fraintendimenti

20 Ottobre 2009 di marconoale

Poco tempo fa avevo sollevato una critica alla nuova amministrazione dicendo che bene tutto, ma questa tradizione di affidare i lavori, i servizi e quant’altro a trattiva privata non dava una bella idea di trasparenza..

Molto gentilmente il sindaco Celeghin ma aveva fatto sapere di essere d’accordo con me: mai più trattative private! ovviamente io gongolavo perchè finalmente avevo travato un riscontro dopo una vita passata nella più totale indifferenza.

Ecco, finalmente le mie invettive contro questo uso furbo e subdolo di dare i lavori a trattativa privata senza gara, senza ribasso, senza concorrenza presumibilmente agli amici degli amici (cioè in una sorta di rapporto clientelare) era finito.

Mi sono illuso!

Leggo la delibera dell Giunta comunale numero 134 del 29 settembre 2009 che decide in merito alla gestione degli impianti di riscaldamento del comune di Noale. E indovinate cone vengono affidati i lavori? ma dai, neanche a dirlo…  a trattativa privata!

Qui però la delibera della Giunta si premura di farci saper che ciò avviene per effetto della legge. Infatti:

Visto la relazione 29.9.2009 del Responsabile del Settore Lavori Pubblici-Manutenzioni, nella quale si evidenzia possibilità offerta dal D.Lgs. 30.5.2008 n. 115 e in particolar modo al punto 6 lettera b) dell’allegato II che prevede che il contratto può essere prorogato se le parti concordino nuove e/o ulteriori prestazioni ed attività conformi al succitato decreto e cioè rientranti in materia di incremento dell’efficienza energetica, di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili;”

Ah, eccoc’è una precisa norma di legge che consente la trattativa privata. E il redattore della delibera esprime proprio bene il concetto “si evidenzia la possibilità” Tra l’altro si noti il tempismo: la relazione del responsabile del servizo porta la stessa data della delibera ... sembrerebbe quasi fatto a posta…

Ma il punto è un altro… Il decreto legislativo 115 del 30 maggio 2008 recepisce una direttiva europea in materia di efficenza dei servizi energetici e dedica un intero allegato  della legge a definire i requisiti e le prestazioni che qualificano il contratto di servizio energetico…. ovviamente al nostro comune non è sfuggita la frase che deroga al sistema generale che dice:

“qualora nel corso di vigenza di un contratto di servizio
energia, le parti concordino l’esecuzione di nuove e/o ulteriori
prestazioni ed attivita’ conformi e corrispondenti ai requisiti del
presente decreto
, la durata del contratto potra’ essere prorogata nel
rispetto delle modalita’ definite dal presente decreto”

Ecco. questa è l’unica frase che interessa… il resto della legge è tutta disattesa… ovviamente la mia è una ipotesi perchè non ho avuto il piacere di leggere la relazione tecnica… ma  non sarei per nulla imbarazzato a poterla leggere sul sito del comune e verificare se il comune di Noale, quasi primo tra tutti i comuni italiani, ha redatto i certificati energetici degli edifici comuali….. e questo per fare solo un esempio di una condizione preliminare ad introdurre il sistema derogatorio….

complimenti!


Caro signor Sindaco

19 Settembre 2009 di marconoale

caro signor Sindaco,

Mi hanno riferito che lei si è sposato di recente. Le faccio sinceramente i miei più sentiti auguri a Lei e alla sua Signora. E mi creda, gli auguri sono proprio sinceri perchè una delle poche cose nelle quali credo, è la forza della famiglia intesa come primo nucleo sociale… da dove partire per sviluppare solidarietà, educazione e rispetto delle regole sociali.

Fine.

Cambiamo argomento e tono.

Leggo sulla Piazza che la nuova amministrazione ha dato il via a due milioni di opere pubbliche modificando il piano triennale dei lavori.

A che pro?  cioè confesso di essere completamente stranito

vado a leggermi le varie delibere pubblicate nel sito del comune di Noale e resto ancora più stranito.

Stranito? un po’ stranito, in parte anche sorpreso, meravigliato, quasi sfidato…

Leggo la delibera della giunta n. 104 del 9 luglio e la delibera di Consiglio n. 39 del 21 luglio.

Le rileggo…. le rileggo ancora una volta. Confesso: non capisco un cavolo. Ma proprio niente.

Sono ammirato a pensare che i nostri consiglieri parlino e si capiscano in un linguaggio tanto alto e tanto ermetico.

Ma non solo. Il richiamo a Pitagora e ad Aristotele  è immediato.  Loro, con tutta la prosopopea  degli insegnamenti esoterici sarebbero mai arrivati a concepire ragionamenti tanto verticali?

Cioè se si leggono assieme del due delibere uno alla fine si chiede quale sia il destino dell’uomo: da dove veniamo? dove andiamo?

Faccio una pausa … esco … medito…

Ecco. Ho preso una decisione e qui gliela riporto.

Devo fare una premessa. Non ho alcuna velleità di insegnare nulla a nessuno e tanto meno ho voglia di continuare a scervellarmi su questa questione, perche ci ho già perso una mattina e la cosa mi da molto fastidio.

Sono poi, invece, del tutto favorevole al fatto che questa Giunta operi concretamente.

Quindi, alla fine, mi permetto semplicemente di fare presente quanto segue:

1) il dovere di trasparenza si assolve attraverso la chiarezza degli atti amministrativi, che devono essere comprensibili,  sintetici e logici

2) nella delibera della giunta si fa, tra l’altro, una ricognizione dei residui. (vedi schema a pagina 3 della delibera) si arriva ad esumare residui del 2003/4/5/6…  Mi chiedo: non è che siano andati in perenzione? è una domanda teorica perchè sono  alcuni anni che non mi interesso di tali faccende, ma mi resta il dubbio che sarà bene che Lei, signor Sindaco, accerti con sicurezza, che la cosa sia possibile….

3) perchè modificare il piano triennale delle opere pubbliche senza porre mano all’elenco annuale degli interventi? Attento, perchè è una domanda insidiosa….. (forse un giorno sarò costretto a tornare sull’argomento…)

4) sarebbe possibile qualificare gli interventi in modo meno generico? cioè, per essere chiaro ed esemplificativo, quando si parla di asfaltatura strade si potrebbe essere meno generici? di che strade si parla… perchè si fanno più appalti di asfaltatura? quali sono le modalità di scelta del contraente?

Poi,  da ultimo, mi preme ricordarLe, signor Sindaco, che esiste un obbligo preciso che è quello di rendere pubblici gli incarichi che l’Amministrazione  affida… su questo punto io sono molto sensibile…  e mi fa fastidio leggere su “la Piazza ” che “il Governo cittadino ha approvato il progetto definitivo-esecutivo dei lavori, affidati alla ditta di Lino Gerotto di Campogarsego…”  Vorrei leggerlo sul sito ufficiale del comune e vorrei sapere anche con che modalità e a quale prezzo. Nno è una mia curiosità, è solo un obbligo di legge…

cordialmente

il bando del Comune di Noale per i B&B.

17 Settembre 2009 di marconoale

Tempo fa avevo scritto un post relativo ad un bando che il comune di Noale aveva pubblicato il giorno 6 agosto 2009 e che scadeva il 10 agosto 2009.

Si trattava di partecipare ad un possibile cofinanziamento del comune in attività di Bed end Breakfast…
Sinceramente la cosa era troppo sporca per essere vera.

Certo che quel bando, quella delibera, sono scritte in modo decisamente fuorviante. Nemmeno uno come me, che naviga tra le carte della pubbliche amministrazioni da una quarantina d’anni,  poteva venirne a capo. Troppo sporca e troppo evidente l’errore.

Solo per questa illogicità nella prassi, mi sono voluto sincerare della cosa ed ho chiamato il comune. Mi ha risposto una funzionaria che molto gentilmente mi ha spiegato che quella delibera era stata fatta in grande velocità. Si tratta in realtà del formale accertamento circa l’interesse nel comune di Noale ad aprire attività di B&B…

A seguito di tale accertamento di interesse da parte di vari comuni la rRgione potrà vedere di finanziare la cosa.. ma a quel punto sarà necessario provvedere alla redazione di un bando che interessi i vari comuni coinvolti e che consentirà a tutti gli interessati di partecipare al finanziamento….

Beh, grazie.

Sarebbe stato meglio spiegare in tre righe questa cosa, però c’è da tirare un respiro di sollievo…. per fortuna è solo un errore di comunicazione…. Lo scrivevo e lo dicevo anche alla giunta precedente: imparate a comunicare con i cittadini:  è un loro diritto sapere,  è un vostro dovere essere chiari…. tutto questo ha a che fare con la trasparenza!

multiutility – 6^ puntata: la privatizzazione dell’acqua

13 Settembre 2009 di marconoale

Eccoci giunti ad un punto nodale della questione.

Dice la legge: l’acqua appartiene al demanio pubblico dello Stato; quindi, signori, non ci sono problemi, nessuno può impossessarsi di questo bene comune….

” non si tratta solo dei politici: è l’insieme delle classi dirigenti dei Paesi occidentali (imprenditori, mondo della finanza, scienziati, liberi professionisti e persino il mondo sindacale) che negli ultimi trent’anni , ha largamente abbracciato e promosso la visione della società e dell’economia propria dell’ideologia capitalistica di mercato, secondo la quale ogni forma di vita è merce e per questo va sottomessa alle logiche dello scambio, del profitto e della concorrenza/competizione internazionale. Tutt’al più, i gruppi sociali dominanti hanno accettato l’idea che l’acqua sia considerata un bene comune di una Nazione. Però da questo riconoscimento non discende necessariamente il fatto di considerare l’acqua come un bene comune pubblico, non mercificabile ed il cui controllo non sia privatizzabile.”

questa frase è pronunciata da Ricardo Petrella, professore emerito dell’Università Cattolica di Lovanio (Belgio) e docente di ecologia unama all’università svizzera di Mendrisio. E l’intervista è rilascata niente popò di meno che a “vita di Campagna” che non è propriamente una rivista estremista.(Vita di Campagna- n. 7/8 2009 pag 10-11)

Tra l’affermazione della legge italiana e la frase di Petrella corre un abisso…  Il demanio dello stato non è. per definizione, alienabile e quindi non può essere oggetto di rapporti commerciali…

Ma, a costo di essere monotono, devo ribadire il concetto:  l’acqua è un problema complicato.

Poniamo di avere sotto di noi una splendida falda acquifera, posta a più di 300 metri sotto terra…fresca, pura, con caratteristiche chimiche ed organolettiche perfette: è pubblica… è un bene inalienabile, il cui fine è quello di giovare “erga omnes”… a vantaggio di tutti.

Però, sarebbe bello…. La San Benedetto è di tutti….

A parte questo (che è un altro “problemino” interessante) , una volta stabilito che l’acqua è di tutti, il problema nasce quando l’acqua, che è appunto di tutti, deve arrivare nelle case come acqua da bere, oppure nei campi per irrigare, oppure deve essere depurata perchè acqua proveniente dalla fognatura…

cioè, ammesso che l’acqua  sia un bene di tutti e che non sia un bene “commerciale”,  restano comunque da  pagare, per l’utente, i costi di trasporto, di verifica della potabilità, di depurazione delle fognature, di gestione complessiva delle acque di superfice ecc….

Allora o l’Autorità Ottimale d’ Ambito, cioè il soggetto pubblico che presiede al ciclo dell’acqua,  crea una propria struttura  che mette giù i tubi dell’acquedotto, fa la manutenzione, la depurazione a quant’altro, oppure affida in appalto tutti questi servizi. La nostra legge non lascia dubbi. Dice: tu, Ato, lascia perdere la gestione in proprio che non è tuo compito. Quindi puoi scegliere o di fare gare d’appalto e quindi rivolgerti alle società commerciali, oppure dai la gestione del servizio idrico ad una società pubblica, costituita tra  icomuni dell’ambito solo se ricorrono “obiettive ragioni tecniche od economiche”…

Nel nostro caso il gestore del ciclo dell’acqua, nominato dal nostro ATO si chiama Veritas. (sulle obiettive ragione tecniche ed economiche non è dato dubitare….)

il soggetto che continua a determinare il costo del ciclo dell’acqua, fissa cioè le tariffe dell’acqua, quelle della fognatura e quant’altro, è e resta comunque l’ATO. Alla prova dei fatti poca importa se l’acqua è gestita da Veritas, che è a capitale pubblico, oppure, che so, dalla Fiat, o dall’ Enel o dalla Mafia spa…. la tariffa deve essere sempre decisa dall’Aurotità pubblica e la qualità del servizio deve essere determinata da un contratto di servizio che sta alla base dei rapporti tra Ato e soggetto gestore.

Quindi, da noi non esiste problema di “privatizzazione” dell’acqua… o no?

No. Esiste. Esiste eccome.

Certo, la cosa si ingarbuglia ancora di più e io non so se, alla fine, questa storia interessi particolarmente. Continuerò a parlare delle “multiutility”,  ma non necessariamente dell’acqua…

Della privatizzazione dell’acqua ne parlerò solo se almeno 20 dei lettori di questo blog me lo chiederanno, altrimenti: ciccia!

Il comune di Noale mette mano a strade e giardini

11 Settembre 2009 di marconoale

Ecco, è iniziata la campagna di manutenzione della nostra città.

Come sempre succede in questo Comune tutto avviene senza gare d’appalto come se questo obbligo di legge fosse semplicemente una stupida formalità.

Per ora, da quando si è insediata la nuova Giunta è stato pubblicato un solo bando, quello per il cofinanziamento di attività ricettive nel comune di Noale… è stato un bando fulmineo apparso per annunciare che chi era interessato doveva fare un mucchio di cose e presentare il tutto entro le ore 12,30 di lunedì, concedendo solo un giorno lavorativo per predisporre il tutto.

Ora invece il comune affida a trattativa privata, senza alcuna gara nemmeno informale, attività, lavori, manutenzioni… Stile impeccabile. Pieno rispetto delle normative.

A me piacerebbe sapere se qualcuno si sia aggiudicato i cofinanziamenti del comune, a me piacerebbe anche sapere cosa bisogna fare per partecipare agli appalti in questo felice angolo di terra dove chi amministra amministra sempre bene e sceglie i propri fornitori in virtù di un istinto indiscusso che guida verso il miglior offerente… senza gara d’appalto e, forse, senza neanche un preventivo di lavori…. si potrebbe pagare un tanto a chilo, o a metro, o a litro…..

A proposito: e se qualcuno facesse gli stessi lavori per meno….. la differenza chi la paga?

le multiutility parte quinta: il problema dell’acqua

1 Settembre 2009 di marconoale

mica facile parlare di acqua in un articolo di poche righe.

la legge 152 del 2006 dedica al tema delle acque una sequela di 120 e passa articoli, fitti fitti di concetti norme e prescrizioni.

Intanto le acque, superficiali o sotterranee che siano, appartengono al demanio dello stato….Questo perchè quando si parla di acqua le prime cose che si dicono è:” no alla privattizzazione dell’acqua!”   Ma l’acqua, come principio è pubblica… solo che….

Quando si parla di acqua si parla di un problema enerme. C’è l’acqua del mare, quella dei fiumi e dei laghi, c’è l’acqua superficiale e c’è l’acqua soterranea, c’è l’acqua potabile e quella inquinata, ci sono i bacini idrici e ci sono le fognature, le centrali di depurazione e l’acqua piovana… un problema tanto articolato e fluido che vede l’esistenza di distretti, bacini e ambiti…

Abbiamo tutti più o meno presente  il “giro dell’acqua.:… mare, evaporazione, pioggia, deflusso dell’acqua verso il mare… Ecco, se a questo schema semplice semplice ci aggiungiamo  le falde dentro cui l’acqua si insinua, l’acqua che si usa per i campi e quella che lava le strade piene di polveri sottili e di idrocarburi, l’acqua delle fognature e quella che qualche furbacchione contanima, l’acqua che arriva dentro casa nostra e che beviamo, l’acqua che a volte e in certe zone scarseggia,  l’acqua che erode la terra e l’acqua che tracima da fossi e canali, è evidente come il problema si ingrandisce

Dunque l’acqua è pubblica e c’è tutta una organizzazione che deve presiedere all’acqua…

Abbiamo detto che ci sono i distretti idrografici tipo quello delle alpi orientali che comprende grosso modo trentino veneto e friuli e i vari bacini idrologici tipo  quello dell’Adige e quello del Lemene… poi dovrebbero essere individuati gli ambiti ottimali e qua ci stà il primo problema.

Se  la pioggia che cade  a trento come quella che cade a treviso, poi defluisce verso il mare e si mescola con altre acque  e, infine passa sotto Cavarzere  per arrivare al mare, non tiene conto delle competenze amministrative. Invece quando parliamo di autorità ottimale d’ambito (ATO) tendiamo a far saltare ogni nesso idrico… Perchè ci stanno le multiutility e ci stanno i comuni e le provincie.

Anche nella proposta dei consiglieri regionali del PD ci sta questo grande errore… l’autorità ottimale d’ambito è rappresentata dai confini delle provincie… un unico ATO per provincia… dentro l’Ato  i rappresentanti dei comuni e un unico soggetto gestore…. e visto che gestisce l’acqua perchè non facciamo gestire a questo soggetto anche i rifiuti?

Grosso modo le riforme amministrative si fanno così… tanto alla tonnellata….

Introduciamo un altro principio che in parte abbiamo sfiorato nel precedente post sulle multiutility… L’ATO è un ente pubblico. Su questo non ci piove. Dunque è soggetto alle norme sugli appalti. Se l’Ato è l’autorità che preside all’intero processo di gestione  delle acque deve, per la parte operativa, procedere a gare d’appalto. Cioè l’Ato decide di fare un depuratore? allora procede a fare un progetto e poi appalta i lavori… ma poi deve anche pensare a chi andrà a gestire l’impianto…. E allora o provvede lui direttamente con le proprie risorse (in hause) oppure anche questo servizio lo deve mettere a gara.

Noi stiamo scegliendo, di fatto, una terza via, che è quella che dice: bene l’ATO decide e Veritas gestisce l’acqua… ecco, ma qua non ci siamo più perchè così non prevede la normativa europea e quella italiana.

Resta il fatto che l’acqua è qualcosa di eccezionale e straordinario anche per la legge. Esiste un autorità d’ambito ottimale solo per l’acqua e non, ad esempio per i rifiuti… ma questo nemmeno i nostri consiglieri regionali lo sanno… e confondono acqua (che in parte è anche rifiuto e che produce rifiuti come i fanghi da depurazione) con le scatolette di tonno che gettiamo nella spazzatura  o le scorie delle lavorazioni industriali…

bene: eccoci al problema (vero) della privatizzazione dell’acqua….. ma ne parlerò più avanti…

sul canone e sulla televisione

31 Agosto 2009 di marconoale

Mario Zen apre un tema molto interessante.

Lui punta diritto contro la RAI e le sue motivazioni sono per me condivisibili.

Però….

Premetto che sono pure un utente Sky… Non ho mai ecceduto nell’uso televisivo, ma negli ultimi mesi il grande elettrodomestico tace.

Anche con una qualche cattiveria nei confronti di Giovanna, quattrodicenne, che è la meno entusiasta all’idea di abolire la TV.

eppure io sarei propenso ad addandonare l’elettrodomestico.

Ho già avviato la pratica di risoluzione contrattuale con SKY… ma ho visto che questi fanno i furbi e ho avuto modo di vedere sentenze che ne condannano il comportamento … ecco, mi toccherà informarmi quando sarebbe tutto molto semplice… ma i difensori del libero mercato hanno sempre una visione unilaterale della libertà…

Per il canone Rai: pensiamo… l’unica cosa che mi trattiene è la radio, terzo canale, che Paola ha sempre acceso mentre lavora: potrò mai privarla di questo?

Il punto è che non solo la TV è oggi inguardabile perchè occupata dalla stupidità dell’informazione (eccezione Gabanelli) e dagli inguardabili programmi di intrattenimento, ma anche se ci fossero trasmissini di buon livello resterebbe sempre il fatto che davanti alla TV si è spettatori passivi, si guarda quello e basta…. non è come con la radio che magari la ascolti mentre, che so, spolveri la libreria o costruisci  la tua centrale nucleare domestica. La TV  ti cattura, ti va sedere davanti a lei e ti imbalsama…. e come un mona stai là, semi addormetato fino a quando non sopraggiunge l’ora del riposo in branda….

Se poi vuoi delle notizie allora la strada non è più la telvisone, ma internet e se vuoi vedere un bel film, nno è forse meglio spararsi un bel DVD?

E’ vero che la posizione di Mario può essere troppo radicale, ma non è forse meglio oggi essere un po’ radicali piuttosto che appiattiti sull’ovvio conformismo di chi è solo uno spettatore della vita?

Mario Zen e una proposta interessante

26 Agosto 2009 di marconoale

Caro Marco
Ti prego di pubblicare il seguente messaggio perché vorrei sapere cosa ne pensate sull’argomento. Lo posto in questa sezione perché non ne trovo altre.

“Finalmente mi sono deciso. Era da un po’ che ne pensavo ma, vuoi per inerzia, vuoi perché non ne ero pienamente convinto, alla fine l’ho fatto.

Che cosa, vi chiederete, mi sono deciso a fare?.

Ho deciso di non pagare più il canone RAI ed ho mandato alla URAR (l’ufficio dell’agenzia delle entrate che segue questo balzello) una raccomandata con un vaglia di 5 € e rotti ed ho chiesto che vengano a “suggellarmi” i televisori. In pratica dovrebbero venire con un sacco di juta e chiderci dentro i televisori di casa.

L’ho fatto perché non ne potevo più di pagare una tassa per mantenere gente come Minzolini alla direzione del TG per dare le smentite a notizie mai date come è successo con le escort di Bari e le storie di Papi.

Non ne potevo più di pagare un canone perché Saccà possa assumere le veline di Berlusconi e perché così lui possa trombarsele.

Non ne potevo più di vedere onnipresenti in TV sempre le stesse attrici/attori, come la sorella della Pivetti – che per quanto bravina ce ne sono altrettanto se non migliori di lei che non lavorano mai

Non ne poptevo più di vedere un Tg del Veneto che in quanto a completezza di informazioni e servizi ha una qualità inferiore a quella dei TG delle TV locali

Non ne potevo e non ne posso più di vedere una TV che ormai non è più nazionale e non fa neanche più lo sforzo i esserlo, ma si limita ad essere solo romana, centrata solo sui fatti – compresa la cronaca – della capitale, in cui i conduttori parlano con un pesante accento romanesco, senza sforzarsi di parlare un italiano corretto, pensando che tutti siano obbligati a capirli, in cui la sguaiatezza la fa da padrona in tutti i tipi di trasmissione, dall’intrattenimento ai talk show ai notiziari

Non ne posso neanche più di sentire nel bel mezzo di una scena drammatica un film sentire un bambino che viene doppiato in pesante romanesco da un pupo capitolino tanto da smontare tutta la serietà della situazione e provocare una risata, come pure non ne posso più che ancora oggi le servette siano per definizione venete in generale e padovane in particolare

Non ne posso più di vedere una TV trattata come una cosa di famiglia al servizio di Berlusconi e dei Beluscloni, in cui si assumoni tra di loro i loro figli, con – ad esempioi – il dott. Scapagnini, figlio del medico personale di Berlusconi, che spadroneggia a Uno Mattina e fanno pure finta che sia li come scienziato, prima di neusoscienze poi pseudo divulgatore scientifico, mentre invece non sa neanche parlare bene e si mangia le parole

Non ne posso più di vedere un premio Amalfi inventato da Biagio Agnes in cui una delle Carlucci assieme alla figlia di Agnes premiano nella stessa sera Vespa e Letta come migliori giornalisti e poi anche Zavoli – forse per riequilibrare il tutto-, ma quello che mi suona strano è che questa mancanza di senso del ridicolo sia ormai imperante in tutte le parti politiche, compreso Zavoli

Allora se vogliono usare la TV per il loro comodi politici, per assumere i figli, gli amici ed i figli degli amici, se voglio usarla anche per comprare i senatori, beh allora se la paghino loro.

Io da parte mia non darò loro più un centesimo. A costo di ascoltare la radio.

Ti ringrazio dell’ospitalità e vorrei sapere che ne pensate.
Ciao

 m.zen.qvan@alice.it
mariozen
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il razzismo e l’autocensura dei mezzi di comunicazione

20 Agosto 2009 di marconoale

ricevo  questa comunicazione e la pubblico come sta:
“Una delle tante notizie totalmente censurate dai cosiddetti mezzi di informazione è la recente conferma in via definitiva da parte della Corte di Cassazione della condanna a due mesi di reclusione per propaganda di idee razziste  inflitta all’attuale sindaco di Verona  ( nonché ex assessore regionale alla Sanità ) Flavio Tosi, il quale alcuni anni fa si fece promotore, assieme ad altri esponenti locali della Lega Nord, di una iniziativa “per mandare via gli zingari da Verona”.
Poiché tale soggetto sembrerebbe fra i possibili candidati alle prossime elezioni per la presidenza della Regione, vi prego di far girare il più possibile questa notizia: che la nostra regione sia diventata col tempo piuttosto razzista è purtroppo una realtà, ma che dobbiamo sopportare l’idea di avere addirittura al governo di essa un pregiudicato per razzismo mi pare decisamente troppo !!!”

grazie per l’informazione

il tempismo della giunta comunale

18 Agosto 2009 di marconoale

Dunque, mi son detto, ma cosa combina la nostra nuova Giunta comunale?

ho dato uno sguardo rapido al sito e quando ho cliccato sulla voce “bandi”  è apparso questo strano avviso….

“CITTÀ DI NOALE
Provincia di Venezia

Prot. 18912
Noale, 6 agosto 2009

OGGETTO : Programmazione Decentrata
Cofinanziamento di interventi strutturali – Azione Pilota”

Bene, finalmente una qualche azione pilota.

per partecipare a questa azione pilota che prevede un cofinanziamento del Comune  per la realizzazione di una struttura turistica ricettiva  fino a 200.000 euri  è necessario , e riporto il testo integrale,

“Entro lunedì 10 agosto 2009 – ore 12.30 deve quindi pervenire all’ufficio protocollo del Comune di Noale una domanda unica da parte dei privati interessati , con allegata:
-una relazione sulla propria attività, presentata da ciascun soggetto;
-una relazione sulle attività che verranno sviluppate congiuntamente;
-una proposta tecnico economica degli interventi che verranno realizzati, presentata da ciascun soggetto”

Tutto bene.

però per partecipare a questa attività devono coordinarsi almeno tre soggetti privati, che dovranno presentare congiuntamente la documentazione.

Ovviamente ogni cittadino noalese riece a coordinarsi con altri cittadini in tempo reale. Basta chiedere. questo è proprio facile.

C’è solo l’aspetto del “tempo” che come noto è variabile.  Il tempo a volte passa in un attimo, E quando l’amministrazione ha fretta il tempo è un lampo. Un bando che prevede il contributo a privati che intendono fare un intervento turistico (legge B&B) dura da giovedi a lunedi; con in mezzo un sabato e una domenica
chi é interessato deve correre. Un bravo cittadino deve più o meno in un giorno utile deve:

coordinarsi con altri due soggetti che siano disposti e abbiano la possibilità di fare un intervento di trasformazione turistica di un edificio, fare  una relazione sulla propria attività, una relazione sulle attiività che verranno sviluppate  e fare una proposta tecnica ed economica sulle attività…(monatine, se la facciamo scritta sulla carta del formaggio)

Ovviamente il cittadino noalese è connesso in tempo reale con la Giunta e appena compare un annuncio è pronto a partire….

Però questo segna sicuramente il senso di una Giunta:  questa ha fratta di fare….

le multiutility – quarta puntata

18 Agosto 2009 di marconoale

Riguardo quanto ho scritto il precedenza e mi chiedo: sarà chiaro?

No, non è chiaro per nulla.  Il bello, o il brutto, di questa storia delle multiutility è la complessità. Dentro ci stanno cose come il funzionamento degli enti locali, le società per azioni, la definizione di servizio, il contratto di servizio, la composizione del capitale, i servizi a rete, la separazione della proprietà della rete dalla gestione del servizio, la normativa europea e quella nazionale e un bailame di altro storie. Tanto per dirne una: la questione sulla proprietà dell’acqua.

Certo, non sarò io a fare chiarezza, ma la cosa di cui sono assolutamente convinto è che per poter dire effettivamente la nostra sia necessario sparigliare, dare uno scossone, cambiare il giro e mettere sotto scopa chi decide le questioni.

E come è possibile per noi, semplici cittadini, sparigliare? nell’ unico modo che ci è possibile, ossia cercando di capire il senso di tutta la questione e da qui, con la nostra piccola conoscenza fare riflettere ed eventualmente fare presente alla nostra classe politica che le furbizie su di noi non è detto che passino in modo innoquo o indolore.

La prima cosa a cui è necessario rispondere è cosa sono questi benedetti servizi.

PEr esempio anche il servizio dell’anagrafe è un servizio, così come quelli che svolgono gli uffici tecnici che fanno la manutenzione delle scuole o che danno i permessi a costruire,, ma anche la gestione del campo da calcio comunale è un servizio… pui ci sono alcuni servizi che hanno a che fare direttamente con i soldi ossia chi li usa li paga, come ad esempio i trasporti, la raccolta dei rifiuti, la distribuzione dell’acqua, poi ci sono quei serrvizi che sono sempre fatti con i soldi dei cittadini ma chenon sono direttamente soggetti a tariffa, tipo l’assistenza domiciliare agli anziani, oppure i servizi sanitari.

Teoricamente un comune potrebbe dare in appalto anche l’uffici dell’anagrafe o perfino la polizia comunale, Potrebbe appaltare la stesusa dei verbali del consiglio comunale o la repressione dell’abusivismo edilizio.

Tutte queste e molte altre attività, che il comune o l’ente pubblico  è obbigato a fare (alcune di esse come ad esempio per i comuni  il servizio anagrafe o la raccolta dei rifiuti) oppure ritiene di fare per una sua scelta politica (come ad esempio fare uno stadio sportivo comunale) sono ascrivibili alla grande famiglia dei servizi pubblici.

Alcuni servizi pubblici sono detti essenziali, altri sono invwece facoltativi.

Se un ente espressamente preposto a fare un dato servizio non lo fa potrebbe incorrere in sanzioni anche penali (omissione di atti d’ufficio, distrazione di fondi) e potrebbe anche incorrere nelle pesanti, ma troppo spesso puramente teoriche sanzioni della Corte dei conti.

Ma dunque qual’è l’elemento fondamentale per capire cosa sia un servizio pubblico?

il testo unico delle autonomie locali definisce in questo modo  i “servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attivita’ rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunita’ locali”. (art 112 d.lgs 267/2000)  Questo servizi pubblici possono essere gestiti o direttamente dagli enti oppure attraverso aziende o società per azioni a prevalente capitale pubblico.

Qua la questione si ingarbuglia ancora. Sulla composizione della SPA pubbliche  e della partecipazione a queste spa da parte dei privati.

Storie e contro storie d’Italia. Eppure la questione potrebbe essere semplice Basterebbe che anche noi, in uno sforzo di  buona volontà ci adeguassimo a quanto dice in materia l’Europa.

Cioè, dice l’Europa grosso modo così, se un servizio ha una rilevanza economica questo servizio fa messo a gara. non è detto per nulla che il pubblico sappia fare meglio… Se invece il pubblico vuole comunque fare una società allora questa società deve rispondere all’ente proprietario secondo un criterio di assoluta dipendenza gerarchica. Cioè le decisioni non possono essere assunte nei fatti dalla spa che non ha alcuna sua autonomia imprenditoriale.

In altre parole: il pubblico non può fare l’imprenditore con i soldi dei cittadini (il capitale nelle spa èp sempre un capitale di rischio) e non può snaturare il mercato. Il mercato si regge sulla conoerrenza e noi dobbiamo garantire che non esistano soggetti che svengano comunque provilegiati come sarebbe nel caso che l’ente proprietario affidi alla società di cui è padrone un servizio pubblico.

prossimamente proverò a parlare di acqua

e prossimamente proverò anche ad inquadrare il tema dei servizi e delle grandi società pubbliche

e prossimamente proverò anche a vedere cosa pensa il partito democratico del veneto su questo punto

Insomma…. questa questione non finisce più…

 

le multiutility – terza puntata

12 Agosto 2009 di marconoale

ero rimasto al fiorire delle multiutility: queste società hanno capitale pubblico, e hanno il soggetto che ci mette il capitale che il più delle volte è anche colui che fa il contratto di servizio con la sua società. E’ come se io decidessi di fare una società che gestisca le mie spese fisse. 

Io non voglio occuparmi di tasse scolastiche, di pagare le bollette, di pagare il canone rai, di fare la manutenzione di casa mia…. che palle tutte ’ste robe… io faccio una società a cui scarico ogni incombenza. Faccia lei! ecco, questa è un po’ l’atteggimento della nostra pubblica amministrazione. Sì, lo so, non è proprio così. L’idea di costruire una società che gestrisce alcune attività era nata proprio per fare in modo  di velocizzare il processo di spesa e aumentare l’efficenza del servizio”

La spa funziona, came abbiamo detto, secondo il codice civile. Ma poi, col passare del tempo e della interpretazione delle leggi ci si è accorti che questa società per azioni deve anche rispettare pari pari anche le norme pubbliche e dunque appalti, trasparenza e tutto il resto.

Dunque io che ho  fatto una mia società che gestisce le mie spese condominali e quelle relative alle normali incombenze mi trovo a dover pagare, oltre che i costi dei servizi anche i costi di gestione dei servizi… e poi sono anche l’unico socio e se la mia società, che evidentemente non controllo perchè altrimenti non avrei risolto nemmeno il problema di non dover seguire i pagamenti delle spese, a un certo punto della storia perde il capitale sociale, devo anche ricapitalizzare….

insomma: un pasticcio.

Devo fare una società per fare quello che dovrei fare, ma siccome non ho voglia di farlo creo una società che lo faccia. Ma poi devo controllare che la società faccia bene quello che deve fare e devo anche pagare di più perchè una società comunque costa e non produce perchè sono io l’unica fonte di reddito…. è uno spacca cervello!

Ed ecco il colpo di genio! facciamo entrare nella società altri soci. magari privati e che ci mettano dentro capitali  facciamo servizi anche per altri  soggetti… così io riduco le mie spese.

Sì, è proprio una genialata. I privati. E’ chiaro che il mondo è pieno di società private che non vedono l’ora di regalare capitale alle società pubbliche. Così, senza problemi, per solidarietà, per simpatia per puro spirito di collaborazione.

E così i privati vengono invischiati dentro queste società. Il loro apporto di capitale,  è sempre minoritario… a volte è proprio esiguo… ma è un segnale, è quasi un elemento simbolico e serve a dire che sì, le società a prevalente capitale pubblico sono pur sempre delle società a vocazione commerciale… devono cioè fare affari…

ecco che il privato, timidamente, dice: però se io sono socio di una società a prevalente capitale pubblico è evidente che la volta che la società pubblica deve fare una cosa che io come società privata so fare bene, allora il lavoro è mio, vero? Ecco, timidamente il privato ci intravvede l’opportunità di un piccolo vantaggio.

Società benefiche qui in Veneto hanno fatto una fortuna con questo sistema, ed è un sistema quantomeno discutibile. Cioè, parlando di politica e non di giustizia, parlando di amministrare la cosa pubblica e non di reati penali, si può fare presente che questo sistema è quantomeno opinabile?

Lo chiedo con un po’ di polemica nel sangue:  l’ultima volta in vita mia che parlai con un onorevole di opposizione, persona che per altro stimo e che conosco da una vita, mi sentii rispondere infastidito: che ti devo dire, io faccio il politico, non il magistrato!

Ma questo è un amico! Prova a pensare quanto un pirla come me chiede a tutti i nostri consiglieri regionali,targati rigorosamente PD, (anche a te, caro Andrea)  se mi possono dare il contratto e la documentazione con cui è stato affidato alla società  Veneto Sanitaria Finanza di Progetto la realizzazione e la gestione dell’ospedale dell’angelo?

Sì, lo so, mi sto facendo del male.

Quantomeno un fegato così… tanto è meglio che queste cose non si sappiano. MAgari sono anche fatte bene e magari i miei sospetti sono del tutto infondati…. ecco, ma l’azione delle società che operano nell’ambito del pubblico devono essere soggette alla trasparenza… Certo, io in tutti questi anni non ci sono riuscito …a vedere il contratto il piano finanziario e quant’altro…

Fa bene, sto deviando dal problema multiutility ed ho fatto una rapida incursione in un altra branca del settore pubblico che va sotto il nome di “finanza di progetto” o  detta in lingua foresta “project financing” . E’ uno sballo!

insomma sono riuscito a non andare avanti nella storia e a perdermi in fantasie morbose…. finanza di progetto….un gioco! magari tra un po’ di anni ne sentiremo riparlare… ma forse no.

La prossima puntata, prometto, andrò avanti con la storia.

ciao

Congresso pd. cosa non mi piace di Bersani.

11 Agosto 2009 di marconoale

Bersani, dei tre candidati alla presa del partito democratico è quello che mi sta più simpatico.

Se dovessi andare ad ombre con uno dei tre, potendo scegliere, non avrei dubbi. Bersani. Brillante, intelligente, buon conversatore ed ironico. Forse con lui mi farei anche una pasta e fagioli (soprattutto se paga lui…). E dunque? beh, se fossi come una Debora qualsiasi sicuramente,  a pelle,  sceglierei Bersani.

Certo non Marino. A volte lo sguardo di Marino  si ferma in un punto preciso dell’interlocutore, Magari gli sta guardando il fegato o un rene o che cazzo altro e sta pensando a dove trapiantarlo. Marino è così… SE vai a bere un ombra con Marino quello ti fa lo screening di tutte le patologie degli avventori dell’osteria. Due palle!

Franceschini secondo me è astemio. Se niente niente beve un ombra quello tracima: ma tu faresti educare i tuoi figli da Belusconi?  ma che stai a dire?  io non sono violento, ma con uno come Silvio sarei propenso alla castrazione chimica, (ma  anche l’erezione mi sa tanto di chimica….)

Va bene.  Complimenti, ho le idee chiare sul futuro segretario…

A dire il vero io mi ero ripromesso di guardare le diverse mozioni: voto per chi dice meno stronzate!

Ovviamente in questo  mi faccio condizionare dalla mia visione soggettiva. E ci mancherebbe altro!

Bersani, dunque, mi è simpatico. Ha il grande difetto di essere appoggiato da Dalema Massimo, uomo che ha la fama di saperla lunga. La sa tanto lunga e tanto se la tira, ma non riuscirà mai a farmi dimenticare di come Silvio l’ha preso per il culo alla grande con la famosa bicamerale…. mesi e mesi di dialogo, dibattito, ragionamenti e cedimenti… poi, al momento giusto, il pedofilo di Arcore ha rovesciato il tavolo da gioco e se ne è andato… lasciando il Massimo come un puglile suonato… Tanto suonato che in fretta e furia, prima di abbandonare la presidenza del Consiglio, Massimo ha dato la stura a quella riforma costituzionale dell’art 117 che fa veramente schifo. E questo lo dico con profonda costernazione. Se solo Massimo invece che correre dietro a Silvio o navigare con Icarus si fosse studiato un po’ di diritto costituzionale avremmo evitato uno scempio e una ferita profonda al nostro stato… e tutto per fare l’occhiolino alla Lega che invece si è guardata bene dal farsi immischiare nella faccenda. Furbo!

ecoc qua, mi sono sfogato!

Però via, io non sono così emotivo. Provo a ragionare.

Io ci ho la fissa della crisi. Lo confesso. Sono anni che mi chiedo come possa un sistema come il nostro continuare ad andare avanti… la crescita continua dentro un numero limitato di risorse…. ma non è solo questo. E’ anche la crescita continua in uno stato che non funziona, con i servizi che spesso fanno schivo, con una spesa pubblica e via dicendo tutta la sequela delle cose che conosciamo e che non ripeto… compresa quella che dice Bersani come elemento fondamentale… stipendi bassi e quindi restrizione della domanda….. ma  Bersani sa benissimo che questo non basta a spiegare la crisi… lo sa proprio bene. E qua c’è il primo cedimento al populismo nazionale.  

poi l’altra frase  che riporto per intero: è di Bersani, non è mia!

Col prevalere di una finanza sempre più spregiudicata, la ricerca del profitto si è separata dalla creazione di valore economico e sociale. La speculazione ha vinto sulla produzione e l’appropriazione sregolata in economia è divenuta oligarchia in politica, spesso in versione tecnocratica. Si è incrinato il grande patto nazionale tra capitalismo e democrazia che aveva segnato il Novecento e si è imposto quel “pensiero unico” neoliberista che ha influenzato anche tanti riformisti“.

Finanza spregiudicata? di che parli? Unicredit? Intesa? o forse ti riferisci a Gnutti, a Ricucci o che altro?

Creazione di valore economico e sociale ?

ma ancora peggo: la speculazione ha vinto sulla produzione?

Fermiamoci! la speculazione si intende quella finanziaria? ma sai, Luigi, qui da noi non c’è tanto o solo la speculazione finanziaria…. c’è un’altra storia che è pazzesca e che tu sicuramente conosci molto meglio di me. Perliamo di mercato? parliamo di commercio? ecco, parliamone. LA nostra crisi, Luigi, secondo me viene tutta dalle grandi aziende e dalla grande distribuzione che sono aziende commerciali e non necessariamente finanziarie.

Quando però la barilla impone il prezzo del grano duro ai produttori, non ci sono santi, si genera povertà diffusa. Quando al contadino la zucchina viene pagata 10 centesimi al kg, da parte di un sistema distributivo in grado di imporre lei il prezzo, non c’è storia!

E allora è forse da qua che bisogna partire ad analizzare la crisi, perchè non sempre è detto che quello che vale negli USA sia tranquillamente esportabile da noi… E fatalità tu del mercato, ribadisco, hai una conoscenza molto più approfondita di quella che posso avere io…

Puoi, magari fare un ulteriore sforzo di analisi su questo punto?

grazie. E ricorda, avanzo un ombra da te!

1990 nascono le multiutility

11 Agosto 2009 di marconoale

continuando in questo racconto sulle multiutility arriviamo al 1990.

In quel periodo succedono cose assolutamente sconvolgenti nella storia del funzionamento degli enti locali, C”è sicuramente uno sforzo profondo per far sì che i comuni diventino degli enti  con maggiori competenze e con maggiori responsabilità. La legge 142 segna uno svolta importante.

Di tangentopoli non si parla ancora, ma intanto è evidente che il legislatore lavora sodo per modernizzare la funzione pubblica. Se Brunetta facesse solo il 10% di quello che nei primi anni 90 fu fatto a livello legislativo per migliorare gli enti pubblici, allora Brunetta meriterrebbe rispetto. Ma in realtà più che proclami e monate il nostro non sembra in grado di fare.

Nei primi anni 90 gli enti locali vengono rivoltati come un guanto. Questo avviene sotto l’aspetto delle leggi, delle funzioni, della responsabilità. Il processo di cambiamento pratico è invece molto più lento e contradditorio. Infatti a frenare ogni possibile cambiamento reale è la classe politica che sta dentro i comuni, le provincie, le regioni, e non c’è destra o sinistra che tenga. E’ una resistenza “di classe”, oserei dire.

Che c’entra tutto questo con le multiutility? c’entra eccome…

Ad un certo punto della legge 142 del 1990 si legge che gli enti locali oltre ai propri uffici, possono organizzarsi alttraverso istituzioni, aziende e perfino società per azioni! Trionfo! All’inizio poco succede, ma qualcosa si muove… qualche politico pensa che gestire i servizi con una società per azioni sia molto interessante… la prima cosa a cui pensa è che, essendo una società per azioni costituita secondo le leggi del codice civile e non secondo quelle amministrative, sia possibile comportarsi come un padroncino assoluto. Niente gare d’appalto, niente vincoli contrattuali, niente concorsi per assumere, niente corte dei conti che controlla…. Ma poi ci sono anche altri vantaggi: se sono una società per azioni, pensa il politico, posso anche andare alla conquisa del mercato e crescere, investire, diventare grande, entrare in borsa…

Questo processo inizia anche timidamente, ma i primi a muoversi sono anche i primi a capire tutti i benefici del meccanismo. Il pubblico diventa imprenditore e per di più senza controllo alcuno. A questo punto fioriscono le multiultility che altro non sono che le vecchie  municipalizzate  oramai affrancate dallo stretto controllo dei comuni, dei consigli comunali del bilancio del comune…

Una azienda che prima gestiva solo gli allacciamenti dell’acqua, le bollette, la riscossione delle stesse, in quegli anni, se retta da qualche politico un po’ furbo, un po’ intraprendente, un po’ maneggione, poteva veramente fare miracoli. Si è visto di tutto. Aziende che hanno incominciato a vendere bottiglie d’acqua e frigoriferi, ma poi anche anche bombole di gas, società che raccoglievano immondizie che hanno aperto case da gioco in giro per il mondo (e non occorre andare lontano per incontrare tali soggetti) società che hanno cominciato a partecipare a gare indette da altri comuni per andare a raccogliere immondizie a 500 kilometri da dove aveva sede la società… Insomma una favola.

Poco alla volta, però, i tribunali italiani ma soprattutto la comunità europea cominciarono ad avere qualche dubbio: ma siamo sicuri che sia questo il modo giusto di procedere? siamo proprio certi che così facendo non si violi qualche norma sulla concorrenza? e siamo sicuri che così non si “distraggano” i soldi dei contribuenti?

Facciamo un piccolo esempio: un comune costituisce una società per azioni per raccogliere le proprie immondizie. Questa società inizia con il capitale di x euro che non sono altro che soldi dei cittadini. Bene o male questa società inizia a raccogliere le immondizie e si “paga” trattenendo per sè una quota della tariffa che i cittatini pagano per la raccolta immondizie. facciamo finta che questa storia duri tre anni e che in questi tre anni non ci siano grossi problemi. Poi la società ritiene opportuno tentare la strada di ampliare le proprie attività. Tutto fa brodo, dal fornire servizi a comuni limitrofi ad imporovvisarsi imprenditore anche su settori di servizi pubblici sconosciuti. Se poi la nostra  società partecipa a gare allora à disposta a fare ribassi altissimi pur di aggiudicarsi l’appalto. Tanto alla fine i rischi sono dei cittadini che saranno chiamati a rifinanziare il capitale della società.

Noi ci possiamo guardare smarriti di fronte a queste affermazioni, ma è proprio quello che succede. E ben lo sa la comunità europea che ci dice: ma così facendo voi italiani snaturate completamente il mercato.. .e ci impone sanzioni, ma questo dovrebbe essere molto evidente a noi cittadini della provincia di Venezia che abbiamo partecipato alla creazione di Veritas spa attraverso la fusione di più società locali….  Vesta è una società dai conti in profondo rosso. Cattiva gestione, investimenti eccessivi, realizzazione di una sede aziendale che è un monumento al nulla da un lato e allo sperpero dall’altro…produttività bassa. Ambizioni molto alte. Ma i capitali sono sempre e solo quelli dei cittadini.

Le società pubbliche,  nate come società di scopo, del tipo: tu raccogli immondizie, tu gestisci l’acqua, tu questo e tu quello, cominciano  vedere  un grande business: gestire una miriade di servizi, incrociarsi tra loro, creare hoding, farsi quotare in borsa…. siamo alla fine degli anni 90 nascono le multiutilitya tutti gli effetti e tutti a guardare ASM di Brescia o  AEM di Milano… battistrada di una nuova stagione dove il pubblico è anche imprenditore di settori prettamente pubblici…

nel frattempo a livello di politica nazionale, specie da parte della sinistra, si stanno ridimensionando le partecipazioni statali…

 Nessuno leggeva ancora la nascita di tutte queste multiutility come il rilancio di una strategia di “partecipazioni comunali” altrettando nocive e pericolose delle partecipazioni statali (che comunque hanno avuto anche episodi di eccellenza), ma talmente polverizzate e settorializzate che alla fine sono passate indenni per un decennio…. poi qualcuno ha detto: no, ragazzi, così non si fa….

e questo lo lascio alla prossima puntata, anche se devo anticipare che nessuno, da noi, ha pensato nemmeno per un attimo di prendere in seria considerazione l’ammonimento europeo…..

parliamo di muntiutility?

10 Agosto 2009 di marconoale

traggo lo spunto dal video di Andrea Causin, candidato a segretario regionale del PD veneto per conto della mozione che fa capo a Franceschini, per provare a dire la mia sulle multiutility. Non ho alcun intento polemico e forse il sarcasmo che ogni tanto farà capolino dai miei scritti su questo tema non ha alcun riferimento alle nostre vicende congressuali… o no?

Andrea Causin mi sembra dia come elemento strategico la “fusione” delle varie società pubbliche che gestiscono acqua, rifiuti, un po’ di questo e un po’ di quello,  dentro un contenitore più grande così come individua nella riorganizzaizone delle usl e delle società delle autostrade un mezzo per ridurre i costi della politica.

M i pare n tema molto interessante perchè ha profonde implicazioni sul territorio.

Quello che è strano e che un po’ desta perplessità è che da qualsiasi parte si guardi a queste società pubbliche ci si trovi di fronte a problemi più “grandi” di noi e per certi versi incomprensibili.

riporto una frase presa un po a caso dalla cronaca:

 

«Mi sono stufato e non ne parlo più perché di là stanno facendo un’aggregazione Piemonte-Emilia Romagna-Liguria, Milano si è già aggregata e qui i nostri, da veri nani, da Trieste fino a Verona, pensano solo alla poltroncina personale e a fesserie come il con-cambio. Insomma inventano scuse per mantenere la posizione di privilegio».

Chi è l’ oscuro personaggio che si scaglia contro la frantumazione delle nostre multiutility e che vede per il veneto una grande aggregazione che spazzi via i nani e gli interessi di poltrona di pochi?

E’ nientepopòdimenoche Giancarlo Galan in persona! C’è una unità di visione: tutti concordi per una grande multiutility!

E allora ?

Allora, secondo me, dietro questa storia delle società che gestiscono i servizi pubblici quali l’acqua, il gas, la raccolta rifiuti e quant’altro ,si nasconde uno dei meccanismi di truffa peggiori che esistano. Ma è una truffa furba, trasversale, “politica”. Dentro queste società, dietro a queste società, si cela un potere vero a volte anche amministrato in modo corretto, ma altre volte in modo corrotto. Sarebbe interessante provare a capire come funzionano.

Io ne so abbastanza poco, ma quel poco che so mi continua a tornare fuori come dubbio. E’ possibile che tutto sia così complicato? E perchè un esponente dell’opposizione dice esattamente quello che dice il Governatore del Veneto? e perchè questa unità di intenti non si traduce in atti?

Ma dove sono andato ad infilarmi!

Dunque proviamo a seguire la storia per quello che posso ricostruire.

 

Quando sono venuto ad abitare a Noale, circa 30 anni fa, conobbi un vecchio di oltre 80 che mi “iniziò” alla cura dell’orto.  Quando si trattava di inaffiare i fagioli l

ui raccoglieva a secchiate l’acqua del fosso e l’utilizzava tranquillamente… I no, diffidavo di quell’acqua .. Certo, mi disse lui hai ragione, ma una volta noi quest’acqua la bevevamo (alla faccia della leptospirosi!)… cioè, circa un secolo fa, si beveva additittura l’acqua di superficie,  Scavando pochi metri, nel nostro comune si arrivava tranquillamente alla prima falda di acque che se le bevi oggi rischi di brutto, ma che una volta erano tranquillamente potabili.

Il sistema fognario era, poi molto semplice…. una grande buca non troppo lontana da casa ma posizionata possibilimente sottovento,  un piccolo casotto in legno e via, il cesso era fatto…. Qualche anno fa era ancora possibile impattersi in questi casotti dal profumo un po’ particolare..

Nno c’erano le multiutility.

In alcune città, però, l’approviginamento dell’acqua non era così semplice. Basti pensare a Venezia, ai suoi pozzi/cisterna riempiti a  forza di braccia che trasportavano in città l’acqua del Brenta, alle sue pestilenze…

Poi già a partire da fine ottocento era entrata nella testa della gente l’idea delle case sane, del bagno in casa, dell’acqua corrente…. della fognatura… era inziata l’era moderna! le leggi sulla sanità…A questo punto si doveva risolvere il problema su chi doveva trasportare l’acqua, o su chi doveva costruire le fognatura .

i rifiuti prodotti erano proprio pochi e finivano il discariche che erano praticamente le antenate delle nostre discariche ma erano ache infinitamente più piccole.

Che addetto alla gestione dell’acqua fosse l’ente pubblico per eccellenza era abbastanza consequenziale… l’acqua era ancora res pubblica, o addirittura res nullius…. In altre parti l’acqua era di chi aveva le fonti, esistono ancora gestori privati eredi di quegli antichi proprietari delle fonti…. un tempo il diritto di proprietà si estendeva al sottosuolo … in proiezione fino al centro della terra… che addetto alla racolta dei rifiuti fosse ancora l’ente comune era anche questo implicito

Diciamo che il comune era il titoloare dell’acqua pubblica e difatti spettava al Comune fare la fontana pubblica dove tutti potevano accedere dissetarsi, lavarsi , ecc. Il sindaco era anche l’autorità sanitaria per eccellenza ed era suo compito garantire la salute pubblica, da qua la compatenza ai rifiuti, alla fogna, alla salute degli alimenti.

un mondo di molto semplificato rispetto ad oggi.

Già però all’inizi del 900 la questione “gestione” acqua si complica. IL tema dei rifiuti e della fognature assurge a tema centrale della vita cittadina.

il testo unico della legge comunale e provinciale prevede che il Sindaco si possa dotare una una forma nuova di organizzazione che è l’azienda municipalizzata… una sorta di organizzazione che fa comunque capo al comune, ma che dovrebbe essere costruita con lo stesso criterio con cui si costruisce una azienda.

E qua inizia la vera storia di cui stiamo parlando.

portare a casa della gente l’acqua implica almeno due attività distinte: la prima è quella di realizzare e mantenere la rete di tubazioni che arrivi dentro ogni casa , l’altra è quella di gestire i rapporti con gli utenti… tipo mettere il contatore, leggerlo, fare la bolletta riscuotere i pagamenti…. così per l’acqua, così per le immondizie, così per la fognatura…

E qui ogni comune si scatena. C’è quello che fa una municipalizzata, quello che ne fa due e quello che ne fa tre. C’è quello che non fa neanche niente. E poi c’è quello che fa la municipalizzata per gestire i rapporti con gli utenti ma si tiene per sè la realizzazione della rete di tubi, quello che invece fa il contrario. Insomma ognuno risolve a suo modo.

Introduciamo un ulteriore variante: il consorzio. Nella nostra storia esisitono i consorzi obbligatori e queli volontari.

Sulla gestione dei servizi, specie quelli idrici, si formano consorzi volontari, A questi aderisce un comune sì, un altro no. Insomma è un caos.

Questa situazione dura fino al 1990.

 alla  prossima puntata

 

il partito democratico a congresso

8 Agosto 2009 di marconoale

dunque siamo a congresso.

Scontri tra grandi idee, analisi precise e puntuali, contrapposizioni strategiche di grande prospettiva. Le migliori menti del paese che ci illuminano.

Polemico? fate voi.

Deluso? certo, profondamente e tragicamente deluso dal dibattito politico. Mi sbaglierò, ma ho la sensazione di trovarmi davanti ad una classe politica sempre più lontana dalla gente, sempre più casta (non nel senso di “vergine”) e sempre meno propensa a capire e a leggere la realtà delle  persone. E’ come se la grande meteora di Berlusconi, la sua trasformazione della vita reale in una sorta di spot pubblicitario permanente, avesse contaminato anche la capacità di leggere la realtà. Non ci riferiamo più alle persone reali, a quelle che prendono uno stipendio (se hanno ancora la fortuna di prendere uno stipendio)  di 1000 euro, ai piccolo imprenditori, ai commercianti ai ceti medi… non parliamo più di questa società assurdamente individualista… non parliamo di crisi in termini concreti, neghiamo tutto e continuamente…..

ma di che sto parlando?

Premessa: allo stato attuale il mio atteggiamento è quello di chi piuttosto che pensare a chi voterà al congresso sta sinceramente pensando che sia meglio tornare a fare la calza. Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse qualcosa di interessante e mi coinvolgesse… ma temo di trovare il deserto. E per ora il nulla sembra la parte più rilevante.

Certo, ho provato a leggere i vari programmi…. di solito mi sono fermato alla prime pagine. delusione!

ho provato a guardale i vari video dei candidati e dei supporter…palle!

poi Andrea Causin, mi ha  mandato una mail con un suo video.

Lo chiama “programma”. Causin è candidato alla segreteria regionale del Veneto per il PD.

Il suo video è professionale. E’ uno spot, è in tema col mondo, non dice niente,  è pura pubblicità. Segna un ulteriore passo indietro. Si rivolge a me, semplice iscritto al partito democratico e mi dice frasi tipo : sostenere il turismo, sviluppare l’economia, sviluppare le competenze, fare una grande multi utility ragruppando tutte le varie piccole aziende del veneto ecc…

L’accostamento tra competenze e accorpamento di multi utility sa molto di antico. Magari se qualcuno si studiasse un po’ la questione salterebbero fuori cose inaudite…..

Lo sviluppo? io credo che su questo tema il partito democratico dovrebbe impegnarsi un tantino di più.

e lo dico tanto per futura memoria: siamo sicuri che la parola “sviluppo” sia ancora attuale? siamo sicuri che all’idea di “sviluppo” corrisponda anche un idea di miglioramento per la condizione dell’uomo e della società?

Caro Andrea Causin,  lo sviluppo, con tutti gli aggettivi che vuoi, “sostenibile”, “compatibile”,  o che altro, va un attimo meglio chiarito ed affrontato.

Finora lo sviluppo compatibile o sostenibile ha comportato che le multinazionali imponessero sul mercato i loro prodotti magari marchiati biologico, ma che hanno letteralmente strozzato l’agricoltura, distrutto l’economia della montagna e distrutto il territorio veneto grazie ad uno sviluppo edilizio folle e disennato.

Tutto questo grazie al connubio impresa e politica. Dove è  la nostra differenza stando alle tue proposte?

altra domanda: possibile che, come iscritti al partito, siamo trattati come dei puri elettori da conquistare attraverso spot pubblicitari e non attraverso analisi e ragionamenti un po’ più seri?

Si, Causin, leggo spesso le tue analisi sulle tue news, ma sono poco articolate e anche queste sembrano essere meramente assertive , ma almeno tu qualche analisi la fai, solo che troppo spesso sono sbagliate e superficiali e peccano nel non instaurare dibattito e dialogo.

Dunque, se deve esserci dibattito, apriamolo questo dibattito. Vogliamo parlare di idea di sviluppo? bene magari su questo proverò ad incalzare tutti i nostri tre candidati veneti…

Veneto: quale sviluppo? potrebbe essere il titolo dellì’ennesimo convegno, oppure un modo serio di riflettere sul nostro futuro… io lancio il sasso!

contro il decreto Alfano

14 Luglio 2009 di marconoale

decreto alfano

Cerchiamo collaboratori

14 Luglio 2009 di marconoale

Gente tosta, che non ha paura di chiedersi e di chiedere che cosa succede nel nostro territorio.

Gente che guarda ai fatti e non si lascia ingannare dallo splendore degli effetti speciali

Gente che sa dire vino al vino e pane al pane.

Va be’, e che vuoi fare con questa gente? Semplice voglio raccontare quello che succede nel nostro territorio. Voglio raccontare e riportare pezzi di vita di gente normale che non vive dentro uno spot televisivo… che ha difficoltà a sbarcare il lunario e che magari ha perso il posto di lavoro…oppure voglio raccontare cosa fa oggi un contadino: Un contadino? ma esistono ancora? c’è ancora gente che produce grano, munge vacche, coltiva rape? ma dai!

e poi che mire ci sono nel nostro territorio? Quali strani progetti viari ci toccheranno  e veramente vogliono costruire un grande polo commerciale a Dolo? e chi ci sta dietro? e che cosa dicono a proposito i politici, e cosa sostiene chi non è d’accordo? possiamo parlarne e sentire tutte le campane?

Ma veramente la Regione Veneto permeterà di ampliare i capannoni anche fino al 40% in più di superficie? cosa succederà? ci sarà una rincorsa alla speculazione oppure è tutta una grande balla  che non cambierà minimamente le cose? E quanto succederà a Noale, avverrà anche a Spinea o a Salzano? Indaghiamo, chiediamo, guardiamo e raccontiamo.

Niente balle! Fatti, documenti, riscontri.

ma anche diamo voce a chi deve dire la sua.

I fatti devono essere provati,  le opinioni devono essere espresse liberamente

ecco. Potrei andare avanti con gli esempi… ma se c’è qualcuno un po’ curioso, con la voglia di capire che le apparenze a volte ingannano o ha il coraggio di dire le cose come stanno….. ecco… potrebbe mettersi in contatto con me e provare a collaborare con el tamiso rivista on line del nord est…. poi si vedrà…

e chiaro… non ci stà proprio niente da guadagnare… almeno all’inizio… poi, se la cosa preden piede, chissà!

Ma chi contava sull’ignoranza e sulla disinfornazione non si faccia illusioni. Noi ci siamo e staremo con gli occhi bene apperti a raccontare quello che succede e documenteremo tutto…

Ricordate: noi ci siamo!

il congresso del PD

7 Luglio 2009 di marconoale

si scaldano i motori. Come scrive vaiattila i canditati alla guida dal PD si stanno affrontando. PEr cosa?

alla fine non si capisce mai perchè e su cosa ci si divida. I termini di confronto sono generici: il vecchio e il nuovo è il tema centrale. La parola da tutto condivisa è “rilancio”, seguito da “rinascita”.

Ma noi, piccoli democratici di questo paese posto al confine dell’impero, cosa pensiamo? e chi sosteniamo? ma non tanto dei nomi nazionali, ma chi sarà in qualche modo meno “avvinghiato” agli apparati di potere locali?

a me di alzare la manina per votare questo o quello non mi garba. Io voglio capire se esiste qualcuno che ha delle proposte plausibili e ha anche il coraggio di andare avanti con le sue proposte.

fate penitenza!

26 Giugno 2009 di marconoale

Io mi ci vedo, avvolto in un saio nero, girare per Noale urlando con voce profonda e cupa: fate penitenza! Mi ci vedo la sera, dopo il tramonto, brandendo un bastone che sempra un bastone, ma in realtà è un randello buone per darlo nella schiena dei peccatori: fate penitenza!

Poi succede di trovare un altro, anche lui avvolto in un saio nero, anche lui con voce cupa e gutturale che anche lui urla: fate penitenza!  Lo guardo perplesso e diffidente. Brandosce il bastone in modo strano… pronto a colpire.

Insinua: – guardati dai falsi profeti!

di rimando gli urlo:  solo la fede mi guida! – veloce come un fulmine il mio bastone parte verso la sua spalla sinistra, ma colpisce con violenza a mezz’aria il suo bastone.

dopo due ore di bastonate reciproche cadiamo a terra esausti.

Ehi, gli dico, vuoi un sorso?    e gli porgo la mia borraccia piena di prosecco ancora fresco… Grazie dice lui tirando fuori dalla bisaccia un pane e un po’ di formaggio… e me ne porge metà…

Ma tu da che parte stai?

-io sto con i perdenti  e tu?

anch’io…

ma allora stiamo dalla stessa parte…

sì, ma io credo che sia colpa del PD.

Io invece credo che sia colpa di Zalundardo.

Io credo che il partito abbia fato troppo poco

io credo che il canditato sindaco non ci abbia coinvolto per niente…

…..

va be!… a questo punto non ci resta che continuare a bastonarci….

C’è stata ieri una riunione.

Che palle!