casa di riposo: il comune “vince” la causa….

26 agosto 2010 di marconoale

Appare l’annuncio che il Comune di Noale ha aggiudicato la gara per l’affidamento del “servizio”  della Casa di Riposo.

Dunque, mi chiede, un amico, vuol dire che il Comune di Noale ha vinto il ricorso avanti al Consiglio di Stato?…

Può essere, ma potrebbe anche essere successo un qualcosa d’altro, ossia che la cosa si è appianata per altre vie…

Sarebbe? mi chiede il mio  interlocutore.

Sarebbe che che la cooperativa Codess, che aveva vinto il ricorso al TAR del Veneto, ha deciso di “ritirarsi”?

Come, mi incalza il mio interlocutore… prima spendono i soldi per fare un ricorso, lo vincono in primo grado e quando tutto sempra dare ragione a loro si ritirano? ma che senso ha tutto questo!

Anima candida! Forse esistono altri mezzi per “accordarsi”… forse nella disponibilità dell’amministrazione ci sono altro possibilità di accorso che non ci è dato sapere perchè avvengono nel chiuso di una stanza e che comunque quasi sempre comportano la cessione di diritti che non erano “disponibili” e che comunque non dovrebbero esserlo…

Cioè?

Non lo so, Posso solo”ipotizzare che della Codess sentiremo parlarne ancora perchè un qualcosa in questo Comune deve pur averlo ottenuto… potrebbe essere anche solo una promessa… o la possibilità di “gestire ” un servizio o quella di essersi accordata con la società che ha “vinto” la gara o che altro… poi la storia ci “racconterà come sono andati i fatti.

I fatti, per ora, sono molto chiari sul destino “pubblico” della Casa di riposo: tempo tre anni sparirà ogni traccia di “servizio pubblico” e la casa di riposo di Santa Maria dei Battuti (il nome pare sia l’unico segno di continuità con il passato)  sarà una struttura del tutto privata senza che la Cosa pubblica possa interferire con essa….

è questo un male? non lo so. E’ però, sicuramente, una cosa diversa da quella enunciata e votata dal Consiglio Comunale

casa di riposo: qualche dubbio?

3 agosto 2010 di marconoale

I dubbi, ovviamente, sono i miei.

Cioè, mi chiedo: se l’amministrazione comunale voleva “uscire” dal problema “casa di riposo”, perchè non lo diceva chiaro e tondo?

del tipo: la casa di riposo ci costa tot, sistemare l’attuale casa si riposo costa tot,,, non abbiamo denaro in cassa e quindi il sistema più indolore sarebbe quello di dare in concessione all’esterno la gestione della attuale casa di riposo e finirla là, senza altri pasticetti… E’ un servizio a termine: tra due anni, tre anni, il servizio chiude e basta!

io parlo da ignorante, perchè non mi sono mai interessato della casa di riposo di Noale, ma appena ho letto il bando di gara mi è sorto un dubbio, cioè … ma che cosa vuol dire un bando del genere?

se non me ne intendo di case di riposo confesso che una certa dimestichezza con i bandi di gara, purtroppo, c’è l’ho e quando l’oggetto non è chiaro mi sorge subito un dubbio: difficoltà di espressione o linguaggio esoterico? (avevo scritto “iniziatico” al posto di esoterico, ma in tempo di logge e loggette è meglio essere chiari, qui da noi non c’è alcuna loggia o alcuna lobby, c’è solo una classe politica che è iniziata ai misteri dell’alto sapere filosofico e in quanto tale parla un linguaggio non sempre comprensibile a tutti).

Perchè il concetto è difficile da capire: nel momento in cui si decide di chiudere di fatto la gestione pubblica della casa di riposo, dando l’opportunità ad un soggetto privato di agire come se fosse pubblico, ma svolgendo esclusivamente una attività di natura prettamente commerciale, ossia di esclusiva rilevanza economica, così come sarà il futuro albergo o clinica per anziani, è necessario anche ribadire a chiare lettere che quel soggetto privato agisce in virtù di una concessione.

Una concessione a fare che cosa? una concessione di che cosa?

per me resta un mistero.  Solo perchè il comune impone il nome della futura struttura si tratta di un pubblico servizio?

quando tra quaranta anni la concessione (concessione di che?) finisce, cosa succede? la casa di riposo chiude? a questo punto il comune subentra nel suo originario ruolo e che fa, un altra gara?

Se un privato intende aprire nel comune di Noale una casa di riposo e lo fa in qualità di semplice “privato” che iter e che tempi ha per agire? e se lo stesso privato invece che come semplice privato agisce in qualità di concessionario di servizio pubblico, non è che questo  ha un qualche vantaggio?

Continuo a non darmi una spiegazione logica, ma io non mi sono mai interessato delle vicende della casa di riposo e credo che continuerò a non occuparmene, perchè la questione non mi riguarda…. quando sarà il momento mi ricorderò che, in quanto cittadino noalese avrò diritto ad uno sconto del 5% e se me lo potrò permettere allora ne approfitterò!

Statemi in salute!

sull’argomento qui trattato  potete vedere i precedenti post:

casa di riposo e project financing 2:  http://marconoale.wordpress.com/2010/08/02/la-casa-di-riposo-e-il-project-financing-2/

la casa di riposo e il project financing: http://marconoale.wordpress.com/2010/07/16/la-casa-di-riposo-e-il-project-financing/

l’appalto per la casa di riposo: amen http://marconoale.wordpress.com/2010/06/11/lappalto-per-la-casa-di-riposo-amen/

marco

la casa di riposo e il project financing – 2

2 agosto 2010 di marconoale

Dunque, riassumendo: di solito si parla di project financing riferendosi alla costruzione di un immobile.

Ma poi si scopre che non si tratta solo della costruzione di un edificio, ma anche della gestione di un servizio pubblico.

Nel caso, invece, della casa di riposo di Noale è da subito chiaro che si tratta della “concessione” di un sevizio. Perfetto! Almeno questa volta, non avrò niente da ridire! Certo!

Ma  andiamo con ordine.

A novembre 2009 il Consiglio comunale approva all’unanimità una delibera dove, dopo aver preso in esame le criticità della gestione della casa di riposo (costi, scarse risorse per interventi sull’immobile, carenze normative e di criteri gestionali ecc) si afferma:

Alla luce di ciò, si ritiene che la soluzione più appropriata per la soluzione delle problematiche che affliggono da tempo il servizio comunale di casa di riposo sia quella di percorrere la strada maestra indicata dal legislatore, e cioè l’affidamento a terzi della titolarità del servizio attraverso la sua concessione.

Attraverso tale istituto si conserverà al servizio la caratteristica di pubblico servizio comunale, si conserverà al Comune un importante ruolo di controllo e di garanzia assistito da poteri pubblicistici, si eviterà di onerare le finanze comunali con inutili spese ed anzi, si recupererà al comune la disponibilità dell’attuale edificio, che anche se in condizioni inadatte ad ospitare una casa di riposo, ha un notevole valore economico e potrà essere utilizzato in modo alternativo.”

Perchè  l’amministrazione comunale è veramente convinta :

questa Amministrazione, a fronte della teorica possibilità di dismettere in toto il pubblico servizio (realizzando quindi la sua privatizzazione), non intende privare il Comune ed i suoi Cittadini di questo importante servizio sociale pubblico e si è quindi proposta di ricercare una nuova modalità di gestione che sia da un lato compatibile con le norme che attualmente regolano il settore e con le loro modifiche in corso (ma ormai già definitivamente delineate dal Parlamento), e dall’altro, sia in grado di conservare al servizio quelle caratteristiche di pubblico servizio che tradizionalmente lo caratterizzano e che questa Amministrazione intende fortemente conservare. Anzi, il Comune di Noale intende ulteriormente valorizzare il proprio ruolo arricchendo l’offerta di servizi alle famiglie con un nuovo servizio di Centro Aperto per Anziani.

Giustamente, quindi, la gestione della casa di riposo di santa maria dei battuti si configura come una “concessione” di servizio pubblico. con un suo contratto di servizio, uu suo inizio e una sua fine, e, perfino, un canone che il concessionario (privato) deve pagare ad un concedente (pubblico).

Ora, dichiarati gli intenti, passiamo alla fase operativa.

La Giunta comunale, con propria deliberazione n.171 del dicembre 2009  stabilisce le linee guida per la gestione deell’appalto.

il punto nodale è il seguente:

“- l’affidamento è previsto secondo una combinazione di criteri che tengano conto dei seguenti elementi qualitativi, ed economici:

- localizzazione della nuova struttura;

- caratteristiche della nuova struttura;

- caratteristiche della porzione di nuova struttura destinata a CA (Centro Anziani), con opzione da cedere in proprietà al Comune di Noale;

- progetto di gestione della struttura attuale;

- progetto di gestione della nuova struttura;

- Tempistica, Piano Economico e Finanziario, condizioni economiche.”

non c’è storia. Tutto viene a cadere dentro questo problema: la nuova struttura.

Ma non era una concessione di servizio pubblico?

Ecco che il punto centrale si svela come un arcano gioco di scatole cinesi… Il problema è che invece che la gestione della casa di riposo, qui si sta realizzando una sorta di project financing dove l’oggetto è la realizzazione della nuova struttura della casa di riposto… che sarà affidata in “gestione” per un tot di anni al provato per diventare, poi, proprietà pubblica…

Macchè, sbagliato di nuovo!!!!!

la struttura oggetto della convenzione di concessione resterà di proprietà privata!

(e quando formalmente  tra 40 anni scadrà la “concessione”, che cosa succederà?)

il Comune potrà avere

“-….  un diritto di opzione a favore del Comune per l’acquisto di un immobile o porzione funzionalmente autonoma da adibire anche a Centro Anziani (CA) di importo non superiore all’eredità Daminato di € 840.000, e con una superficie non inferiore ad almeno 300 “

Diritto di opzione solo su parte del nuovo immobile da adibire a Centro Anziani e già si stabilisce l’ambito del “valore” di tale opzione che se qualcuno ha interesse a lucrare ne ha ampia facoltà.

Ma almeno il comune inciderà sulla gestione della nuova casa di riposo. Oh no?

No. Il comune fissa solo le tariffe di passaggio da qui al momento dell’ingresso nella nuova struttura… che dovrebbe essere il 2012… poi anche gli attuali ospiti entreranno nella nuova tariffazione che sarà determinata

  • per la nuova RSA una retta giornaliera che verrà proposta dai concorrenti.. Limitatamente agli utenti già ospiti dell’attuale struttura in dismissione al momento dell’avvio della nuova: una retta giornaliera pro-capite articolata con adeguata scontistica per un periodo massimo di tre anni, al fine di ricondurre ad eguaglianza, nell’arco di un triennio, le condizioni economiche valevoli per tutti gli ospiti in considerazione della nuova e qualificata erogazione dei servizi (IVA compresa nel caso sia dovuta), fatti salvi gli adeguamenti delle tariffe più avanti previsti;

In definitiva il contratto che si mette in essere e che è oggetto del bando è semplicemente quello relativo alla gestione temporanea da qui al 2010 della casa di riposo attuale. Gestione  che prevede, di fatto, la totale uscita dalla casa di riposo di ogni forma di servizio pubblico lasciando semplicemente in piedi una sorta di “commissione” composta da Sindaco e da due consiglieri che avranno esclusivamente compiti di …

previsione di una Commissione di Garanzia – per l’esercizio di funzioni di vigilanza e controllo sul rispetto della concessione.

Ma se le tariffe saranno fissate esclusivamente da privato, se la proprietà del bene resterà del privato, se la gestione del servizio risponde esclusivamente al privato, se l’unico “vantaggio” che resterà ai cittadini del comune sarà quello di avere diritto ad uno sconto del 5% sulle tariffe imposte da “concessionario”, qualcuno, con grazia, mi sa spiegare che cosa il comune “concede” come servizio pubblico?

Al di là delle parole, la sostanza dei fatti e che al posto di un servizio pubblico, si da l’autorizzazione alla creazione di una nuova struttura ad uso casa di riposo che non dovrà avere alcuna caratteristica di “pubblico servizio” (potrebbe essere anche una casa di riposo per milionari) e dove tra 2 o 3 anni in Comune non potrà metterci becco essendo del tutto privo di poteri di controllo gesrtionale e dove il comune non potrà obiettare alcunchè: se questo era lo scopo, perchè non dirlo chiaramente?

E l’opposizione concorda con questo totale svuotamento di un servizio pubblico ceduto in virtù di chissà che?




la casa di riposo e il project financing

16 luglio 2010 di marconoale

A prescindere da come si concluderà la vicenda giudiziaria, la scelta di fare la casa di riposo in “project financing”  mi desta una qualche perplessità.

Che cosa è il project financing ovvero sia la “finanza di progetto”?

beh, a dirla tutta è il solito pasticcio italiano dentro cui ci stà un idea anche giusta, ma con una realizzazione che porta inevitabilmente da tutt’altra parte. All’orizzonte della storia italiana ci stanno pochi esempi virtuosi di questa sorta di ingegneria fianaziaria che dovrebbe essere un motore importante dell’economia, ma che si traduce, a conti fatti, in un grande bluff… anche quanto non sembra… come nel caso dell’ospedale dell’angelo, primo grande esempio di project financing fatto nel settore della sanità…

Quali sono gli elementi di questo project financing all’italiana?

intanto, il primo luogo, ci sta l’idea di un servizio pubblico.  Attenzione, un sevizio pubblico non è necessariamente un opera pubblica. sono due cose diverse.

Molte  amministrazioni tendono a confondere i termini. E’ anche vero che spesso un “servizio pubblico” comporta la realizzazione di un “opera pubblica” e troppe volte si finisce per guardare al dito che indica la luna piuttosto che alla luna stessa.

Così anche il testo della legge crea un po’ di  confusione perchè all’art.153 del D. Lgs 163/2006 (cosiddetto Codice degli appalti) si parla di realizzazione di opere pubblica  a mezzo di finanza di progetto…Non entro in questioni tecniche, ma è come dire: signori, se qualche comune vuole costruire una scuola media o un asilo o una casa di riposo e non ha i soldi, può comunque farlo con un project financing ossia facendo una gara dove oltre che la realizzazione dell’opera si mette in gara anche il modo per finanziare l’opera… semplice no?

Sì, però alla fine qualcuno l’opera la deve comunque pagare… Dettagli!, dettagli insignificanti….

PEr esempio l’ospedale di Mestre è stato realizzato con il project financing. L’ospedale di Mestre, mi pare, ha costato 160 milioni di euro. Di questi una parte del denaro èera pubblica… un altra parte viene dalle banche che hanno finanziato una società costituita apposta da una serie di imprese…

Ma alla fine qualcuno i soldi alle banche li deve restituire… come avviene Questo? nel modo più semplice…. la società che ha costruito l’ospedale e che ha finanziato parte dell’opera ha anche “acquisiti” la gestione di una serie di servizi…. dalla gestione della mensa a quella delle camere per dozzinanti, dalla gestione degli spazi interni a quella dei parcheggi, e via dicendo al punto che, se si dovesse guardare alla luna anzichè al dito che la indica, si scoprirebbe che l’appalto complessivo dell’ospedale di mestre “vale” molto, ma molto di più di quello che vale la semplice realizzazione dell’opera… Quanto vale? non lo sappiamo, perchè, sempre delle serie sulla trasparenza, alcune cose, fatalmente sono opache e risultano refrattarie alla trasparenza…

Nel project financing della cosa di riposo di Noale, il gioco è ancora diverso… ma ancora una volta, mi spiace notarlo, le cose non sono poi tanto chiare…

Nel project financing della casa di riposo di Noale il dito non  punta nemmeno alla luna ma indistintamente ad un punto lontano, ad una nebulosa indefinita.

Ovviamente, la continuazione della storia al prossimo post….

L’appalto per la Casa di Riposo: amen!

11 giugno 2010 di marconoale

tempo fa il Comune di Noale ha fatto un bando dove invita le imprese a partecipare alla gara per l’affidamento in concessione del servizio della Casa di Riposo di Noale.

Cioè, dice il Comune, siccome io non faccio l’imprenditore di mestiere, è meglio che questa attività che comporta costi di gestione, organizzazione, personale, efficienza e quant’altro, invece che gestirla direttamente è meglio che la dia a qualcuno che fa questo di mestiere: magari un imprenditore che amministra per me e secondo i miei obiettivi questa struttura.

Questo modo di affrontare il tema dei servizi sociali, cercando di assegnare l’attività di “gestione” del servizio pubblico ad un soggetto ” privato” passa sotto il nome di esternalizzazione… e noi siamo pieno di esternalizzazioni, alcune buone (molto poche), alcune cattive (la stragrande maggioranza…)

La differenza tra una “esternalizzazione” buona e una cattiva sta sostanzialmente nella definizione  esatta di che cosa debba fare l’impresa che assume l’incarico e nelle attività di “controllo” che il comune riesce a mettere in atto. Cioè quando un ente affida ad una impresa la realizzazione di una qualsiasi attività deve essere molto chiaro che cosa si aspetta l’Ente pubblico, che cosa deve fare il gestore privato, quali risorse saranno spese, quali compensi spetteranno al privato, quali controlli potrà esercitare l’ente pubblico, quali saranno le eventuali sanzioni per le inottemperanze del privato… quali saranno i servizi “minimi” che spetteranno al privato e via dicendo… ossia ci dovrà essere un “contratto di servizio” molto preciso e molto attento nel determinare oneri ed onori…

Perchè c’è un problema molto banale dietro alla concessione di un servizio pubblico ad un soggetto privato ed è che la “logica” del privato tende inevitabilmente a fare ogni giorno i conti con i risultati economici del servizio, mentre il controllo dell’ ente pubblico sui “risultati” del servizio pubblico tende a diminuire con il passare del tempo…

Succede, quindi, che anche i casi migliori di “esternalizzazione” di servizi pubblici vadano, con tempo, peggiorando. I casi peggiori, invece, non vanno quasi mai migliorando…Cioè io non conosco esempi positivi in tal senso…ma questo è un limite mio!

Insomma, il comune di Noale dice: gestire la casa di riposo per me è un onere eccessivo…. lo affido ad un privato! Scelgo il migliore o quello che mi fa la migliore offerta tenendo conto non solo della parte economica, ma anche della qualità del servizio che egli mi offre (offerta economicamente più vantaggiosa)

E siamo così arrivati alla redazione del bando di gara dove si parla di “concessione di servizio”

Leggendo tra le righe, però si scorge una qualche incongruenza….cioè non solo chi vince la gara deve gestire la casa di riposo, ma deve anche costruirla o quantomeno deve proporre una soluzione che preveda anche la realizzazione della nuova casa di riposo e del centro anziani…

Mica è la stessa cosa… sarebbe come se il Governo facesse una gara per l’affidamento del servizio di gestione del collegamento tra Reggio e Messina dove uno si aspetta che riguardi magari semplicemente la vendita dei biglietti del traghetto per accorgersi che in realtà l’appalto riguarda la costruzione del ponte sullo stretto….

Insomma, questa sgangherata gara si fa e vince una ditta… ma qualcuno dei concorrenti impugna il bando davanti al Tribunale Amministrativo perchè, sostanzialmente, la gara non è una gara per l’affidamento di un servizio, ma è una sorta di gara mista, dove non solo c’è il servizio, ma c’è anche la realizzazione delle strutture che devono contenere il servizio…

Il TAR dà ragione al ricorrente e dice che gli atti di gara sono illegittimi e quindi li annulla.

A questo punto cosa farebbe un “buon padre di famiglia”? leggerebbe la sentenza del Tar e cercherebbe di capire se esiste, per caso, anche un qualche errore da parte sua.. Perchè, alla fine, è abbastanza evidente, che il bando così come è costruito, non sta in piedi…  perchè il futuro edificio svolge un ruolo fondamentale.

Dunque un buon padre di famiglia, invece che incaponirsi nell’errore, valuta che comunque sia, quel bando e il relativo schema di contratto di servizio (che mi pare non ci sia e che invece è un atto del tutto necessario per capire come si svolgerà il servizio) è meglio correggerlo perchè è sbagliato comunque. Cioè non tutela il Comune anche nell’ipotesi che il Consiglio di Stato dia ragione alla ditta ricorrrente che persegue interessi altri, diversi, da quelli comunali.

In buona sostanza quel bando, sia o meno giudicato legittimo, è comunque mal impostato non solo perchè non parla delle opere da realizzare, ma anche perchè non mette nessun vincolo effettivo alla verifica del servizio.

Stando a quel bando non si tratta dell’affidamentro di un servizio pubblico, ma semplicemente di una sorta di autorizzazione a costruire una casa di riposo “privata” dove si dissolverà il concetto di “servizio pubblico” e nel giro di poco potrebbe tranquillamente trasformarsi in una casa di riposo per ricchi nababbi  oppure (perchè no?) in una casa di tolleranza per la terza età, oppure in qualsiasi altra cosa..perchè il Comune non ha alcun “potere” di determinare quello che sarà il futuro della struttura, se non un generico obbligo di prendere visione in anticipo di quelle che saranno le tariffe che il privato intenderà applicare …

così la vedono i politici…….

28 maggio 2010 di marconoale

“Oh, Mantovan, è facile criticare standotene seduto  davanti al computer…! Prova te a fare politica!”

Questo è il senso che da destra, sinistra sopra e sotto, mi viene fatta come critica.

Tu fai un sito (tra l’altro che legge solo un mio amico di Bari) e ti diverti a criticare i politici che amministrano la nostra città. Facile…

Troppo facile criticare? No, non è facile nemmeno criticare… forse è facile brontolare, ma criticare significa anche sostenere le proprie tesi e cercare di dimostrarle e cercare di far sì che le critiche reggano a loro volta le critiche di chi ti critica….

invece, gratta gratta, questo fastidio per la critica nasconde un atteggiamento ben diverso.

Mi rifaccio nientepopodimenoche a quanto sostiene Silvio Berlusconi alla conferenza dell’OCSE  del 26 maggio 2010 che, a parte la citazione imbarazzante di un presunto Benito Mussolini, se ne esce con una frase di tal fatta :”In una vera democrazia sono al servizio di tutti, tutti mi possono criticare e magari anche insultare. Chi è in questa posizione non ha veramente potere”…. perchè il vero potere, per Silvio Berlusconi è quello di far tacere chi osa criticarlo. Quindi il problema è questa benedetta democrazia dove ognuno è libero di diffondere il verbo della propria ignoranza, ma guai a criticare il conduttore…

patto di stabilità 2

23 maggio 2010 di marconoale

che il patto di stabilità sia una schifezza lo si capisce a prima vista.

Si dice ai comuni: se voi infrangete il patto di stabilità allora sappiate che avrete queste sanzioni… e via, niente assunzioni, riduzione dei compensi di amministratori e consilieri, riduzione del 5% dei trasferimenti correnti dallo Stato, divieto di accendere nuovi mutui… Cose che il Sindaco Noale spiega molto bene nella sua lettera.

Ora, il gioco dei ruoli è sempre lo stesso. Poniamo che io sia il governo del paese e io decida, per esempio, di fare una grande operazione di immagine, che ne so… per esempio trasformare la Maddalena il un grande polo turistico approfittando del G8, oppure investire nella costruzione di un grande ponte sullo stretto di Messina, oppure semplicemente rifinanziare il deficit pazzesco del comune di Messina, o fare il Mose, o che altro… ma anche semplicemente accettare che altri, tipo la regione sicilia, nomini in un colpo solo 700 dirigenti (settecento) alle Belle arti… Poi quando qualcuno mi fa notare che ho fatto crescere il debito pubblico di un ulteriore tot per cento, allora mi incazzo come una iena e dico ai comuni: vi taglio i trasferimenti!  PEr questo motivo, per il profondo senso di ingiustizia che mi anima, nessuno ha mai pensato di farmi presidente del consiglio… per fortuna di tutti.

Il nostro magnifico governo non usa lo stesso rigore con se stesso come fa per gli enti locali. E’ un problema di miopia. C’è da dire che tutti o quasi i sindaci, siano essi di destra, di sinistra, di sopra e di sotto sono contro queste regole del patto di stabilità e si rivolgono al Governo per chiedere la revisione del patto stesso. C’è il problema che nei fatti il governo non solo non sembra intenzionato a modificare il patto, ma non perde occasione per sottrarre progressivamente risorse agli enti locali. Questo al di là della retorica è un dato di fatto puro e semplice…. per esempio non esiste più in Italia la figura del difensore civico… se l’è portato via un piccolo comma dell’ultima finanziaria… perchè quei fondi (quelli per il difensore civico) devono essere destinati ad altro… e la manovra che il ministro Tremonti si appresta a mettere in opera prevede un ulteriore riduzione dei trasferimenti agli enti locali… insomma, se c’è qualcuno su cui stringere, questo sono gli enti locali, i quali, poveri grami, altro non possono fare che ridurre i servizi, ridurre le opere, ridurre ridurre ridurre…

Questo fenomeno della “riduzione” della disponibilità di spesa dovrebbe indurre ad un maggior rigore nell’utilizzo delle poche disponibilità: per esempio se una persona ha solo 10 euro in tasca e deve mangiare, andare al cinema, comprarsi il giornale e andare dal barbiere… fa uno sorta di programma che richiede una piccola analisi delle necessità e delle priorità… E decide secondo questo criterio… Non è che prende e dice intanto vado dal barbiere e poi vediamo cosa fare… oppure fa proprio così… perchè pensa: se vado dal barbiere leggo il giornale gratis e quindi prendo due piccioni con una fava…  Bravo!

Stando così le cose uno si chiede: ma cosa l’ ha indotto a rompere il patto di stabilità? cioè perchè appena insediato il nuovo Consiglio comunale ha dato vita ad una delibera , la numero 27 del 27 maggio 2009 che ha provveduto a variazioni di bilancio poi ha generato un nuovo piano triennale del opere (delibera Giunta n. 104 del 9/7) 2009 e perchè poco dopo il Consiglio comunale ha approvato (delibera 39 del 21/7/2009) una variazione di bilancio peggiorando progressivamente lo sforamento del patto di stabilità? Allora si poteva ancora porre rimedio e ponderare ( e magari anche spiegare ai cittadini perchè le scelte che si stavano mettendo in essere) con oculatezza le priorità… Ma invece l’Amministrazione comunale non ha avuto dubbi e perplessità… si proceda andando subito dal barbiere dove potremmo leggere il giornale… per la cena qualcuno provvederà!

Ora ci piangiamo addosso! eppure tutti speravamo, sotto sotto, che il nostro illuminato governo nazionale andasse ad una revisione delle norme del patto di stabilità …

(secondo il vecchio detto “pangi e fotti” abbiano scoperto chi sta piangendo…. non tiriamo fuori, per piacere ,storie di escort….)

PS: il sito del Comune di Noale pubblica alcuni documenti relativi al bilancio 2010…mancano gli allegati..cioè il bilancio stesso…..

patto di stabilità

20 maggio 2010 di marconoale

Come tutti i noalesi ho ricevuto la lettera del Sindaco Celeghin sul patto di stabilità.

Per prima cosa plaudo a scena aperta all’iniziativa del Sindaco, perchè finalmente qualche politico ed amministratore si accorge di quanto sia importante far conoscere le cose come stanno.

Mi piacerebbe, però, sapere alcune cose.

La prima riguarda la “liquidità” del comune. Quanti soldi ha il comune? e dove li tiene questi soldi liquidi? in cassaforte, in un conto corrente, in una vecchia scatola di scarpe? perchè dubito che ci sia della liquidità accantonata… forse è ” disponibilità” forse, invece, ci sono pure delle somme in “perenzione”?.

Cioè qualcosa non quadra. Cosa significa, per un comune sforare il patto di stabilità? Significa forse che ha un debito pubblico superiore al 60% del Pil? Di cosa stiamo parlando?

E come mai la Giunta del Sindaco Celeghin, poco dopo essersi insediata, ha modificato il piano triennale e l’elenco annuale dei lavori e si è messa a spendere all’impazzata invece che porre una manovra correttiva di bilancio e rientrare nel patto di stabilità?

Non voglio con questo criticare l’amministrazione, può darsi che fosse assolutamente necessario sforare il patto di stabilità  (magari si doveva anche mettere a posto via Polanzani,) però, a me la cosa non è del tutto chiara.

Ho cercato di trovare gli allegati al bilancio 2010, ma non li ho trovati sul sito del comune… Qualcuno me li può dare?

raccontino: la modernità

12 maggio 2010 di marconoale

L’alcalde contemplava dalla finestra la lunga sequenza delle strade che andavano tutte a finire  sgangheratamente nella piazza principale. Nonostante gli anni passati a contemplare quel panorama riusciva ancora a provare una profonda soddisfazione ogniqualvolta poteva trascorrere qualche minuto nel contemplare quella che riteneva, a ragione, la sua grande opera.

Nato da una famiglia della piccola borghesia cittadina portava in sè un profondo disprezzo per tutto quello che rimandava ad un mondo agreste o che egli, anche inconsciamente, imputava ad un qualcosa di profondamente fuori dal tempo e dalla “modernità”.

Fatalmente si era trovato a fare l’alcalde proprio sotto il governo del Grande Statista che fu un periodo splendido per la modernità. Sotto lo sguardo attento ed illuminato del Grande Costruttore presero avvio opere straordinarie per tecnologia, efficacia, ardimento costruttivo, soluzioni innovative  mai, prima di allora, concepite da mente umana. Il paese prosperò grazie al treno supersonico, alle ardite autostrade costruite su cuscinetti d’aria, alle dighe mobili, alla rete aviosubacquea, alle molteplici reti telepromovisive, alle geniali centrali econucleari verdi. E da buon seguace del Grande Innovatore il nostro alcade si era speso nel rendere la sua cittadina moderna e scattante.

Poichè odiava il mondo rurale come una sorta di antica colpa, aveva incentivato ovunque il ricorso al cemento e all’asfalto come elemento non solo funzionale del vivere moderno, ma come vero elemento estetico.  L’asfaltare le strade era per lui una sorta di missione, costruire nuova viabilità era  il coronamento di un sogno, distruggere le piante e le aiuole una sorta di rivalsa verso tutto quello che puzzava ancora di  letame e di stalla, consentire l’edificazione di nuove case, purchè moderne, era una sorta di trionfo della modernità.

Non parliamo poi della soddisfazione che provava nell’inaugurare nuovi parcheggi, e nel percorrere le strade cittadine, perfettamente asfaltate e bellamente intasate di splendide vetture di concittadini felici e plaudenti alla lungimiranza del loro alcalde.

Tutto questo stava purtroppo per finire. L’epoca splendida della modernità stava per essere sopraffatta dopo che il Grande Amatore era incorso in un spiacevole incidente che ne aveva minato la fiducia nel prossimo, specie in quello femminile, a causa di una malattia disdicevole  e dopo che era divenuto di dominio pubblico che la schiera delle postulanti altro non era che una confraternita di giovani dedite al mercimonio.

E sia, si disse l’Alcalde. Ora i barbari mi processeranno imputandomi tutto il male di questo mondo, ma io lascio una città migliore di quella che ho trovato: senza alberi, che sporcano e rovinano il manto stradale, piena di strade asfaltate e ben illuminate, con bei parcheggi e begli ingorghi… Certo per tutto questo ho dovuto lasciar perdere tante cose, ma queste non erano moderne…. Ora loro, i barbari prenderanno da me una spiegazione, e cercheranno di infangare il mio operato, ma non ci riusciranno…

Già ho visto comparire i manifesti degli amanti della natura che mi chiedono perchè io ho abbattuto tutti gli alberi che costeggiavano le strade… ingrati… perchè gli alberi con le loro radici, rovinano l’asfalto e l’asfalto, in una città moderna è fondamentale… e poi, questi ingrati, non prendono in considerazione tutte le piantine di basilico che ho lasciato loro trapiantare nei loro balconi….

ops!… mi sono proprio sbagliato

10 maggio 2010 di marconoale

Mi dicono che  dalle parti del Comune qualcuno si sia offeso per i miei post su via Polanzani.

Mi dicono anche che qualcuno vorrebbe denunciarmi per diffamazione..

Io so che sono solo voci,  appena appena con un velato accenno ad una qualche involontaria intimidazione…

ma dai! io scherzavo… non è vero che non è stata fatta la gara … basta guardare il sito del Comune e tutti possono constatare che la gara c’è e ci sono tutti i risultati pubblicati…

Ah, ecco , io credevo che l’obbligo di pubblicare gli atti della pubblica amministrazione fosse una cosa di pura forma, una cosa di buracrazia…. ed invece, porca miseria!, pubblicare le cose serve proprio per consentire alla gente come me di sapere cosa succede,,,

(io continuo a non vedere nulla, ma è chiaro che la colpa è mia: io sono miope!)

Ho visto poi che il cartello di cantiere c’è. Bene! anche qua mi sono sbagliato io.

E poi è stato assolutamente giusto buttare giù quegli orribili alberi. Il progetto è bello.

Va tutto bene.

state bene e state sereni sereni.

Se poi è necessario anche ristabilire la verità così pesantemente diffamata da me, allora, si proceda!

ancora su via polanzani

5 maggio 2010 di marconoale

Grazie all’ottimo servizio stampa che mi viene gentilmente girato, mi sono imbattuto sull’articolo del Gazzettino nel quale si narra della comunicazione del sindaco Celeghin in relazione all’abbattimento degli alberi di via Polanzani.

Apprendiamo così della incredibile serie di danni arrecati alla viabilità ciclo pedonale al punto che recidere le malefiche piante è diventata un emergenza assoluta e prioritaria…

Visto che dovevamo tagliare le piante diventa giocoforza rifare i marciapiedi e le piste ciclabili.

Ed ecco che l’intervento, mai andato a gara, dovrebbe  o potrebbe costare circa 480.000 euro. Questo lo deduco ma posso anche sbagliarmi. Sarebbe giusto che ci fosse un cartellone di cantiere che ci racconta l’impresa che si è aggiudicata l’appalto, quali sono le ditte che lavorano in subappalto, quale è l’importo dei lavori e quale è l’inizio dei lavori e i giorni contrattuali di esecuzione dei lavori… sarebbe giusto e sarebbe anche una richiesta che la legge espressamente prevede. Ma alla violazione delle leggi ci stiamo sempre di più abituando.. .e d’altronde siano una nazione dove le libertà sono tante… variabili e soggettive.

Dunque un intervento prioritario. Non discuto le scelte della Giunta. Il sindaco e la sua giunta sono chiamate a decidere ed è giusti che decidano e che si assumano la responsabilità di quanto deciso.

Io, però, obietto anche un altra cosa. Se le esigenze di sicurezza  della viabilità hanno determinato la priorità  dell’ intervento, segnalo che  le modalità di realizzazione della pista non garantiscono la sicurezza.

Certo, molte piste ciclabili sono realizzate con questa metodologia: la pista corre esattamente in aderenza ai cancelli degli edifici. Una macchina che esce non ha alcuna visibilità della circolazione delle bibiclette.

Poi la pista ciclabile, come di norma in Italia, finisce nel nulla. Perchè la Giunta intera non sale i bicicletta e si fa un giro da Noale fino a Mestre? potrebbe apprezzare, soprattutto nel tratto tra Maerne e Olmo, le gioie di questa tipologia di pista ciclabili. Io che l’ho percorsa moltissime volte, ormai su quel tratto  scelgo la strada normale, per quanto possa sembrare assurdo, la trovo un po’ più sicura…

punti di vista diversi

5 maggio 2010 di marconoale



Andrea Causin è un consigliere regionale del PD che, per certi versi, è un astro nascente (o forse lo è stato) della politica Veneta. E’ balzato agli onori della cronaca quando Veltroni, neo eletto segretario nazionale del neo fondato partito (i nei a volte sono pericolosi), volle dare una struttura allargata e aperta alla direzione del partito facendo una sorta di comitato e raccogliendo una serie di volti nuovi della politica, tra cui, appunto il suddetto Causin Andrea.

Andrea tiene un blog http://www.fullio.it nel quale racconta o propone anche temi di natura politica.

L’ultimo post pubblicato è dedicato alla questione del Partito Democratico del Nord. Le argomentazioni usate sono comunque interessanti soprattutto quando si parla della caduta di interesse che il PD riscuote nell’elettorato veneto.

Francamente si è poco parlato della batosta elettorale che la sinistra nella sua complessità si è tranquillamente presa sui denti e mi ha francamente sorpreso la “lievità” con la quale si è affrontato il tema… Elezioni? ci sono state le elezioni? non ce ne eravamo accorti….

E’ come dopo le elezioni comunali di Noale. Io stavo, mio malgrado, dalla parte della Giunta Uscente. Qualcuno sosteneva di essere assolutamente competitivo, qualcuno (anche Causin) sosteneva a spada tratta la candidatura del Sindaco uscente, mentre, nel mio piccolo, ero assolutamente convinto che non c’era storia e che la lettura che si dava della situazione era assolutamente lontana dalla realtà.

Mi sarei aspettato un serrato dibattito e una precisa analisi della sconfitta elettorale… Sconfitta elettorale? Regola prima: mai parlare di sconfitta! Regola seconda: mai dibattere di cose importanti!

E così il PD di Noale, “diversamente vittorioso” ha continuato per la sua strada.

PErchè questo racconto?

Perchè un po’ mi ricorda quanto scrive Causin. Dice: abbiamo perso le elezioni. Perchè non fare un bel partito del nord? perchè sottostare alle beghe dei nostri grandi notabili? Beh, questo potrebbe anche essere (salvo poi non dover sottostare comunque alle manovre e manovrine dei “capibastoni”locali). Cioè io non sarei contrario ad un partito locale. Mi piacerebbe, però, che non fosse solo un intuizione e si riducesse all’ennesimo toccasana da inseguire. Il partito trasformato da contenitore a contenuto.

Un saggio di questo pericolo ce lo fornisce Causin stesso che riporta “si evince che la proposta del PD è debole tra i giovani di età compresa tra i 25 e 35 anni, tra gli operai, gli artigiani e i lavoratori delle aziende private, tra i pensionati.” Questa analisi, che mi pare corretta, viene poi, nei fatti smentito da quanto scritto poco dopo.

Infatti, dice Causin, la sconfitta è dovuta al fatto che  ” il Partito Democratico ancora una volta non ha saputo veicolare una proposta al Paese sui temi dell’impresa, della fiscalità, del lavoro, della salute e dell’istruzione, preferendo inseguire ancora una volta i pasticci del Pdl, le vicende giudiziarie del Premier e concentrandosi su altre zone del Paese che hanno necessità e istanze tematiche profondamente differenti”.

Ecco, è proprio con questa politica che si conquistano i giovani, gli operai, gli artigiani i lavoratori.  Andiamo a spiegare loro i temi dell’ impresa, il cuneo fiscale,  il piano di rilancio della chimica, il piano di sviluppo dell’industria automobilistica, e quello della viabilità. Andiamo a raccontare un po di favole sul rilancio dell’industria manifatturiera in Italia e sulla necessità di essere concorrenziali con la Cina, che per noi, tanto per capirci, è comunque un occasione… basta essere produttivi, competitivi… Certo, bisogna sviluppare un industria a forte componente tecnologica… perchè solo così possiamo battere la Cindia…. E via!  Sono sicuro che se andiamo davanti ad una discoteca portando un sano piano di sviluppo industriale del veneto, i giovani vengono con noi. Alle veline, ai tronisti, a tette e culi contrapporremo analisi fiscali e piani industriali. IL gioco è fatto!

Magari, forse, forse sarebbe il caso… non è che invece che andare ancora una volta a portare un verbo frutto di una qualche elaborazione teorica (sulla cui attendibilità sarebbe anche il caso di ragionarci ancora un po’ su….) si andasse semplicemente tra la gente normale a capire come vivono, cosa pensano, quali interessi realmente hanno, quali “bisogni” esprimono?

E magari  guardare anche dentro a questa crisi, che un qualche casino sembra averlo fatto anche dalle nostre parti … Forse è il caso di mettere in piedi sistemi di mutuo soccorso (come agli inizi dell’ ottocento..) per chi non ce la fa più. (ovviamente la mia è una provocazione… perchè ci sono gli ammortizzatori sociali che si chiamano “anziani” e dalle cui pensioni traiamo anche noi lavoratori in mobilità o in fase di licenziamento, le poche risorse per sopravvivere… perchè c’è anche questo nel nostro grande nord!)

Intanto un  grazie ad Andrea Causin perchè introduce  un qualche problema….


provocazione

27 aprile 2010 di marconoale

dunque via Polanzani è stata rasa al suolo (in realtà sono le piante che sono state rase al suolo, ma l’effetto è comunque piuttosto devastante)… Possiamo anche discutere per mesi se l’intervento è bello, è brutto, era necessario, era facoltativo.

Possiamo dissentire o applaudire all’operato della Giunta. Ma più che al mondo delle opinioni (tutte legittime e tutte comunque apprezzabili), mi piacerebbe che provassiomo per una volta tanto a ragionare dentro una logica “complessiva”. Cioè facessimo uno sforzo di vedere la cosa sotto un aspetto un tantino più articolato.

Cioè lascerei  cadere l’elemento “emozionale” e vorrei provare ad esercitare una critica al comportamento della Giunta più complessivo.

Mi pare che la Giunta Celeghin abbia dato un iniziale idea di attivismo mettendo in moto una serie di attività. Questo è un segno, secondo me, positivo.

Però a scorrere l’elenco dei bandi di gara, non c’è cenno di alcuna attività. E cavolo questo mi pare assolutamente scorretto. Lo vogliamo dire una volta tanto?

Basta affidare i lavori a trattativa privata!  Questa continua logica di violare la legge non porta bene.  Oserei anche pensare che questo favorisca le clientele e gli interessi privati. Io non so nulla, non so nemmeno chi sia  la ditta che ora sta lavorando, ma trovo comunque assurdo che si continui con questo andazzo mafiosetto…. Anche la giunta precedente aveva lo stesso vizio, lo so. Piu di una volta anche su questo blog ho criticato questi comportamenti però, da cittadino, comincio ad essere indignato!

Non ho trovato alcuna delibera che approva il progetto… non so, quindi, quali siano le motivazioni che hanno definito prioritario questi lavori.

Dalla modifica del piano triennale fatta nel 2009 ho visto che l’ intervento in questione verrebbe a costare circa 480 mila euro…se non sbaglio…

Caspita! questo intervento è, di fatto, quello ritenuto prioritario dalla giunta. E, bene o male va, ad incidere pesantemente nella poca disponibilità finanziaria del comune.

Deve essere, quindi un intervento prioritario, fondamentale.

Ho provato a leggere il bilancio 2010 del comune di Noale, ma il sito non mi consente di accedere ai documenti. Ho letto le delibere, ma non ci sono gli allegati… insomma, questa che doveva essere la Giunta della trasparenza mi sembra stia diventando la Giunta del sotterfugio e della poca chiarezza. Non è che il problema si risolve trasmettendo le riunioni del consiglio comunale… Il più delle volte non è che siano sedute eccitanti e culturalmente stimolanti… gli atti, però, quelli sì che sono importanti e fatalmente non sono quasi mai accessibili… alla faccia della trasparenza!

nel merito dei lavori, si sta creando una pista ciclabile che andrà, come spesso accade, a finire nel nulla. Chi usa le piste ciclabili sa bene che questo modo di fare costringe il ciclista a continui cambi di corsia imponendo repentini “tagli” di strada. Lo sa l’ amministrazione comunale quanti ciclisti muoiono in Italia? lo sa la Giunta che la maggior parte degli incidenti che coinvolgono i ciclisti avvengono sulle piste ciclabili grazie, appunto a come queste sono costruite e pensate…. prendete la bici… e vedrete!

Certo, c’è anche la questione delle piante.

Ma intanto il nostro magrissimo bilancio lo stiamo spendendo per sistemare questa strada….

Ah, sarebbe bello poter vedere il progetto e anche, poi, prendere visione della contabilità dei lavori….

via Polanzani: bell’intervento!

27 marzo 2010 di marconoale

Passo per via Polanzani. Ho un senso di estraneità! Cosa è successo2? c’è qualcosa di nuovo.

La strada appare più ampia, c’è più luce. I palazzi che aggettano sulla strada fanno vedere i loro profili architettonici spesso pregevoli e sicuramente caratteristici.

Poi capisco. Hanno tagliato gli alberi, i pini marittimi che erano tanto estranei al contesto rurale di Noale.

Un bell’intervento, filologicamente corretto, urbanisticamente perfetto.

Gli alberi, si sa, danno problemi. Le loro radici distruggono poco alla volta il manto asfaltato. Poi, alla prima sventagliata, perdono foglie, fanno cadere pigne pesanti e dannose, piene di resina.

Finalmente la Giunta del fare ha fatto. Ha tolto gli alberi.

Potrebbe anche togliere le aiuole. Danno fastidio. Sporcano, il verde va manutenuto. Sarebbe molto più economico una belle cementificazione magari, per ricordo, dipinta con un bel verde…

Ho visto anche la delibera della giunta sul bilancio. Ci dice … non ci stanno soldi…le uniche entrate aggiuntive sono quelle relative agli oneri di urbanizzazione… Bello, costruiamo dovunque, così potremmo finanziare l’abbattimento di tutti gli altri alberi di Noale e anche cementificare un altro po’ il nostro bellissimo territorio, incrementando così la vocazione residenziale di una delle più belle periferie del triveneto. Tutta capannoni, disordine, strade, edifici e supermercati…. (scuole no, quelle non servono, basta la televisione…)

grazie!

fraintendimenti

20 ottobre 2009 di marconoale

Poco tempo fa avevo sollevato una critica alla nuova amministrazione dicendo che bene tutto, ma questa tradizione di affidare i lavori, i servizi e quant’altro a trattiva privata non dava una bella idea di trasparenza..

Molto gentilmente il sindaco Celeghin ma aveva fatto sapere di essere d’accordo con me: mai più trattative private! ovviamente io gongolavo perchè finalmente avevo travato un riscontro dopo una vita passata nella più totale indifferenza.

Ecco, finalmente le mie invettive contro questo uso furbo e subdolo di dare i lavori a trattativa privata senza gara, senza ribasso, senza concorrenza presumibilmente agli amici degli amici (cioè in una sorta di rapporto clientelare) era finito.

Mi sono illuso!

Leggo la delibera dell Giunta comunale numero 134 del 29 settembre 2009 che decide in merito alla gestione degli impianti di riscaldamento del comune di Noale. E indovinate cone vengono affidati i lavori? ma dai, neanche a dirlo…  a trattativa privata!

Qui però la delibera della Giunta si premura di farci saper che ciò avviene per effetto della legge. Infatti:

Visto la relazione 29.9.2009 del Responsabile del Settore Lavori Pubblici-Manutenzioni, nella quale si evidenzia possibilità offerta dal D.Lgs. 30.5.2008 n. 115 e in particolar modo al punto 6 lettera b) dell’allegato II che prevede che il contratto può essere prorogato se le parti concordino nuove e/o ulteriori prestazioni ed attività conformi al succitato decreto e cioè rientranti in materia di incremento dell’efficienza energetica, di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili;”

Ah, eccoc’è una precisa norma di legge che consente la trattativa privata. E il redattore della delibera esprime proprio bene il concetto “si evidenzia la possibilità” Tra l’altro si noti il tempismo: la relazione del responsabile del servizo porta la stessa data della delibera ... sembrerebbe quasi fatto a posta…

Ma il punto è un altro… Il decreto legislativo 115 del 30 maggio 2008 recepisce una direttiva europea in materia di efficenza dei servizi energetici e dedica un intero allegato  della legge a definire i requisiti e le prestazioni che qualificano il contratto di servizio energetico…. ovviamente al nostro comune non è sfuggita la frase che deroga al sistema generale che dice:

“qualora nel corso di vigenza di un contratto di servizio
energia, le parti concordino l’esecuzione di nuove e/o ulteriori
prestazioni ed attivita’ conformi e corrispondenti ai requisiti del
presente decreto
, la durata del contratto potra’ essere prorogata nel
rispetto delle modalita’ definite dal presente decreto”

Ecco. questa è l’unica frase che interessa… il resto della legge è tutta disattesa… ovviamente la mia è una ipotesi perchè non ho avuto il piacere di leggere la relazione tecnica… ma  non sarei per nulla imbarazzato a poterla leggere sul sito del comune e verificare se il comune di Noale, quasi primo tra tutti i comuni italiani, ha redatto i certificati energetici degli edifici comuali….. e questo per fare solo un esempio di una condizione preliminare ad introdurre il sistema derogatorio….

complimenti!


Caro signor Sindaco

19 settembre 2009 di marconoale

caro signor Sindaco,

Mi hanno riferito che lei si è sposato di recente. Le faccio sinceramente i miei più sentiti auguri a Lei e alla sua Signora. E mi creda, gli auguri sono proprio sinceri perchè una delle poche cose nelle quali credo, è la forza della famiglia intesa come primo nucleo sociale… da dove partire per sviluppare solidarietà, educazione e rispetto delle regole sociali.

Fine.

Cambiamo argomento e tono.

Leggo sulla Piazza che la nuova amministrazione ha dato il via a due milioni di opere pubbliche modificando il piano triennale dei lavori.

A che pro?  cioè confesso di essere completamente stranito

vado a leggermi le varie delibere pubblicate nel sito del comune di Noale e resto ancora più stranito.

Stranito? un po’ stranito, in parte anche sorpreso, meravigliato, quasi sfidato…

Leggo la delibera della giunta n. 104 del 9 luglio e la delibera di Consiglio n. 39 del 21 luglio.

Le rileggo…. le rileggo ancora una volta. Confesso: non capisco un cavolo. Ma proprio niente.

Sono ammirato a pensare che i nostri consiglieri parlino e si capiscano in un linguaggio tanto alto e tanto ermetico.

Ma non solo. Il richiamo a Pitagora e ad Aristotele  è immediato.  Loro, con tutta la prosopopea  degli insegnamenti esoterici sarebbero mai arrivati a concepire ragionamenti tanto verticali?

Cioè se si leggono assieme del due delibere uno alla fine si chiede quale sia il destino dell’uomo: da dove veniamo? dove andiamo?

Faccio una pausa … esco … medito…

Ecco. Ho preso una decisione e qui gliela riporto.

Devo fare una premessa. Non ho alcuna velleità di insegnare nulla a nessuno e tanto meno ho voglia di continuare a scervellarmi su questa questione, perche ci ho già perso una mattina e la cosa mi da molto fastidio.

Sono poi, invece, del tutto favorevole al fatto che questa Giunta operi concretamente.

Quindi, alla fine, mi permetto semplicemente di fare presente quanto segue:

1) il dovere di trasparenza si assolve attraverso la chiarezza degli atti amministrativi, che devono essere comprensibili,  sintetici e logici

2) nella delibera della giunta si fa, tra l’altro, una ricognizione dei residui. (vedi schema a pagina 3 della delibera) si arriva ad esumare residui del 2003/4/5/6…  Mi chiedo: non è che siano andati in perenzione? è una domanda teorica perchè sono  alcuni anni che non mi interesso di tali faccende, ma mi resta il dubbio che sarà bene che Lei, signor Sindaco, accerti con sicurezza, che la cosa sia possibile….

3) perchè modificare il piano triennale delle opere pubbliche senza porre mano all’elenco annuale degli interventi? Attento, perchè è una domanda insidiosa….. (forse un giorno sarò costretto a tornare sull’argomento…)

4) sarebbe possibile qualificare gli interventi in modo meno generico? cioè, per essere chiaro ed esemplificativo, quando si parla di asfaltatura strade si potrebbe essere meno generici? di che strade si parla… perchè si fanno più appalti di asfaltatura? quali sono le modalità di scelta del contraente?

Poi,  da ultimo, mi preme ricordarLe, signor Sindaco, che esiste un obbligo preciso che è quello di rendere pubblici gli incarichi che l’Amministrazione  affida… su questo punto io sono molto sensibile…  e mi fa fastidio leggere su “la Piazza ” che “il Governo cittadino ha approvato il progetto definitivo-esecutivo dei lavori, affidati alla ditta di Lino Gerotto di Campogarsego…”  Vorrei leggerlo sul sito ufficiale del comune e vorrei sapere anche con che modalità e a quale prezzo. Nno è una mia curiosità, è solo un obbligo di legge…

cordialmente

il bando del Comune di Noale per i B&B.

17 settembre 2009 di marconoale

Tempo fa avevo scritto un post relativo ad un bando che il comune di Noale aveva pubblicato il giorno 6 agosto 2009 e che scadeva il 10 agosto 2009.

Si trattava di partecipare ad un possibile cofinanziamento del comune in attività di Bed end Breakfast…
Sinceramente la cosa era troppo sporca per essere vera.

Certo che quel bando, quella delibera, sono scritte in modo decisamente fuorviante. Nemmeno uno come me, che naviga tra le carte della pubbliche amministrazioni da una quarantina d’anni,  poteva venirne a capo. Troppo sporca e troppo evidente l’errore.

Solo per questa illogicità nella prassi, mi sono voluto sincerare della cosa ed ho chiamato il comune. Mi ha risposto una funzionaria che molto gentilmente mi ha spiegato che quella delibera era stata fatta in grande velocità. Si tratta in realtà del formale accertamento circa l’interesse nel comune di Noale ad aprire attività di B&B…

A seguito di tale accertamento di interesse da parte di vari comuni la rRgione potrà vedere di finanziare la cosa.. ma a quel punto sarà necessario provvedere alla redazione di un bando che interessi i vari comuni coinvolti e che consentirà a tutti gli interessati di partecipare al finanziamento….

Beh, grazie.

Sarebbe stato meglio spiegare in tre righe questa cosa, però c’è da tirare un respiro di sollievo…. per fortuna è solo un errore di comunicazione…. Lo scrivevo e lo dicevo anche alla giunta precedente: imparate a comunicare con i cittadini:  è un loro diritto sapere,  è un vostro dovere essere chiari…. tutto questo ha a che fare con la trasparenza!

multiutility – 6^ puntata: la privatizzazione dell’acqua

13 settembre 2009 di marconoale

Eccoci giunti ad un punto nodale della questione.

Dice la legge: l’acqua appartiene al demanio pubblico dello Stato; quindi, signori, non ci sono problemi, nessuno può impossessarsi di questo bene comune….

” non si tratta solo dei politici: è l’insieme delle classi dirigenti dei Paesi occidentali (imprenditori, mondo della finanza, scienziati, liberi professionisti e persino il mondo sindacale) che negli ultimi trent’anni , ha largamente abbracciato e promosso la visione della società e dell’economia propria dell’ideologia capitalistica di mercato, secondo la quale ogni forma di vita è merce e per questo va sottomessa alle logiche dello scambio, del profitto e della concorrenza/competizione internazionale. Tutt’al più, i gruppi sociali dominanti hanno accettato l’idea che l’acqua sia considerata un bene comune di una Nazione. Però da questo riconoscimento non discende necessariamente il fatto di considerare l’acqua come un bene comune pubblico, non mercificabile ed il cui controllo non sia privatizzabile.”

questa frase è pronunciata da Ricardo Petrella, professore emerito dell’Università Cattolica di Lovanio (Belgio) e docente di ecologia unama all’università svizzera di Mendrisio. E l’intervista è rilascata niente popò di meno che a “vita di Campagna” che non è propriamente una rivista estremista.(Vita di Campagna- n. 7/8 2009 pag 10-11)

Tra l’affermazione della legge italiana e la frase di Petrella corre un abisso…  Il demanio dello stato non è. per definizione, alienabile e quindi non può essere oggetto di rapporti commerciali…

Ma, a costo di essere monotono, devo ribadire il concetto:  l’acqua è un problema complicato.

Poniamo di avere sotto di noi una splendida falda acquifera, posta a più di 300 metri sotto terra…fresca, pura, con caratteristiche chimiche ed organolettiche perfette: è pubblica… è un bene inalienabile, il cui fine è quello di giovare “erga omnes”… a vantaggio di tutti.

Però, sarebbe bello…. La San Benedetto è di tutti….

A parte questo (che è un altro “problemino” interessante) , una volta stabilito che l’acqua è di tutti, il problema nasce quando l’acqua, che è appunto di tutti, deve arrivare nelle case come acqua da bere, oppure nei campi per irrigare, oppure deve essere depurata perchè acqua proveniente dalla fognatura…

cioè, ammesso che l’acqua  sia un bene di tutti e che non sia un bene “commerciale”,  restano comunque da  pagare, per l’utente, i costi di trasporto, di verifica della potabilità, di depurazione delle fognature, di gestione complessiva delle acque di superfice ecc….

Allora o l’Autorità Ottimale d’ Ambito, cioè il soggetto pubblico che presiede al ciclo dell’acqua,  crea una propria struttura  che mette giù i tubi dell’acquedotto, fa la manutenzione, la depurazione a quant’altro, oppure affida in appalto tutti questi servizi. La nostra legge non lascia dubbi. Dice: tu, Ato, lascia perdere la gestione in proprio che non è tuo compito. Quindi puoi scegliere o di fare gare d’appalto e quindi rivolgerti alle società commerciali, oppure dai la gestione del servizio idrico ad una società pubblica, costituita tra  icomuni dell’ambito solo se ricorrono “obiettive ragioni tecniche od economiche”…

Nel nostro caso il gestore del ciclo dell’acqua, nominato dal nostro ATO si chiama Veritas. (sulle obiettive ragione tecniche ed economiche non è dato dubitare….)

il soggetto che continua a determinare il costo del ciclo dell’acqua, fissa cioè le tariffe dell’acqua, quelle della fognatura e quant’altro, è e resta comunque l’ATO. Alla prova dei fatti poca importa se l’acqua è gestita da Veritas, che è a capitale pubblico, oppure, che so, dalla Fiat, o dall’ Enel o dalla Mafia spa…. la tariffa deve essere sempre decisa dall’Aurotità pubblica e la qualità del servizio deve essere determinata da un contratto di servizio che sta alla base dei rapporti tra Ato e soggetto gestore.

Quindi, da noi non esiste problema di “privatizzazione” dell’acqua… o no?

No. Esiste. Esiste eccome.

Certo, la cosa si ingarbuglia ancora di più e io non so se, alla fine, questa storia interessi particolarmente. Continuerò a parlare delle “multiutility”,  ma non necessariamente dell’acqua…

Della privatizzazione dell’acqua ne parlerò solo se almeno 20 dei lettori di questo blog me lo chiederanno, altrimenti: ciccia!

Il comune di Noale mette mano a strade e giardini

11 settembre 2009 di marconoale

Ecco, è iniziata la campagna di manutenzione della nostra città.

Come sempre succede in questo Comune tutto avviene senza gare d’appalto come se questo obbligo di legge fosse semplicemente una stupida formalità.

Per ora, da quando si è insediata la nuova Giunta è stato pubblicato un solo bando, quello per il cofinanziamento di attività ricettive nel comune di Noale… è stato un bando fulmineo apparso per annunciare che chi era interessato doveva fare un mucchio di cose e presentare il tutto entro le ore 12,30 di lunedì, concedendo solo un giorno lavorativo per predisporre il tutto.

Ora invece il comune affida a trattativa privata, senza alcuna gara nemmeno informale, attività, lavori, manutenzioni… Stile impeccabile. Pieno rispetto delle normative.

A me piacerebbe sapere se qualcuno si sia aggiudicato i cofinanziamenti del comune, a me piacerebbe anche sapere cosa bisogna fare per partecipare agli appalti in questo felice angolo di terra dove chi amministra amministra sempre bene e sceglie i propri fornitori in virtù di un istinto indiscusso che guida verso il miglior offerente… senza gara d’appalto e, forse, senza neanche un preventivo di lavori…. si potrebbe pagare un tanto a chilo, o a metro, o a litro…..

A proposito: e se qualcuno facesse gli stessi lavori per meno….. la differenza chi la paga?

le multiutility parte quinta: il problema dell’acqua

1 settembre 2009 di marconoale

mica facile parlare di acqua in un articolo di poche righe.

la legge 152 del 2006 dedica al tema delle acque una sequela di 120 e passa articoli, fitti fitti di concetti norme e prescrizioni.

Intanto le acque, superficiali o sotterranee che siano, appartengono al demanio dello stato….Questo perchè quando si parla di acqua le prime cose che si dicono è:” no alla privattizzazione dell’acqua!”   Ma l’acqua, come principio è pubblica… solo che….

Quando si parla di acqua si parla di un problema enerme. C’è l’acqua del mare, quella dei fiumi e dei laghi, c’è l’acqua superficiale e c’è l’acqua soterranea, c’è l’acqua potabile e quella inquinata, ci sono i bacini idrici e ci sono le fognature, le centrali di depurazione e l’acqua piovana… un problema tanto articolato e fluido che vede l’esistenza di distretti, bacini e ambiti…

Abbiamo tutti più o meno presente  il “giro dell’acqua.:… mare, evaporazione, pioggia, deflusso dell’acqua verso il mare… Ecco, se a questo schema semplice semplice ci aggiungiamo  le falde dentro cui l’acqua si insinua, l’acqua che si usa per i campi e quella che lava le strade piene di polveri sottili e di idrocarburi, l’acqua delle fognature e quella che qualche furbacchione contanima, l’acqua che arriva dentro casa nostra e che beviamo, l’acqua che a volte e in certe zone scarseggia,  l’acqua che erode la terra e l’acqua che tracima da fossi e canali, è evidente come il problema si ingrandisce

Dunque l’acqua è pubblica e c’è tutta una organizzazione che deve presiedere all’acqua…

Abbiamo detto che ci sono i distretti idrografici tipo quello delle alpi orientali che comprende grosso modo trentino veneto e friuli e i vari bacini idrologici tipo  quello dell’Adige e quello del Lemene… poi dovrebbero essere individuati gli ambiti ottimali e qua ci stà il primo problema.

Se  la pioggia che cade  a trento come quella che cade a treviso, poi defluisce verso il mare e si mescola con altre acque  e, infine passa sotto Cavarzere  per arrivare al mare, non tiene conto delle competenze amministrative. Invece quando parliamo di autorità ottimale d’ambito (ATO) tendiamo a far saltare ogni nesso idrico… Perchè ci stanno le multiutility e ci stanno i comuni e le provincie.

Anche nella proposta dei consiglieri regionali del PD ci sta questo grande errore… l’autorità ottimale d’ambito è rappresentata dai confini delle provincie… un unico ATO per provincia… dentro l’Ato  i rappresentanti dei comuni e un unico soggetto gestore…. e visto che gestisce l’acqua perchè non facciamo gestire a questo soggetto anche i rifiuti?

Grosso modo le riforme amministrative si fanno così… tanto alla tonnellata….

Introduciamo un altro principio che in parte abbiamo sfiorato nel precedente post sulle multiutility… L’ATO è un ente pubblico. Su questo non ci piove. Dunque è soggetto alle norme sugli appalti. Se l’Ato è l’autorità che preside all’intero processo di gestione  delle acque deve, per la parte operativa, procedere a gare d’appalto. Cioè l’Ato decide di fare un depuratore? allora procede a fare un progetto e poi appalta i lavori… ma poi deve anche pensare a chi andrà a gestire l’impianto…. E allora o provvede lui direttamente con le proprie risorse (in hause) oppure anche questo servizio lo deve mettere a gara.

Noi stiamo scegliendo, di fatto, una terza via, che è quella che dice: bene l’ATO decide e Veritas gestisce l’acqua… ecco, ma qua non ci siamo più perchè così non prevede la normativa europea e quella italiana.

Resta il fatto che l’acqua è qualcosa di eccezionale e straordinario anche per la legge. Esiste un autorità d’ambito ottimale solo per l’acqua e non, ad esempio per i rifiuti… ma questo nemmeno i nostri consiglieri regionali lo sanno… e confondono acqua (che in parte è anche rifiuto e che produce rifiuti come i fanghi da depurazione) con le scatolette di tonno che gettiamo nella spazzatura  o le scorie delle lavorazioni industriali…

bene: eccoci al problema (vero) della privatizzazione dell’acqua….. ma ne parlerò più avanti…