotto sotto, che il nostro illuminato governo nazionale andasse ad una revisione delle norme del patto di stabilità …

(secondo il vecchio detto “pangi e fotti” abbiano scoperto chi sta piangendo…. non tiriamo fuori, per piacere ,storie di escort….)

PS: il sito del Comune di Noale pubblica alcuni documenti relativi al bilancio 2010…mancano gli allegati..cioè il bilancio stesso…..

patto di stabilità

20 maggio 2010

Come tutti i noalesi ho ricevuto la lettera del Sindaco Celeghin sul patto di stabilità.

Per prima cosa plaudo a scena aperta all’iniziativa del Sindaco, perchè finalmente qualche politico ed amministratore si accorge di quanto sia importante far conoscere le cose come stanno.

Mi piacerebbe, però, sapere alcune cose.

La prima riguarda la “liquidità” del comune. Quanti soldi ha il comune? e dove li tiene questi soldi liquidi? in cassaforte, in un conto corrente, in una vecchia scatola di scarpe? perchè dubito che ci sia della liquidità accantonata… forse è ” disponibilità” forse, invece, ci sono pure delle somme in “perenzione”?.

Cioè qualcosa non quadra. Cosa significa, per un comune sforare il patto di stabilità? Significa forse che ha un debito pubblico superiore al 60% del Pil? Di cosa stiamo parlando?

E come mai la Giunta del Sindaco Celeghin, poco dopo essersi insediata, ha modificato il piano triennale e l’elenco annuale dei lavori e si è messa a spendere all’impazzata invece che porre una manovra correttiva di bilancio e rientrare nel patto di stabilità?

Non voglio con questo criticare l’amministrazione, può darsi che fosse assolutamente necessario sforare il patto di stabilità  (magari si doveva anche mettere a posto via Polanzani,) però, a me la cosa non è del tutto chiara.

Ho cercato di trovare gli allegati al bilancio 2010, ma non li ho trovati sul sito del comune… Qualcuno me li può dare?

raccontino: la modernità

12 maggio 2010

L’alcalde contemplava dalla finestra la lunga sequenza delle strade che andavano tutte a finire  sgangheratamente nella piazza principale. Nonostante gli anni passati a contemplare quel panorama riusciva ancora a provare una profonda soddisfazione ogniqualvolta poteva trascorrere qualche minuto nel contemplare quella che riteneva, a ragione, la sua grande opera.

Nato da una famiglia della piccola borghesia cittadina portava in sè un profondo disprezzo per tutto quello che rimandava ad un mondo agreste o che egli, anche inconsciamente, imputava ad un qualcosa di profondamente fuori dal tempo e dalla “modernità”.

Fatalmente si era trovato a fare l’alcalde proprio sotto il governo del Grande Statista che fu un periodo splendido per la modernità. Sotto lo sguardo attento ed illuminato del Grande Costruttore presero avvio opere straordinarie per tecnologia, efficacia, ardimento costruttivo, soluzioni innovative  mai, prima di allora, concepite da mente umana. Il paese prosperò grazie al treno supersonico, alle ardite autostrade costruite su cuscinetti d’aria, alle dighe mobili, alla rete aviosubacquea, alle molteplici reti telepromovisive, alle geniali centrali econucleari verdi. E da buon seguace del Grande Innovatore il nostro alcade si era speso nel rendere la sua cittadina moderna e scattante.

Poichè odiava il mondo rurale come una sorta di antica colpa, aveva incentivato ovunque il ricorso al cemento e all’asfalto come elemento non solo funzionale del vivere moderno, ma come vero elemento estetico.  L’asfaltare le strade era per lui una sorta di missione, costruire nuova viabilità era  il coronamento di un sogno, distruggere le piante e le aiuole una sorta di rivalsa verso tutto quello che puzzava ancora di  letame e di stalla, consentire l’edificazione di nuove case, purchè moderne, era una sorta di trionfo della modernità.

Non parliamo poi della soddisfazione che provava nell’inaugurare nuovi parcheggi, e nel percorrere le strade cittadine, perfettamente asfaltate e bellamente intasate di splendide vetture di concittadini felici e plaudenti alla lungimiranza del loro alcalde.

Tutto questo stava purtroppo per finire. L’epoca splendida della modernità stava per essere sopraffatta dopo che il Grande Amatore era incorso in un spiacevole incidente che ne aveva minato la fiducia nel prossimo, specie in quello femminile, a causa di una malattia disdicevole  e dopo che era divenuto di dominio pubblico che la schiera delle postulanti altro non era che una confraternita di giovani dedite al mercimonio.

E sia, si disse l’Alcalde. Ora i barbari mi processeranno imputandomi tutto il male di questo mondo, ma io lascio una città migliore di quella che ho trovato: senza alberi, che sporcano e rovinano il manto stradale, piena di strade asfaltate e ben illuminate, con bei parcheggi e begli ingorghi… Certo per tutto questo ho dovuto lasciar perdere tante cose, ma queste non erano moderne…. Ora loro, i barbari prenderanno da me una spiegazione, e cercheranno di infangare il mio operato, ma non ci riusciranno…

Già ho visto comparire i manifesti degli amanti della natura che mi chiedono perchè io ho abbattuto tutti gli alberi che costeggiavano le strade… ingrati… perchè gli alberi con le loro radici, rovinano l’asfalto e l’asfalto, in una città moderna è fondamentale… e poi, questi ingrati, non prendono in considerazione tutte le piantine di basilico che ho lasciato loro trapiantare nei loro balconi….


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